Posted On 4 Giugno 2020 By In Sostenibilità With 171 Views

La filiera del legno: nuove idee per contribuire alla ripartenza

tronchi di legno_filiera del legno per la ripartenza

Il coronavirus non ha lasciato scampo a nessuno, tutti i settori, alcuni più e alcuni meno, sono stati indeboliti dal suo passaggio. Ma molti stanno elaborando una strategia di contrattacco e sperimentano per la ripartenza. Tra queste indubbiamente la filiera del legno sta sviluppando nuove idee e impieghi per rispondere alle necessità lavorative e sociali della ripartenza.

Durante la fase più acuta della pandemia il settore non si è bloccato totalmente ma al contrario ha continuato la produzione di imballaggi e la fornitura di legname per la filiera medicale e alimentare garantendo il proseguimento del lavoro anche per le aziende a valle della filiera. Ma non solo, infatti anche durante l’emergenza sanitaria le aziende certificate PEFC hanno proseguito con il ripristino degli ecosistemi forestali distrutti durante la tempesta Vaia nel 2018.

Maria Cristina D’Orlando, presidente del PEFC Italia ha  aggiunto a questo proposito che:  “La gestione del bosco e la selvicoltura sono attività sostenibili che permettono di produrre legno, materia prima rinnovabile per eccellenza, e di contribuire al mantenimento e miglioramento del bosco e dei suoi servizi ecosistemici: protezione del territorio, paesaggio, clima, acqua, ricreazione, prevenzione del rischio incendi, specialmente ora che andiamo verso la stagione calda”.

La trasformazione del legno per la ripartenza

Antonio Brunori, Segretario Generale PEFC Italia ha reso noti quali saranno i possibili usi e impieghi del legno in ottica ripartenza.. La materia prima è sostenibile, facilmente reperibile sul territorio e dalle proprietà antibatteriche, caratteristiche che l’hanno convertita in un materiale privilegiato da impiegare per  questa ripresa. ““Dai tavoli per lo smart working alle barriere anti contagio, fino alla logistica e al delivery, il legno si rivela un materiale straordinario” ha commentato Brunori, aggiungendo che “la crisi attuale ci mostra, ancora una volta, l’importanza di rivedere la nostra economia, deglobalizzando quelle risorse che non avremmo bisogno di importare, scegliendo materiali più sostenibili e naturali e valorizzando le eccellenze legate alla green economy che si trovano sul nostro territorio”.

Tutte le tendenze “a base di legno”

L’estate si avvicina e per molti stabilimenti balneari la paura di non poter garantire sicurezza sulle proprie spiagge inizia già a farsi sentire. L’azienda friulana Legnolandia, nota per le  bio-costruzioni, parchi gioco, arredi pubblici e privati, ha progettato uno spazio-ombrellone per il distanziamento sociale anche sotto il sole. Modulare e di circa 16 metri quadrati, il modulo è realizzato con due materiali: il legno recuperato dalle foreste dopo la tempesta Vaia e un tessuto traspirante TNT usato anche per le mascherine che garantisce la circolazione dell’aria grazie al filtraggio protettivo. Questi spazi possono essere arredati con ombrelloni, lettini e sdraio, tavolini e portarifiuti, tutti derivati da legno solidale.

Chi invece ha riadattato il proprio prodotto alle esigenze attuali è la Aschieri-De Pietri,  produttrice di pallet e imballaggi, che ha lanciato sul mercato una barriera protettiva in plexiglass e abete 100% PEFC, facilmente montabile/smontabile e senza la necessità di viti. La soluzione nasce per andare incontro agli esercizi pubblici e privati che avranno bisogno di effettive barriere per bloccare il contagio ma che garantiscano la possibilità i comunicare, per esempio negli uffici.

Quando lo smart working diventa ancora più sostenibile

Per molto tempo lo smart working è stato sulla bocca di tutti e molte realtà, nonostante la ripresa, continuano a lavorare secondo questa modalità. L’azienda certificata PEFC “La Fattoria Del Legno” è riuscita a combinare queste due componenti: il legno e lo smart working. Come? La tree farm permette di prenotare un tavolo per il lavoro agile, realizzato direttamente dal legno solidale della tempesta Vaia, e al contempo si sta occupando della costruzione di tavoli solidali da collocare all’esterno degli uffici e delle aree di co-working per aumentare la possibilità dei lavoratori di sfruttare gli spazi aperti per il lavoro.

 

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