Posted On 13 Marzo 2018 By In Supply Chain With 1297 Views

Cosa si può imparare dai ritardi nella supply chain di Kfc

Il 19 febbraio, nel Regno Unito, 575 punti vendita su 900 della catena di fast-food Kfc sono rimasti chiusi, e il giorno seguente il numero complessivo ha raggiunto quota 646. La causa dell’evento, che ha portato all’azienda danni finanziari e d’immagine, è stata la scelta di un nuovo fornitore.

Il 13 febbraio, infatti, Kfc aveva cambiato il suo contratto per la consegna del pollo, passando dallo specialista nella distribuzione alimentare Bidvest a una partnership trilaterale con Dhl e il precedente fornitore di software Quick Service Logistics (Qsl).

A Dhl è stata affidata sia la gestione dei magazzini, che il servizio di distribuzione per i negozi Kfc nel Regno Unito. Nei giorni seguenti, però, ci sono stati ritardi o incompletezze nelle consegne da parte di Dhl, che hanno costretto i negozi a chiudere per mancanza di pollo. In seguito, Kfc ha deciso per una parziale inversione di rotta: ha infatti firmato un nuovo accordo con Bidvest Logistic, che dal 26 marzo 2018 riprenderà a fornire 350 punti vendita nel Nord del Regno Unito. I restanti 550 negozi Kfc in Uk saranno ancora sotto la responsabilità di Dhl, che avrà però meno pressione sul proprio deposito di Rugby.

Paul Whyte di Bidvest Logistics ha commentato: «Siamo estremamente lieti di riaccogliere Kfc a Bidvest Logistics. In qualità di specialisti della logistica in campo alimentare nel Regno Unito conosciamo le complessità nella consegna del pollo fresco».

Questa sfortunata vicenda può servire da spunto di riflessione per i responsabili del procurement.

Un cambiamento nel fornitore, soprattutto tra quelli fondamentali, è un passaggio delicato. In particolare, il periodo immediatamente successivo al passaggio di contratto è quello più rischioso. Perciò è necessaria una pianificazione accurata.

Il costo è sicuramente un elemento determinante nella scelta dei fornitori, tuttavia l’esperienza in un determinato mercato, o la garanzia data da un fornitore specializzato come Bidvest, sono altrettanto importanti. Anche la partnership dei fornitori con altri provider deve essere studiata nel dettaglio, prima di attuare un cambiamento.

Le interruzioni della supply chain capitano, e non sempre sono evitabili, in ogni caso è sempre utile avere un piano di riserva. Per mitigare i fattori di rischio, un’azienda può dotarsi di un altro fornitore che possa riempire un’eventuale interruzione dell’approvvigionamento, oppure di scorte di magazzino per le emergenze.

Virginia Spiegler, docente in operations e supply chain management alla Kent Business School dell’University of Kent, ha sottolineato l’importanza di avere sotto stretto controllo soprattutto le operazioni logistiche. «Negli ultimi anni, molte aziende hanno iniziato a snellire i processi di supply chain riducendo le scorte di magazzino, appaltando a terzi le attività noncore e tagliando il numero dei fornitori, basandosi sul presupposto che il mercato sia relativamente stabile e prevedibile», ha dichiarato al The Grocer.

«Questa è la prima volta che Dhl lavora in partnership con Qsl, che fornisce a Kfc soluzioni IT per la pianificazione della domanda e per la gestione del magazzino dal 2011. Perciò l’allineamento tra i servizi di Qsl e la distribuzione fisica di Dhl è cruciale», ha aggiunto.

 

Fonte: Rachel Sharp, Procurement Leaders; James Henderson, Supply Chain Digital

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