Posted On 20 Settembre 2021 By In Supply Chain With 67 Views

Automotive: l’elettrico aiuta a decarbonizzare il Pianeta?

L’industria automobilistica si sta spostando verso l’elettrico e la mobilità piano piano si sta spostando verso uno scenario diverso grazie alle innovazioni che si stanno mettendo in campo. I cambiamenti del settore prendono le mosse da tre grandi cambiamenti, come afferma McKinsey&Company: regolamentazione, comportamento dei consumatori e tecnologia.

Le tre nuove direttrici dell’automotive

Come sappiamo i governi e le città hanno introdotto normative e incentivi per accelerare il passaggio alla mobilità sostenibile sull’onda dell’iniziativa dell’Unione Europea “Fit for 55”, che mira ad allineare le politiche su clima, energia, uso del suolo, trasporti e tassazione per ridurre le emissioni nette di gas serra di almeno il 55% entro il 2030. E in questo senso sempre più città si stanno muovendo per proporre e offrire modalità alternative di trasporto per i cittadini. Anche il consumatore gioca un ruolo fondamentale perché il suo comportamento e consapevolezza sta cambiando e si spinge sempre più nel mondo della sostenibilità. I consumatori stanno diventando più aperti alle opzioni di mobilità condivisa.

Tutto questo grazie alla tecnologia che nell’automotive sta compiendo passi da giganti: concetti di di mobilità elettrica, connessa, autonoma e condivisa si stanno facendo strada. Tutte le innovazioni tecnologiche man mano diventeranno sempre più utilizzate e il prezzo diventerà un fattore meno determinante, alla portata di tutti. Così i veicoli elettrici potrebbero soppiantare l’uso dell’automobile.

Elettrificazione e cambiamento

Settore della mobilità ed elettrificazione si sono presi per mano e stanno generando diverse opportunità in tutti i segmenti di veicoli. Per arrivare a un’adozione massiccia, il lancio sul mercato di nuovi veicoli è fondamentale ma non solo. Come avverte McKinsey è l’intero ecosistema che deve collaborare per rendere questo passaggio il più agevole possibile. Nel corso del report poi, vengono forniti alcuni dati circa lo stato dei lavori e sulle prospettive future:

  • i propulsori delle auto diventeranno elettrici (lavori in corso): nella seconda metà del 2020, in pieno Covid, le vendite di e-mobility sono aumentate, soprattutto in Europa dove l’adozione ha raggiunto l’8% attraverso obiettivi più rigorosi per gli OEM e sussidi per i consumatori.
  • la mentalità dei consumatori si è spostata verso la mobilità sostenibile, con oltre il 45% dei clienti di auto che considera l’acquisto di un veicolo elettrico.
  • la continua accelerazione dell’elettrificazione sta esercitando una pressione significativa sugli OEM, sulle loro catene di approvvigionamento e sul più ampio ecosistema di veicoli elettrici per raggiungere questi obiettivi.
  • Entro il 2035, i più grandi mercati automobilistici diventeranno elettrici.

A livello globale, secondo McKinsey l’adozione di veicoli elettrici raggiungerà il 45% rispetto agli obiettivi normativi attualmente previsti. Tuttavia, anche questa prospettiva di crescita trasformativa dei veicoli elettrici è molto al di sotto di quanto richiesto per raggiungere emissioni nette pari a zero. Questo perché i veicoli elettrici dovrebbero rappresentare il 75% delle vendite di autovetture a livello globale entro il 2030, il che supera significativamente il corso e la velocità attuali del settore.

La situazione in Europa

L’Europa è principalmente un mercato guidato dalla regolamentazione con sussidi elevati e, in quanto mercato con tendenze positive della domanda dei consumatori, elettrizzerà il più velocemente. Diversi paesi  hanno già annunciato la fine delle vendite di ICE entro il 2030 e l’Unione europea ha annunciato un obiettivo di emissioni zero per le nuove auto entro il 2035.

Cina e Stati Uniti

In Cina continuerà una forte crescita dell’elettrificazione, rimanendo il più grande mercato dei veicoli elettrici in termini assoluti. L’adozione deriva dalla forte attrazione dei consumatori e dal fatto che non è prevista nessuna data di fine ufficiale per le vendite di ICE.

