Posted On 4 luglio 2016 By In Sostenibilità With 576 Views

Rifiuti e sostenibilità 2016: ecco la classifica per Regioni

Sono 1520 i comuni che superano il 65% di raccolta differenziata (invariato rispetto all’anno scorso), ma è aumentato il numero dei Comuni Rifiuti free, che passano da 356 a 525 (pari al 7% del totale nazionale), per una popolazione che sfiora i 3 milioni di cittadini. Ma scopriamo tutto nel dettaglio.

I Comuni Rifiuti free sono le amministrazioni che hanno contenuto anche la produzione pro capite di secco residuo non riciclabile al di sotto dei 75 chilogrammi per abitante in un anno.
Le migliori Regioni sono nell’ordine: Veneto con il 35% dei Comuni “rifiuti free”, Friuli Venezia Giulia (29%), Trentino-Alto Adige (17%) e Campania (9%); tutte oltre la media nazionale che è del 7%. Mancano all’appello Valle d’Aosta, Umbria, Puglia e Sicilia.
In particolare il Veneto si distingue per 204 Comuni ‘liberi dai rifiuti’, seguito dalla Lombardia con 76 Comuni (grazie soprattutto alla provincia di Mantova che rappresenta il 5% del totale dei Comuni lombardi); poi il Friuli-Venezia Giulia con 63 Comuni, il Trentino Alto Adige con 56 e la Campania con 50 Comuni. Perde qualche posizione rispetto all’anno scorso il Piemonte.

Tra le gestioni consortili che Legambiente ritiene tra le più efficaci: guida la classifica dei Consorzi Rifiuti free al di sopra dei 100 mila abitanti, ed è il Consiglio di bacino Priula (Tv), dove 556 mila abitanti fanno quasi l’83% di differenziata e di poco più di 50 kg per abitante all’anno di secco residuo. Tra quelli al di sotto dei 100mila abitanti si distingue invece Amnu, in provincia di Trento.
Per ciò che riguarda i rifiuti organici, in Italia si arrivano a raccogliere 120 kg per abitante ogni anno, ma, secondo gli esperti, da intercettare nell’indifferenziata ci sarebbero almeno altri 15 kg di organico per abitante l’anno, tanto che entro il 2020 si potrà arrivare a 8 milioni di scarto organico differenziato e 2,5 milioni di compost producibile.

Per un’Italia libera dall’emergenza rifiuti, Legambiente rilancia sei delle dieci proposte contenute nel Manifesto Rifiuti free (le altre quattro sono diventate realtà) e torna a ribadire l’importanza di introdurre l’obbligo di tariffazione puntuale su tutto il territorio nazionale.

Anche se ad oggi ci sono stati diversi passi avanti, dal punto di vista normativo, (vedi la legge sulle agenzie ambientali, fresca di approvazione, quella sugli ecoreati e il collegato ambientale, la legge della Regione Marche sul tributo speciale sullo smaltimento in discarica e quella della Regione Emilia Romagna verso rifiuti zero), per promuovere riciclo e prevenzione bisogna fare di più.
In particolare occorre:
1) utilizzare i proventi dell’ecotassa per politiche di prevenzione, riuso e riciclo;
2) premiare i comuni virtuosi e le popolazioni con sistema di tariffazione;
3) eliminare gli incentivi per il recupero energetico dai rifiuti;
4) completare la rete impiantistica italiana per il riciclaggio e il riuso dei rifiuti con gli impianti anaerobici e aerobici per trattare l’organico, quelli di riciclo di tutte le filiere e frazioni nelle regioni ancora sprovviste, i siti produttivi per la preparazione per il riutilizzo e tutte le innovazioni tecnologiche che sono in grado di recuperare materia dai rifiuti considerati fino a ieri irriciclabili, come ad esempio i pannolini usa e getta;
5) “Chi inquina paga”: lotta allo spreco e prevenzione della produzione di rifiuti;
6) stop a qualsiasi commissariamento per l’emergenza rifiuti.
Per l’associazione ambientalista sono tutti obiettivi che si possono raggiungere e che l’Italia è in grado di fare, come dimostrano le numerose esperienze censite nel rapporto.

A cura di GoGreen