Posted On 16 Aprile 2019 By In News, Sostenibilità With 247 Views

Materie prime, packaging, rifiuti: cosa stanno facendo le aziende in ambito Csr

Sacchetto di plastica in mare

Le recenti iniziative di sostenibilità coinvolgono sia il prodotto che la confezione, anche nell’ottica del suo smaltimento

Con l’aumento della pressione da parte dei consumatori e la crescita dell’attenzione globale al problema della salvaguardia del pianeta, le aziende stanno avviando sempre più spesso progetti di sostenibilità per rendere il proprio business “green”. Oltre alla riduzione delle emissioni, gli ambiti in cui si stanno concentrando le iniziative a maggior risonanza mediatica sono l’uso di materie prime sostenibili e il packaging riciclabile o riciclato. Ecco alcuni obiettivi di sostenibilità d’impresa delle ultime settimane:

1. H&M ha dichiarato, nel suo report di sostenibilità del 2018, che più di metà (57%) dei materiali usati per realizzare i suoi prodotti durante l’anno era composta da fibre riciclate o di provenienza sostenibile. La percentuale è aumentata rispetto al 2017, quando era attestata al 35%. Il cotone sostenibile usato dall’azienda per fabbricare i suoi abiti lo scorso anno è stato il 95% del totale.

Nel suo report sulla sostenibilità 2018 l’azienda dichiara anche che 930mila lavoratori e 655 fabbriche nella propria supply chain sono ora coperti da una strategia di “reddito equo”. Nonostante la promessa, fatta nel 2013, di garantire un salario dignitoso ai lavoratori della propria catena di fornitura entro il 2018, a settembre dello scorso anno è stata pubblicata una ricerca associata alla campagna “Turn Around, H&M”, coordinata dalla Clean Clothes Campaign e sostenuta dall’International Labor Rights Forum e da WeMove.EU, dove venivano denunciate le condizioni di lavoro negli stabilimenti dei fornitori. I lavoratori intervistati vivevano sotto la soglia di povertà, dovendo fare straordinari che superavano il limite legale per raggiungere un salario di sopravvivenza.

Il gruppo si rifornisce da 2.383 fabbriche in tutto il mondo, secondo il report. Tutti gli stabilimenti dei tier 1 e 2 hanno usato lo strumento di sostenibilità Higg Index Facility Environmental Module, sviluppato dalla Sustainable Apparel Coalition, per misurare le performance di sostenibilità nel 2018.

2. Aldi, la multinazionale tedesca del settore Gdo, ha annunciato una serie di impegni volti ad aiutare a combattere la crisi globale dei rifiuti in plastica. Entro il 2025, afferma l’azienda in un comunicato, il 100% del packaging di Aldi, incluso quello in plastica, sarà riutilizzabile, riciclabile o compostabile. Inoltre, si impegna a ridurre il materiale di imballaggio totale almeno del 15%.

Più del 90% dei prodotti a scaffale è esclusiva di Aldi, perciò l’azienda si dichiara in grado di coinvolgere la base fornitori nel raggiungimento di questo tipo di obiettivi. Aldi ha inoltre dichiarato che cercherà di facilitare i consumatori nel riuso o riciclo dei propri imballaggi, per esempio includendo, entro il 2020, un’etichetta “How2Recycle” su tutti gli imballaggi del proprio marchio.

3. Unilever ha annunciato l’obiettivo di raggiungere il 50% di contenuto riciclato all’interno del proprio packaging entro la fine dell’anno, anche se, fa notare Supply Chain Dive, non è nota la percentuale riciclata ad oggi contenuta negli imballaggi. L’azienda aggiungerà anche un’etichetta “How2Recycle” con istruzioni chiare per i consumatori su come buttare le confezioni, con l’obiettivo di applicarla a tutti i prodotti entro il 2021.

4. Diageo, che possiede diversi marchi di alcolici come liquori, birra e vino, ha annunciato che investirà 16 milioni di sterline per ridurre la quantità di plastica usata nell’imballaggio dei propri brand di birra, inclusa la Guinness. Invece degli anelli di plastica che tengono insieme le lattine e che finiscono spesso in mare inquinando e rappresentando un pericolo per gli animali, verranno introdotti cartoni 100% riciclabili e biodegradabili. I nuovi imballaggi saranno disponibili in Irlanda da agosto 2019, e nel Regno Unito e su altri mercati internazionali a partire dall’estate 2020.

5. Un’iniziativa un po’ diversa è quella di Klm Italia. La compagnia aerea ha lanciato la campagna #perunmarepulito: per ogni foto del mar Mediterraneo postata con questo hashtag, l’azienda si impegna a rimuovere un chilo di plastica dalle acque. Nel concreto, questo avverrà tramite Seabin, un cestino che cattura i rifiuti galleggianti in mare, e con l’adesione al progetto LifeGate PlasticLess. Klm ha aderito all’iniziativa in occasione della messa in acqua di Seabin presso la Lega navale di Napoli, ma altri cestini sono attivi anche in altre località d’Italia. Ogni cestino è in grado di catturare fino a 1,5 chili di detriti al giorno.

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