Negli USA l’amministrazione Biden ha annunciato un obiettivo di elettrificazione del 50% per il 2030, forti investimenti nelle infrastrutture di ricarica e obiettivi più rigorosi per le emissioni della flotta. Gli OEM statunitensi supportano gli obiettivi di elettrificazione e hanno dichiarato i divieti ICE entro il 2035, il che significa che gli Stati Uniti seguiranno l’Europa e la Cina nella diffusione dei veicoli elettrici con un piccolo ritardo.

Le implicazioni dell’elettrico

L’industria deve decarbonizzare l’intero ciclo di vita dei veicoli per avvicinarsi a un obiettivo di zero:

  • I fornitori automobilistici storici devono spostare la produzione dai componenti ICE ai componenti EV.
  • L’Europa dovrà costruire circa 24 nuovi giga-fabbriche di batterie per soddisfare la domanda locale di batterie per veicoli elettrici per passeggeri.
  • L’industria dovrà installare un gran numero di caricabatterie pubblici e fornire loro operazioni di manutenzione.
  • La produzione di elettricità rinnovabile deve aumentare del 5% per soddisfare la domanda di ricarica dei veicoli elettrici.

Catena di fornitura

La trasformazione dell’industria automobilistica verso l’elettrificazione interromperà l’intera catena di approvvigionamento e creerà un significativo cambiamento nelle dimensioni del mercato per i componenti automobilistici.

I componenti utilizzati solo nei veicoli ICE come quelli convenzionali trasmissioni, motori e sistemi di iniezione del carburante vedrebbero un calo significativo a circa l’11% entro il 2030, circa la metà delle dimensioni dei livelli del 2019. Un cambiamento così drastico costringerà gli attori della componentistica tradizionale ad adattarsi rapidamente per compensare flussi di entrate in calo.

Creazione di infrastrutture di ricarica

La creazione di infrastrutture di ricarica deve accelerare per evitare di diventare un potenziale collo di bottiglia e limitare l’adozione di veicoli elettrici da parte dei consumatori. La prossima generazione dipenderà dalla ricarica pubblica. Oltre il 50 percento degli europei vivrà in case plurifamiliari senza accesso al caricabatterie privato e i caricabatterie pubblici garantiranno la praticità dei veicoli elettrici per i viaggi a lunga distanza.

Lo scale-up produttivo e la regolamentazione semplificata (in termini di permessi e tempi di costruzione ridotti) sono necessari anche per i caricabatterie pubblici, oltre alla creazione di una copertura basata sulla domanda. Secondo McKinsey, il settore dovrà installare più di 15.000 caricabatterie a settimana entro il 2030 all’interno dell’Unione Europea, oltre a promulgare normative semplificate per facilitare l’ubicazione dei caricabatterie e facilitare la diffusione, evitando che le colonnine vengano installate solo in zone redditizie.

Obiettivo NET-ZERO

Una recente analisi dell’International Council on Clean Transportation (ICCT) ha affermato che il passaggio da ICE a BEV ridurrebbe le emissioni totali di CO2 e del ciclo di vita di circa il 65 percento in base all’attuale mix energetico medio in Europa e dell’83 percento con elettricità interamente verde. Oggi la produzione di un veicolo elettrico genera un’intensità di emissioni superiore di quasi l’80% rispetto a un’auto ICE, principalmente a causa della batteria e della maggiore quota di alluminio del veicolo.

Per ridurre le emissioni di materiale, si devono tenere a mente due questioni:

  • la sostituzione dei materiali vergini/primari con alternative riciclate consentirà di risparmiare un’ampia quota di emissioni
  • Passaggio a materie prime verdi

Sebbene il passaggio alle risorse elettriche sia semplice, il passaggio dai processi odierni a percorsi di produzione che evitino del tutto le emissioni di CO2e, piuttosto che catturarle o ridurle gradualmente, richiederà investimenti significativi in impianti e attrezzature. Un approccio determinato alla decarbonizzazione e alla combinazione di questi metodi potrebbe produrre veicoli con dal 10 al 30 percento delle emissioni di produzione odierna entro il 2030, un’impresa impegnativa ma necessaria per soddisfare l’aspirazione del Green Deal.

 

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