Posted On 3 Gennaio 2021 By In Supply Chain With 202 Views

Gestione del rischio nella supply chain: come migliorarla

tessere di legno a torre che rischiano di cadere con la tessera rossa del risk management

Bill DeMartino, Ceo Nord America di Riskmethods, ha recentemente rilasciato sul blog di procurious alcune dritte sulla gestione del rischio della supply chain. Premessa del suo discorso è l’idea che se vogliamo davvero ottenere resilienza, dobbiamo aiutare i fornitori dei nostri fornitori e non solo occuparci della nostra realtà.

La resilienza è un processo, oltre che la parola del momento. Le aziende devono migliorare nel reagire agli eventi per instradarsi in un percorso resiliente, anche se la pandemia ha di certo rappresentato un campanello di allarme e ha cambiato la percezione delle organizzazioni della loro resilienza.

Negli ultimi 3 anni, secondo i dati, si è assistito a un aumento del 300% delle disruption di ogni tipologia, questo fa capire che agire è un must ed è la responsabilità dei leader della supply chain, se vogliono rimanere credibili. Fortunatamente sembra che ci si sta dirigendo sempre più verso questa direzione e che ci saranno maggiori finanziamenti.

Cosa fare per gestire meglio la supply chain?

In primis è necessario trattare meglio i fornitori attraverso una collaborazione sempre più estesa e non solo con un ristretto gruppo. Ma questo è solo l’inizio poiché devono cambiare anche i processi e trasformarsi. Si dovrà iniziare a pensare in modo più proattivo a come cambiare gli elementi e il modo in cui si pensa alla categoria in un approccio più olistico.

Un altro aspetto a cui prestare attenzione è l’automazione e come inserirla nella catena di fornitura. Ad oggi si sta cercando di automatizzare tutto, dalle funzioni di contratto alle funzioni di Account payable fino a, si spera, l’analisi nella diagnosi dei dati e delle informazioni contenuti in questi sistemi.

Grazie all’automazione è possibile liberare le persone da attività routinarie e concentrarsi sulla proattività per aiutare l’organizzazione a prosperare.

 

Ad oggi la gestione del rischio, secondo Bill DeMartino si presenta sulla base di tre priorità:

1) Modificare le descrizioni dei lavori e gli incentivi. Si deve pensare al cambiamento culturale.

2) Mettere in atto una tecnologia in grado di standardizzare i processi, quindi misurarli.

3) Gestire bene il personale. Assicurarsi che il personale stia effettivamente seguendo questi processi nel modo previsto.

 

Se la gestione del rischio è già in cima all’ agenda, o se sta appena iniziando a guadagnare importanza, sono tre le aree chiave da implementare:

1) Utilizzo della tecnologia per gestire il rischio

2) Rendere visibili le informazioni sui rischi: le persone dell’organizzazione possono trovare facilmente informazioni sui rischi?

3) Integrazione: il passaggio finale consiste nell’incorporare tutte le informazioni e i dati sui rischi in altri sistemi aziendali.

 

Secondo l’autore dell’articolo, i professionisti del procurement di maggior valore in futuro saranno in grado di gestire il rischio in due modi:

Intelligenza artificiale: le aziende avranno bisogno di persone in grado di utilizzare l’intelligenza artificiale per individuare modelli nei fornitori per prevedere eventi futuri.

Possiamo utilizzare le tecniche di intelligenza artificiale per iniziare a eseguire il riconoscimento dei modelli e aiutare le persone a prevedere meglio, mai con una precisione del 100%.

Suggerimenti sul modo migliore per reagire se una minaccia si concretizza effettivamente: ci sono una serie di approcci diversi che abbiamo visto utilizzati per rispondere a un evento, quindi possiamo riunire tutte quelle informazioni e presentarle in un modo che consenta di valutare molto rapidamente le loro opzioni, prendere decisioni e gestire .

Lascia un commento