Posted On 28 Luglio 2021 By In Sostenibilità With 114 Views

La sostenibilità nella supply chain la vogliono tutti

Secondo un articolo firmato da Supply Chain Dive, i dirigenti si stanno interessando sempre più a rendere le proprie catena più verdi. Questo è quello che traspare dal Supply Chain Sustainability 2021 report che porta le firme del Massachusetts Institute of Technology e del Council of Supply Chain Management Professionals (CSCMP). Il rapporto ha rilevato che il 52% degli intervistati ha affermato che la propria azienda aveva obiettivi di sostenibilità della catena di approvvigionamento, un aumento del 4% rispetto al 2019. Un ulteriore 82% ha affermato che gli impegni delle proprie aziende verso questi obiettivi sono rimasti o sono aumentati dall’inizio della pandemia.

La pressione per le aziende si fa sentire

Rispetto al 2019, il report ha rivelato che il campione si sente maggiormente investito di  responsabilità in termini di sostenibilità da parte dei diversi stakeholder. “La ‘pressione interna’ è già presente da un po’ di tempo, poiché si sono fissati obiettivi ambiziosi per il 2020 nel 2009-10 – commenta Sergio Barbarino di Procter & Gamble – oggi, la pressione è sia interna che esterna. Questo sta creando molto slancio per innovare in questo settore”. Un approccio sostenibile nelle dinamiche interne del business significa evolvere a pari passo con i  cambiamenti che ci si trova ad affrontare ogni giorno. Questa è la strategia che le aziende devono adottare per durare nel tempo. In sostanza, integrare la sostenibilità vuol dire:

  • puntare all’eccellenza operativa dei risultati:ad esempio con i fornitori,con l’introduzione di clausole di natura ambientale e sociale oppure con l’integrazione dei rischi di sostenibilità nel processo di risk management.
  • spingere verso l’innovazione dei prodotti che includano aspetti sociali e ambientali fin dalla concezione.
  • rispondere al mondo che cambia, interpretare i cambiamenti economici, sociali e ambientali.
  • creare nuovi modelli di business orientati al bene comune e all’impatto sociale.

Già in passato avevamo parlato di un ottimo esempio di sostenibilità lungo la supply chain da parte del procurement: Il Carbon Disclosure Project (Cdp) aveva raccontato di come una coalizione di più di 100 grosse aziende, tra cui Walmart, Target, Kellogg, Dell e The Lego Group, avesse ridotto le emissioni congiunte di anidride carbonica delle proprie supply chain di 633 milioni di tonnellate e avessero risparmiato 19,3 miliardi di dollari nel 2018.

Principali evidenze

Ma torniamo al report Supply Chain Sustainability 2021. I risultati sono stati processati grazie alla collaborazione con 2.400 professionisti, la revisione di 250 documenti e 21 interviste a dirigenti. Da queste fonti è stato possibile identificare perché le aziende abbiano aumentato il proprio impegno in sostenibilità:

  • pressione degli stakeholder
  • il 2020 ha permesso di riflettere e di guidare il cambiamento organizzativo

Un altro spunto di riflessione offerto dal report consiste nella definizione stessa di sostenibilità. I professionisti della supply chain non ne possiedono una condivisa, e spesso danno priorità ad elementi diversi mentre cercano di raggiungere i loro obiettivi. Per quanto riguarda invece i focus prescelti per promuovere la sostenibilità, le risposte del campione sono state il benessere dei dipendenti e il risparmio energetico. Dato il ruolo centrale dei dirigenti nella definizione e nella guida delle strategie di crescita e l’aver compreso che sono proprio quest’ultimi a stimolare un’azione e una spinta, la sostenibilità della catena di approvvigionamento non è una moda passeggera, ma piuttosto una tendenza aziendale da tenere d’occhio. Perché le aziende dovrebbero scegliere la sostenibilità?

  • Attrattività per gli investitori e riduzione dei rischi: esiste una correlazione tra sostenibilità e risultati finanziari. Si assesterebbe tra il 4-6% il differenziale di performance tra aziende sostenibili e non, e ciò può essere spiegato per le capacità delle prime di gestire meglio i capitali intangibili, di vedere nel lungo periodo e di prestare maggiore attenzione alla gestione dei rischi.
  • Customer commitment e benefici reputazionali: si traduce in fedeltà nel brand e differenziazione verso i competitor.
  • Migliore gestione delle risorse umane: integrare la sostenibilità è anche il motore della maggiore produttività dei lavoratori, fidelizzazione dei dipendenti e soddisfazione sul posto di lavoro.

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