Posted On 14 Giugno 2019 By In Sostenibilità With 122 Views

Un quinto del cotone mondiale è oggi prodotto in modo sostenibile

cotone

Lo afferma il report 2018 della Better Cotton Initiative

Secondo il report 2018 della Better Cotton Initiative, un quinto del cotone prodotto a livello globale è oggi sostenibile. Lo riporta Lucy Patchett in un articolo per Supply Management. La Bci rilascia ogni anno un report sui progressi verso la diffusione del cotone prodotto in modo sostenibile, con l’obiettivo che diventi il 30% della produzione globale entro il 2020.

Collaborando con 69 partner e 1.400 membri della Bci, più di 2 milioni di coltivatori in 21 paesi sono stati istruiti sulle pratiche agricole sostenibili durante il periodo 2017-2018. L’iniziativa ha lo scopo di migliorare le condizioni di vita di 5 milioni di agricoltori entro il 2020. Il risultato è stato un aumento del 50% del volume del cotone prodotto in modo sostenibile rispetto alla stagione 2016-17.

L’approvvigionamento di cotone sostenibile ha raggiunto un record di un milione di tonnellate alla fine del 2018, con un aumento del 45% rispetto al 2017, attraverso 93 membri operanti nel settore retail come Levis Strauss & Co, Adidas, Nike, Gap, Ikea e H&M.

In particolare, Gap ha annunciato in un comunicato il proprio impegno a comprare cotone 100% sostenibile entro i prossimi sei anni (Gap entro il 2021, Old Navy entro il 2022 e Banana Republic entro il 2023). L’azienda ha affermato che i propri standard per definire la materia prima sostenibile includono il cotone coltivato con metodi approvati dalla Better Cotton Initiative, quello biologico, riciclato e il cotone coltivato in America e Australia.

Emma Cosgrove specifica, in un articolo per Supply Chain Dive, che il cotone costituisce una porzione significativa dell’approvvigionamento di fibre tessili di Gap. Il materiale, insieme al poliestere, al nylon e alla cellulosa artificiale, costituisce il 95% dei prodotti del gruppo. La tracciabilità delle fibre tessili è sempre stata una sfida, poiché l’approvvigionamento dei tessuti viene gestito separatamente dalla selezione dei fornitori, perciò l’azienda afferma di aver migliorato i propri sistemi di reporting interni per avere informazioni dettagliate sul consumo di fibra e i volumi di utilizzo.

Keith White, Executive vice president of Global sustainability di Gap Inc., ha citato, come motivazioni principali del cambiamento nell’approvvigionamento del cotone, la riduzione dell’uso dell’acqua, dal momento che il cotone è una coltura a irrigazione intensiva, e la limitazione dell’impatto della produzione di cotone sul cambiamento climatico.  

Alan McClay, Ceo della Better Cotton Initiative, ha affermato: «Il nostro programma articolato di formazione, dimostrazioni pratiche e condivisione di conoscenze aiuta gli agricoltori ad aumentare il raccolto, ridurre il proprio impatto sull’ambiente e migliorare le condizioni di lavoro. Ci dedichiamo a diversi problemi ambientali, dalla salute del suolo e l’uso dei pesticidi alla gestione dell’acqua, e aumentiamo la consapevolezza dell’importanza di un lavoro dignitoso, focalizzandoci in particolare sull’empowerment delle donne e la lotta al lavoro minorile».

Il Brasile, la Cina e il Pakistan costituiscono i tre paesi principali che producono cotone con la certificazione Bci e altri standard equivalenti e hanno prodotto circa 2,3 milioni di tonnellate di cotone sostenibile nel 2017-18.

Invece, negli Stati Uniti il cotone sostenibile certificato Bci rappresenta il 5% della produzione, con la partecipazione di 360 aziende agricole. Gli Stati Uniti hanno implementato tecnologie agricole avanzate come l’irrigazione a goccia per ridurre il fabbisogno di acqua e la tecnologia Gps per aumentare la produzione abbinando i fertilizzanti alle tipologie di suolo ideali.

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