Posted On 26 settembre 2018 By In Sostenibilità With 229 Views

Nestlé userà i satelliti per rilevare la deforestazione nella supply chain dell’olio di palma

Deforestazione causata dall'olio di palma

Il provvedimento arriva dopo la sospensione dell’azienda dalla Roundtable on Sustainable Palm Oil

 

Il gigante svizzero del settore alimentare ha annunciato che userà Starling, un servizio satellitare progettato da Airbus e The Forest Trust, per rilevare la deforestazione, tracciando tutta la propria supply chain dell’olio di palma. Alex Daniel approfondisce l’argomento su Supply Management.

Nel 2017 è stato rilevato che meno di due terzi della supply chain di olio di palma dell’azienda possono essere dichiarati non colpevoli di deforestazione, ma la decisione di Nestlé è parte di un programma che ha lo scopo di eliminare completamente la deforestazione entro il 2020.

Il sistema Starling usa radar ad alta risoluzione e immagini ottiche satellitari per monitorare i cambiamenti nella crosta terrestre ed elementi di disturbo nel manto forestale. In seguito, usa gli analytics per indicare alle aziende dove dovrebbero intervenire per fermare la deforestazione.

Oltre a usare la tecnologia nella catena di fornitura dell’olio di palma, Nestlé ha dichiarato che estenderà questa procedura alle proprie supply chain di carta e soia in una fase successiva.

«Il monitoraggio satellitare di Starling è un punto di svolta per raggiungere la trasparenza nella nostra supply chain e siamo felici di estendere questa collaborazione per coprire, entro la fine dell’anno, il 100% delle supply chain di olio di palma nel mondo di Nestlé», ha dichiarato Magdi Batato, vicepresidente dell’azienda.

Bastien Sachet, chief executive di The Forest Trust, ha dichiarato che, quando nel 2010 la sua azienda ha iniziato la partnership con Nestlé per combattere la deforestazione, non esistevano strumenti per monitorare il problema «e bisognava creare una soluzione». «Ora, siamo felici annunciare, c’è uno strumento pronto e valido per aiutare le aziende a eliminare la deforestazione dalla supply chain», ha dichiarato.

«I nostri occhi nel cielo monitoreranno la nostra supply chain dell’olio di palma 24/7, indipendentemente dalle certificazioni. Questo ci permetterà inoltre di rivelare pubblicamente quello che rileviamo, dove decidiamo di interrompere gli accordi con i fornitori non conformi, e dove scegliamo di impegnarci e migliorare la situazione», ha dichiarato Benjamin Ware, capo della fornitura sostenibile di Nestlé.

Quest’anno Nestlé è stata sospesa dalla Roundtable on Sustainable Palm Oil (Rspo) per non essere stata in grado di fare un rapporto appropriato. Rspo ha dichiarato che Nestlé non ha presentato una relazione relativa al 2016, la Annual Communication on Progress (Acop), e che la stessa relazione per il 2017 era «priva di un piano a scadenza». Conseguentemente alla sospensione, Rspo ha dichiarato che Nestlé non può dichiarare di usare olio di palma certificato per la sostenibilità.

Nel frattempo, più di 40 investitori hanno firmato una dichiarazione congiunta per spingere le aziende che acquistano carne bovina a eliminare la deforestazione nella supply chain. La dichiarazione, diretta dall’organizzazione per la sostenibilità Ceres e firmata da aziende come Bnp Paribas, Legal and General, Aegon, Hsbc e Aviva, citava l’ampia gamma di rischi associati alla deforestazione. Ha segnalato che la produzione di carne bovina è stata responsabile del 65% della deforestazione tropicale tra il 2001 e il 2009, soprattutto in Sud America.

«L’allevamento di bestiame è stato identificato come una delle principali cause della deforestazione tropicale, soprattutto a causa della conversione delle foreste in pascoli e della domanda di mangimi a base di soia del settore dell’allevamento di bestiame», si legge nella dichiarazione.

«Con l’obiettivo di proteggere il valore a lungo termine e di mitigare il rischio, cercheremo di coinvolgere importanti aziende rispetto al rischio di deforestazione lungo le proprie supply chain, in particolar modo quelle aziende che hanno un legame, diretto o tramite la propria supply chain, con l’allevamento di bestiame e i prodotti collegati».

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