Posted On 23 Giugno 2021 By In Sostenibilità With 140 Views

Spend analytics e category management più importanti di risk management e fattori ESG?

Il punto di partenza del Supply Chain Insights Global Survey di IHS Markit è che i professionisti della supply chain spesso non hanno gli strumenti, i dati e le piattaforme necessarie per diversificare le proprie supply chain e ottimizzare i loro processi. Oggi più che mai c’è bisogno di catene agili e resilienti, lo abbiamo detto tante volte. Tutto l’ingranaggio non può più funzionare come qualcosa di isolato e scollegato, al contrario, è fondamentale ottimizzarlo con la collaborazione e la visibilità end-to-end.

La survey, condotta a inizio 2021, ha chiesto al campione di 340 leader  in 60 paesi e 33 settori di identificare le proprie priorità e capacità in tre aree chiave:

  • strategia e processo
  • piattaforme, tecnologia e intelligenza
  • insight e competenze

Il tutto attraverso 9 elementi funzionali: supplier management, contract management, ESG, sourcing management, supplier performance, logistics, supply risk management, category management e spend analytics.

I numeri del Supply Chain Insights Global Survey

La spend analytics è stata citata come una priorità assoluta per il 70% dei leader, seguita da category management e supply risk management, anch’essi   in cima alla lista. Ciò nonostante, il 63% afferma di non avere sufficienti dati e piattaforme e la tecnologia necessarie per prendere decisioni critiche di risparmio sui costi. Quello che deriva da queste prime cifre è un totale disallineamento tra l’intenzione strategica e la capacità. Gli investimenti in queste tre aree, pertanto, sono necessari.

Al contrario, supplier risk management e l’ESG si sono inseriti tra le considerazioni meno importanti rispettivamente al nono e settimo posto. Wilhelm Greyling, direttore esecutivo delle soluzioni per la catena di fornitura di IHS Markit, a questo proposito ha commentato il dato sottolineando l’aumento della legislazione in materia di gestione del rischio di terze parti e ESG. Le aziende infatti diventeranno sempre più responsabili non solo delle proprie azioni ma anche di quelle dei suoi fornitori. Considerare come “poco” prioritari questi due aspetti potrebbe significare per l’azienda costi elevati e danni reputazionali che potrebbero cancellare i passi in avanti effettuati nell’ambito dell’ottimizzazione dei costi. In futuro la supply chain dovrà dunque tenere in considerazione tanto l’analisi della spesa quanto la gestione del rischio e i fattori Environment, Social, Governance.

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