Posted On 25 Novembre 2020 By In Sostenibilità With 289 Views

Sostenibilità e innovazione devono prendersi per mano

“L’innovazione post-Covid non dovrà avere ripercussioni sulla sostenibilità”, questo il pensiero che sta dietro uno degli ultimi articoli di Samuel Wrest,  Principal Analyst, Innovation & Sustainability in Procurement Leaders, che parte con il chiedersi cosa significhi realmente innovare in questa fase di crisi e cosa ci si dovrebbe aspettare.

A rispondere a questo suo quesito ci ha pensato una tavola rotonda composta da un team intersettoriale in cui, molti dei partecipanti, racconta Wrest, hanno insistito sul fatto che anche se l’innovazione può incentivare la crescita e la ripresa aziendale, non dovrebbe compromettere gli standard sociali, ambientali e di governance.

Il modo che hanno le aziende di procedere verso obiettivi più sostenibili è la collaborazione con i fornitori che non deve essere accantonata ma portata avanti, nonostante tutto. Eppure per poter gestire simili attività, è necessaria una struttura in cui inserire processi e traguardi complementari che facciano comunicare entrambi gli aspetti, innovazione e sostenibilità.

Dalla tavola rotonda in questione sono emersi 3 insegnamenti per un loro migliore coordinamento:

  1. Sviluppare le strategie di innovazione e sostenibilità insieme

Per ottenere risultati concreti, le due categorie devono essere allineate poiché un eventuale disallineamento porterebbe a progetti innovativi che minano o intralciano l’aspetto ambientale o sociale strategico per l’organizzazione.

Due esempi concreti: 

  • In una società si è creato all’interno del team di procurement una squadra responsabile dell’innovazione e della sostenibilità dei fornitori, gestione acqua e rifiuti. Il team ha così sviluppato una strategia comprensiva di entrambi gli aspetti e l’ha applicata a tutte le categorie di spesa.
  • Nel secondo caso, invece, sono stati creati due ruoli separati per innovazione e sostenibilità ma con una strategia allineata tra i due team. Questo significa che in fase di proposta di un nuovo progetto, prima di essere approvato, si dovrà ottenere l’autorizzazione di entrambe le squadre.

2. Stabilire criteri sostenibili per i progetti di innovazione dei fornitori 

I team dovrebbero condividere criteri specifici di sostenibilità per valutare le proposte dei fornitori

Due esempi concreti: 

  • Un team si potrebbe occupare di controllare se  le idee di innovazione proposte raggiungono gli obiettivi green prefissati. Nel caso in cui dovessero esserci risultati positivi, si potrebbero ottenere finanziamenti aggiuntivi.
  • In un altro caso aziendale si presenta un esempio molto simile: il progetto del fornitore che ha contribuito a realizzare un’innovazione relativa alla riduzione delle emissioni di carbonio, è stato approvato per il finanziamento. Questo perché l’azienda ha inserito la decarbonizzazione della catena di fornitura come un “elemento di differenziazione competitivo”.

3. Segmentare i fornitori sia per innovazione sia per sostenibilità

Non saranno solo i fornitori a presentarsi a un’organizzazione con un progetto di collaborazione ma anche quest’ultima dovrà pensare di coinvolgere la base di fornitura per promuovere sostenibilità e innovazione.

Per fare questo diventa necessaria la segmentazione, diversa da azienda ad azienda, poiché svariati sono i criteri presi in considerazione. I fattori principali a cui si fa riferimento sono l’impatto del fornitore su diverse aree di sostenibilità, come l’ambiente, i diritti umani e pratiche commerciali combinati con criteri di innovazione come la pipeline di servizi del fornitore, il record sui nuovi lanci e la sua importanza strategica per l’organizzazione.

L’innovazione del fornitore è centrale non solo per la crescita dell’organizzazione ma anche per rispettare i criteri di sostenibilità, per questo i tre suggerimenti sopracitati sono da seguire, proprio per evitare la separazione tra questi due ambiti, strettamente connessi tra loro.

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