Posted On 14 Luglio 2021 By In Sostenibilità With 47 Views

Portare il tuo piano di sostenibilità al livello successivo

Rendere la supply chain sostenibile è un viaggio lungo con innumerevoli tappe intermedie ma raggiungibile. Una nuova ricerca di Procurious e Ivalua conferma che generare un significativo ritorno sull’investimento va di pari passo con un impatto positivo sul mondo e che le aziende con programmi avanzati di approvvigionamento sostenibile realizzano un ROI maggiore che si concretizza in:

· Miglioramento della qualità del prodotto/servizio

· Aumento delle vendite

· Migliore conformità a leggi/regolamenti

· Miglioramento della percezione del marchio

· Costi inferiori

· Maggiore soddisfazione dei dipendenti

· Rischio ridotto della catena di approvvigionamento

· Innovazione di prodotto/servizio

Ciò nonostante un allarmante 62% delle organizzazioni non ha ancora investito nella sostenibilità della catena di approvvigionamento o è appena agli inizi. Ma perché? Perché non si investe per migliorare la maturità della sostenibilità della propria azienda? A quanto pare si ha ancora difficoltà nel capire dove investire e come iniziare.

Secondo Procurious però ci sono alcune strategie per accelerare il processo.

Strategie per accelerare il piano di sostenibilità della tua azienda

  • Iniziare dalla visibilità e dal coinvolgimento dei fornitori —>  senza una buona visibilità, i programmi di sostenibilità della catena di approvvigionamento non possono portare da alcuna parte

Solo il 15% delle organizzazioni intervistate sta infatti monitorando le prestazioni di sostenibilità per oltre il 75% dei propri fornitori di livello 1. Più della metà (55%) sta monitorando solo il 25% o meno della propria base.

  • Domandarsi quali cambiamenti permanenti o strutturali apportare  per migliorare le prestazioni e l’impatto dei programmi di sostenibilità

Il 44% degli intervistati con programmi avanzati ha affermato di investire in una piattaforma di collaborazione con i fornitori o di espandere le capacità SRM.

KPI sì, ma con moderazione

Il sondaggio ha rilevato che la strategia migliore per aumentare i risultati è collaborare direttamente con i fornitori per modificare e migliorare le pratiche di sostenibilità. Successivamente, tre ulteriori strategie si sono distinte in termini di impatto misurabile:

  • Aumentare il peso attribuito ai criteri di sostenibilità nelle decisioni di selezione dei fornitori (45%)
  • Adeguare i KPI di procurement per dare maggiore peso alla sostenibilità (42%)
  • Sfruttare la tecnologia per monitorare i rischi di sostenibilità (32%)

I leader della sostenibilità con programmi avanzati hanno un approccio leggermente diverso

Le tre principali strategie per ottenere un impatto significativo e misurabile sono la collaborazione diretta con i fornitori , l’utilizzo della tecnologia per monitorare il rischio di sostenibilità, le notizie e gli eventi, e incaricare i fornitori attuali di completare le valutazioni di sostenibilità.

Anche l’abilitazione della tecnologia è essenziale per il successo dei programmi per:

· migliorare la condivisione delle informazioni e la comunicazione con fornitori e stakeholder (52%)

· migliorare l’accesso a certificazioni e punteggi di sostenibilità di terze parti durante la selezione o la valutazione dei fornitori (50%)

· automatizzare il monitoraggio delle prestazioni dei fornitori rispetto agli obiettivi di sostenibilità (50%)

A proposito di programmi di sostenibilità, anche Procurement Leaders delinea due strategie per definire una tabella di marcia pratica per l’implementazione di programmi di sostenibilità: strategie ponte e strategie tampone.

Le strategie ponte nei quadri di sostenibilità si concentrano sul miglioramento della capacità di un’azienda di resistere agli eventi nella catena di fornitura e di riprendersi più rapidamente dalle interruzioni. Questi includono miglioramenti nella pianificazione e nel controllo collaborativi e nello sviluppo di relazioni con i fornitori migliori e più solide a lungo termine.

Le strategie tampone si concentrano sul garantire che il CPO sia in grado di proteggere l’azienda da problemi dei fornitori e interruzioni della fornitura che si verificheranno inevitabilmente in futuro. I fattori da considerare includono la gestione dell’inventario, la pianificazione dei tempi di consegna e la verifica della capacità adeguata di superare i picchi e le depressioni della domanda.

Nella ricerca condotta da Procurement Leaders si stima che le catene di fornitura possano rappresentare il 50%-90% dell’impronta ambientale di un’azienda, quindi la sostenibilità è in cima alle agende dei CPO per il semplice motivo che le aziende lungimiranti sanno che migliorare il loro impatto ambientale e sociale è positivo sia per le imprese che per la loro redditività.

Una catena più sostenibile equivale a una riduzione del rischio attraverso una maggiore trasparenza. Se si possiede una visibilità approfondita sulla catena di fornitura, e si sa chi sono i fornitori e cosa stanno facendo, quando succede qualcosa l’azienda può essere più proattiva e può reagire meglio e più velocemente. Ciò significa che le aziende sono in grado di gestire meglio i problemi e migliorare la loro resilienza.

Concentrarsi sulla sostenibilità, inoltre, può offrire risparmi sui costi attraverso misure come il taglio delle impronte di carbonio, la riduzione delle bollette energetiche e dell’uso di materie prime o con il miglioramento del riciclo e il recupero dei materiali. Tutte queste iniziative possono far risparmiare denaro e generare un ROI significativo 

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