Posted On 2 Novembre 2021 By In Supply Chain With 60 Views

Inflazione e procurement: come difendersi dall’aumento dei prezzi

Stando ai dati diffusi dal Dipartimento del lavoro degli Stati Uniti per luglio 2021, l’indice dei prezzi al consumo è aumentato del 5,4% rispetto all’anno precedente.

La causa di tale incremento è da ricercarsi nell’aumento significativo della domanda complessiva in seguito alla ripartenza dei mercati globali.

Tuttavia, se da un lato l’economia è tornata ai livelli pre-pandemia, dall’altro l’offerta fatica tutt’oggi a tornare ai livelli pre-Covid. Una situazione di stallo che ha portato all’attuale periodo di inflazione, generando prezzi più alti, potere d’acquisto ridotto e un generale tenore di vita più basso.

L’inflazione elevata quindi sta erodendo il potere d’acquisto nella quasi totalità dei settori, intaccando le comuni pratiche di approvvigionamento.

Una questione non da poco per il procurement che proprio in questi momenti deve mostrare tutte le sue capacità di resilienza. Ecco che nei periodi di inflazione significativa, un esame approfondito e un’attenzione strategica della spesa di un’organizzazione diventa più che mai fondamentale.

Senza dubbio i tempi di inflazione possono provocare sconforto e incertezza sul futuro, eppure in un certo senso offrono un’opportunità per rafforzare e ottimizzare la gestione dei costi, attraverso lo studio di una strategia mirata che può perdurare anche dopo che l’inflazione si è abbassata.

Secondo ProcureAbility, in un articolo apparso su Spend Matters, ci sono tre passaggi chiave per ottenere questi miglioramenti e garantire la salute finanziaria di qualsiasi organizzazione.

  1. Promuovere l’allineamento interno e la trasparenza dei fornitori

A causa dei nuovi scenari generati dalla pandemia, molte organizzazioni hanno subito un’interruzione della propria catena di approvvigionamento. Ecco perché diventa fondamentale garantire trasparenza all’interno dei team di Procurement, Finance, Operations e Engineering, attraverso una comunicazione regolare e un allineamento su una strategia centrale per bilanciare domanda e offerta.

Per anticipare eventuali aumenti dei prezzi da parte dei fornitori, è necessario saper individuare le informazioni di mercato e condurre attente valutazioni interne. La gestione efficace dei costi è quindi una priorità assoluta e per raggiungere questo obiettivo è possibile far riferimento al modello di Should-Cost.

Questo tipo di strategia permette di determinare quanto un prodotto o un servizio deve costare in base a una serie di fattori quali il costo delle materie prime, il costo di produzione, le tariffe del lavoro, i costi generali, e l’aggiunta di un equo margine di profitto. Un esempio pratico; se il fornitore propone un aumento complessivo del prezzo del 10% ma la base di costo per quel prodotto o servizio è aumentata del 3%, c’è chiaramente spazio per una trattativa.

  1. Gestire l’approvvigionamento con offerte rapide

Crea quante più alternative possibili. Costituisci un ambiente di offerte competitive per confrontare i prezzi. Ciò porrà le basi per negoziare, accedendo alle opzioni migliori attraverso accordi che eserciteranno pressione sui fornitori storici per abbassare i prezzi e che potranno rivelare fornitori migliori.

Per compensare l’inflazione a breve termine potrebbe essere necessario sostituire le strategie di approvvigionamento tradizionali con alternative a basso costo.

Applicare questo tipo di approvvigionamento strategico conduce a vittorie rapide in categorie che non sono sotto pressione inflazionistica o che non hanno ricevuto molta attenzione. Questo è un ottimo modo per contrastare gli aumenti di prezzo in altre categorie.

  1. Negoziare condizioni contrattuali favorevoli

Incrementare la comunicazione interna e l’allineamento all’interno dell’azienda si rivelano estremante importanti per prendere decisioni condivise sui termini e le condizioni che l’organizzazione è disposta a concedere in cambio di sconti sui prezzi.

Al momento della negoziazione è importante prendere in considerazione accordi a lungo termine e/o un aumento del volume degli acquisti. Tra i termini da definire rientrano le scadenze di pagamento, l’assicurazione e la proprietà intellettuale (IP).

In fase di contrattazione dei prezzi i fattori da considerare devono includere l’indice dei prezzi al consumo (CPI), l’indice dei prezzi alla produzione (PPI) e l’adeguamento del costo della vita.

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