Posted On 14 Settembre 2022 By In News, Sostenibilità With 59 Views

Sostenibilità: l’Italia è 15esima su 29 paesi europei

Cerved Group ha presentato la seconda edizione del Rapporto Italia Sostenibile, uno studio che analizza il grado di sostenibilità italiana e dei paesi europei, prendendo in esame centinaia di variabili tratte dal database di informazioni proprietarie del Gruppo e da fonti pubbliche.

Sulla base di questi dati, Cerved ha definito un indice generale di sostenibilità che integra aspetti economici, sociali e ambientali dei singoli territori.

Dal rapporto emerge che su 29 nazioni europee analizzate da Cerved, l’Italia occupa la quindicesima posizione ed è al di sotto della media soprattutto a causa delle cattive performance economiche e sociali, mentre vanta un buon livello di sostenibilità ambientale.

Un aspetto rilevante dello studio è il forte divario tra nord e sud Italia; infatti, se scorporate, le regioni di Nord Ovest e Nord Est si collocato addirittura al sesto e settimo posto, immediatamente sotto i migliori cinque paesi monitorati (Svezia, Danimarca, Paesi Bassi, Germania, Finlandia).

 

La performance economica

È dal punto di vista economico che l’Italia registra la maggiore debolezza: hanno risultati peggiori solo Romania, Cipro e Grecia, anche a causa di una produttività che da più di vent’anni non registra alcun miglioramento. Questa stagnazione, dovuta a una scarsa attrattività per gli investimenti esteri e alla limitata capacità di innovazione (investiamo poco in ricerca e sviluppo e siamo ultimi tra i grandi Paesi per digitalizzazione), è all’origine della crescita stentata, dei redditi fermi da dieci anni e del basso tasso di occupazione (57%, 10 punti sotto la media UE).

 

La performance sociale

Per quanto riguarda la sostenibilità sociale,formata da indici che considerano capitale umano, assistenza sociale, fragilità delle famiglie, sistema sanitario, di sicurezza e giustizia, anche qui l’Italia si colloca al di sotto della media europea, al diciottesimo posto tra i paesi analizzati. I divari tra nord e sud sono confermati, con il Mezzogiorno al terz’ultimo posto, davanti solo a Grecia e Romania. Le debolezze dell’Italia derivano soprattutto da un’elevata fragilità delle famiglie (più di un quarto è a rischio povertà), da una scarsa capacità di formazione del capitale umano e da un sistema di sicurezza e giustizia molto poco efficiente. Unica nota positiva: l’Italia spicca nell’assistenza sociale e nella sanità, dove è al settimo posto.

 

La sostenibilità ambientale

Buone notizie dal lato sostenibilità ambientale: l’Italia è al nono posto, prima della Francia. Il sud resta indietro, ma con un divario molto più ridotto. In particolare, l’Italia vanta indici migliori della media europea a livello di inquinamento e di emissioni di gas serra, in netto calo negli ultimi anni. Per quanto riguarda i consumi e la riconversione energetica, l’Italia è in linea con l’Europa, con un quinto dell’energia consumata che proviene da fonti rinnovabili, mentre i risultati sono decisamente migliori nel caso delle emissioni industriali: 5 tonnellate per abitante, con una riduzione del 25,4% dal 2011 al 2020, superiore di dieci punti alla media Ue.

 

Una menzione speciale la meritano le Pmi: se fino ad ora il loro ruolo è stato marginale, in realtà il potenziale è ampio. A trainare lo sviluppo sostenibile, afferma Andrea Mignanelli, amministratore delegato di Cerved Group, devono essere le piccole e medie imprese, tramite lo strumento della finanza sostenibile. Secondo Cerved Rating Agency, infatti, il mercato prospettico vale 7,5 miliardi di euro per il 2022, con 794 potenziali nuove emittenti green, ma la mancanza della misurazione delle performance Esg per la maggior parte delle Pmi italiane ha limitato gli investimenti nella finanza sostenibile. In questo contesto, coinvolgere le Pmi sarà determinante per lo sviluppo nazionale.

 

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