Posted On 29 Marzo 2022 By In Sostenibilità With 125 Views

Sostenibilità: come si posiziona la Gdo italiana

Lo scorso 17 marzo, l’Area Studi Mediobanca ha presentato la nuova edizione dell’Osservatorio sulla GDO italiana e internazionale a prevalenza alimentare.

L’analisi aggrega i dati economici e finanziari di 116 aziende nazionali e 30 maggiori player internazionali per il periodo 2016-2020. In particolare, lo studio comprende un focus sulla sostenibilità della grande distribuzione organizzata in Italia e all’estero.

Dal report è emersa la pressione crescente dell’inflazione sulla grande distribuzione. Infatti, stando ai dati riportati, i consumatori si rivolgono sempre di più ai discount e sono attratti dalle promozioni, che arrivano a riguardare nel primo semestre del 2021 quasi un terzo del fatturato complessivo.

Le vendite del settore in Italia sono stimate in crescita dell’1,3% nel 2022, in ripresa rispetto al leggero calo dello 0,1% registrato lo scorso anno.

 

I dati dell’Osservatorio in materia di sostenibilità

Dall’Osservatorio emerge che le imprese della Gdo trattano diffusamente il tema della sostenibilità all’interno di sezioni dedicate dei propri siti internet. La differenza tra le società estere e quelle nazionali, tuttavia, è evidente se si considera la redazione di un Report sociale o di sostenibilità: come riportato dall’Osservatorio, totalitaria tra le prime e solo nel 56,3% dei casi per le seconde, seppur in aumento del 9,2% rispetto all’anno precedente.

I retailer italiani appaiono in ritardo rispetto ai grandi player internazionali sui temi oggetto di misurazione analitica.

Per quanto riguarda i temi ambientali, la quota di rifiuti differenziati è pari al 67,7% in Italia e al 72% all’estero. Inoltre, aggiunge l’Osservatorio, l’impegno dei retailer stranieri per ridurre l’impatto ambientale ha portato a risultati più soddisfacenti rispetto a quanto fatto da quelli italiani: le società estere hanno ridotto l’intensità energetica del 12,9% e quella carbonica del 12,1%, quelle nazionali rispettivamente del 5,5% e del 6,6 per cento.

 

In Italia, Esselunga guida la politica di sviluppo sostenibile  

Tra le aziende italiane che si muovono in questa direzione rientra il gruppo Esselunga, al primo posto per utili, secondo i dati riportati dall’Osservatorio.

Per quanto riguarda lo sviluppo sostenibile, la linea adottata da Esselunga nasce con lo scopo di favorire l’integrazione della sostenibilità nella strategia e nell’operatività aziendale e nelle scelte quotidiane di business.

Dal 2019 pubblica annualmente il Bilancio di Sostenibilità, principale strumento di rendicontazione delle performance ambientali e sociali che illustrano le attività e i progetti sviluppati nonché gli obiettivi raggiunti.

Sul proprio sito Esselunga ha dedicato una lunga sezione al tema della sostenibilità, in cui illustra la propria politica di azione nei confronti dei principali stakeholder e il suo impegno a operare nel rispetto dei principi di onestà, imparzialità, trasparenza e dei più elevati standard etici.

La Politica di Sostenibilità elaborata dal gruppo racchiude le linee di indirizzo alla base del modello di Corporate Social Responsibility definito da Esselunga e declinato nella Strategia e nel Piano di Sostenibilità.

Il Piano di Sostenibilità si articola in 5 macro pilastri che corrispondono ai principali stakeholder aziendali:

  • Clienti
  • Persone
  • Ambiente
  • Fornitori
  • Comunità

Il Piano identifica, per ciascuno dei 5 pillar, gli obiettivi al 2025 che Esselunga si impegna a rendicontare e ad aggiornare annualmente.

Le azioni concrete messe in atto dal gruppo riguardano lo sviluppo dell’impronta sostenibile e responsabile sotto il profilo economico, sociale e ambientale con l’obiettivo di:

  • Offrire ai clienti prodotti di alta qualità a prezzi convenienti
  • Valorizzare le proprie persone
  • Ridurre gli impatti sull’ambiente, gestire in modo responsabile i fornitori
  • Sostenere e supportare le comunità locali

Inoltre, a partire da Settembre 2021 Esselunga ha deciso di aderire all’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e alle iniziative di responsabilità sociale del Global Compact e ai suoi principi relativi ai temi dei diritti umani, del lavoro, dell’ambiente e dell’anticorruzione, per contribuire in maniera tangibile al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile.

 

 

 

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