Posted On 12 Aprile 2019 By In News, Supply Chain With 235 Views

Boeing diminuisce la produzione del jet 737 Max

Boeing

La decisione segue la sospensione delle consegne dovuta ai due incidenti che hanno coinvolto il modello, temporaneamente bandito dal servizio

Boeing ha dichiarato che taglierà del 20% circa la produzione mensile del modello 737 Max, passando da 52 a 42, fino a data da definirsi. La decisione è stata presa in seguito ai due incidenti che hanno coinvolto il modello 737 e che sono risultati mortali per tutti i passeggeri a bordo.

A ottobre un jet 737 è precipitato in Indonesia, mentre il 10 marzo un altro Boeing 737 è precipitato in Etiopia, con dinamiche che paiono simili. Un problema nel sistema, infatti, avrebbe provocato l’erronea attivazione del software MCAS anti-stall in entrambi i casi, ha dichiarato il Chief Executive Officer Dennis Muilenburg, secondo quanto riportato da Reuters.

Dopo gli incidenti, molti paesi hanno iniziato a tenere a terra i jet, da ultimi gli Stati Uniti, con il divieto di volo annunciato il 13 marzo dal presidente Donald Trump. Dopo l’ordine di non far entrare in servizio i velivoli, emanato dalla US Federal Aviation Administration (Faa), Boeing ha annunciato la sospensione delle consegne del modello 737 Max, supponendo che la maggioranza delle compagnie aeree eviterà l’acquisto di un jet momentaneamente sospeso dal servizio in tutto il mondo.

Il divieto è previsto per almeno due mesi, ma non è escluso che venga esteso a un periodo più lungo.

Inizialmente l’azienda non aveva previsto di diminuire la produzione. Solitamente, commenta Reuters, si evita di rallentare e poi accelerare la produzione per non provocare disruption nelle supply chain. Questa situazione crea, però, un problema logistico: dove tenere i jet non consegnati?

Dover tenere i jet immagazzinati comporta spese aggiuntive; inoltre, i clienti, tipicamente, pagano la maggior parte del valore di un aereo alla consegna. Secondo alcune stime, tenere gli aerei a terra potrebbe costare da 1,8 a 2,5 miliardi di dollari al mese in termini di ritardo nei ricavi, anche se la cifra potrà essere recuperata una volta sospeso il bando e consegnati gli aerei.

Il modello Max doveva fare la parte del leone nell’offerta di Boeing, che aveva manifestato l’intenzione di aumentare ulteriormente la produzione a 57 jet al mese. Secondo quanto riportato dal New York Times, il 737 Max è il jet più venduto di Boeing ed era visto come uno dei principali driver di profitto. Al momento dell’incidente di ottobre, l’azienda aveva più di 300 Max in servizio e altri 4.600 in ordinazione.

Secondo Reuters, il fornitore di Boeing Spirit Aerosystems Holdings continuerà a produrre ogni mese 52 shipset 737 Max, cioè il set completo dei componenti per ogni aereo, immagazzinando gli extra nelle proprie strutture.

Dopo che i 737 Max sono stati lasciati a terra in tutto il mondo, gli ordini hanno subito un crollo, arrivando a zero nuovi ordini nel primo trimestre. Anche gli ordini totali sono diminuiti nel primo trimestre, passando a 95 aerei dai 180 ordinati lo scorso anno. Secondo Reuters, il dato indica che le linee aeree stanno aspettando di vedere come l’azienda uscirà dalla peggiore crisi nella sua storia.

Inoltre, l’azienda è stata citata in giudizio dagli azionisti con l’accusa di aver tenute segrete, prima degli incidenti, alcune carenze nella sicurezza. La class action proposta nel tribunale federale di Chicago chiede il risarcimento per presunte frodi sulla sicurezza, dopo che il valore di mercato di Boeing è crollato di 34 miliardi di dollari in due settimane dall’incidente del 10 marzo.

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