Posted On 21 Settembre 2022 By In Supply Chain With 43 Views

La crisi dei semiconduttori – Parte III

La crisi dei semiconduttori continua ormai da due anni. L’industria da circa 550 miliardi di dollari sta diventando sempre più importante nell’ottica della transizione ecologica e digitale internazionale. In molti risentono di un’offerta che non riesce a stare al passo con la domanda: le fabbriche di automobili, quelle di videogiochi e computer, di telefonia e quelle produttrici di server e apparecchiature informatiche. Le aziende cercano giornalmente, disperatamente, soluzioni per uscire da questa impasse che sembra senza fine. Con questo approfondimento cercheremo di capire perché e quanto è importante questo mercato, i motivi della crisi, quali sono i settori che più ne hanno risentito, le contromisure adottate dai governi e cosa ci aspetta in futuro.

I settori che più hanno risentito della crisi

Il settore più colpito è stato quello delle automobili, ma dai Pc ai tostapane, fino ad arrivare alle consolle da gioco e alle tessere sanitarie, la crisi dei semiconduttori e della discrepanza tra domanda e offerta di chip ha colpito molteplici settori.

Il maggiore potere contrattuale dei produttori di smartphone e computer ha determinato una gerarchia delle forniture e dei ritardi di consegne non uguali per tutti, con auto ed elettrodomestici scivolati in fondo alla scala delle priorità. «I vincoli di offerta non si fanno sentire allo stesso modo», ha affermato Angelo Zino, analista azionario senior presso CFRA Research. «I clienti più grandi stanno ottenendo la priorità (Apple, e player di data center) mentre i settori più frammentati che non sono così rilevanti per l’industria dei chip (industriali, o di automobili) vengono spinti in secondo piano».

La complicata situazione dell’offerta, i tassi di interesse più elevati e la possibile recessione hanno tutti contribuito a un crollo delle scorte di chip quest’anno.

 

 

Figure 1. Tempi di consegna per l’Eurozona divisi per settori. Fonte: Markit e Banca Centrale Europea (BCE)

 

Gli effetti sull’automotive

Una carenza globale di chip per oltre un anno ha martellato le case automobilistiche di tutto il mondo. I fornitori dell’Asia orientale, responsabili del 75% della produzione globale di chip per computer, sono stati ostacolati dai blocchi legati alla pandemia e dalla carenza di personale e le case automobilistiche europee non sono state in grado di soddisfare la domanda. L’anno scorso, l’ormai ex direttore generale dell’European Automobile Manufacturers’ Association (ACEA) Eric-Mark Huitema ha lanciato un appello pubblico ai funzionari dell’UE affinché aumentassero la produzione nazionale di chip e riducessero la dipendenza dell’Europa dai fornitori stranieri e nonostante i provvedimenti è probabile che alcune carenze di forniture dureranno ancora per un po’ di tempo.

La crisi ha prodotto una regressione tecnologica di molti modelli: a settembre scorso Cadillac ha dichiarato che avrebbe rimosso la funzione di guida a mani libere da alcuni dei suoi veicoli. A novembre, Tesla ha iniziato a vendere auto senza porte usb. A maggio, invece, Ford ha dichiarato che avrebbe spedito alcuni modelli senza i chip relativi a funzioni non essenziali come i comandi del riscaldamento. Daimler teme le strozzature del mercato cinese, mentre l’ad di Volvo Cars, Jim Rowan, teme effetti-contagio sul risultato operativo del secondo trimestre del 2022. I colossi tedeschi Volkswagen e Bmw temono che la crisi possa essere strutturale fino al 2024, anche considerato il fatto che tra seconda metà del 2022 e 2023 la domanda si infiammerà ulteriormente. Tanto che le loro previsioni concordano con quelle di uno dei colossi Usa del settore, Intel. Infine, a giugno Stellantis ha contratto la produzione in due impianti francesi.

La maggior parte dei chip utilizzati nella produzione di automobili proviene da NXP Semiconductors, Infineon Technologies, Renesas Electronics Corp., Texas Instruments Inc. e STMicroelectronics. Questi titoli sono scesi tra il 16% e il 45% quest’anno. «Le auto stanno diventando data center su ruote e i veicoli elettrici utilizzano quattro volte più chip delle auto normali», ha affermato John Barr, portfolio manager di Needham Investment Management. «L’industria automobilistica è ancora a corto di componenti e penso che con la crescita dei veicoli elettrici, continuerai a vedere una forte crescita qui».

I dispositivi medici

Un altro settore colpito, non solo dalla pandemia ma dalla crisi dei semiconduttori, è quello sanitario e in particolare dei dispositivi medici. Come afferma AdvaMed, infatti, i chip sono fondamentali per la tecnologia medica da cui i pazienti dipendono ogni giorno per diagnosi, trattamento e monitoraggio.

In un editoriale pubblicato tramite il World Economic Forum Annual Meeting di Davos, Frans van Houten, CEO di Royal Philips, spiega le conseguenze potenzialmente terribili della carenza di chip per il monitoraggio dei bambini non ancora nati, il trattamento di pazienti con arresto cardiaco improvviso, la valutazione dei segni vitali di pazienti in terapia intensiva e altre condizioni ancora. «Purtroppo, l’industria della tecnologia medica compete con l’industria automobilistica e con l’industria di consumo sulla fornitura di chip critici», scrive van Houten. «A causa dell’urgente necessità di questi prodotti nel settore della tecnologia medica, che rappresentano solo l’1% della fornitura totale, chiediamo che le allocazioni di chip abbiano la priorità a un livello che consenta al settore di soddisfare le attuali esigenze di produzione di dispositivi medici». Dati di Everstream mostrano che i tempi di consegna di alcuni chip avanzati necessari per i dispositivi medici si aggirano intorno alle 52 settimane, rispetto a una media precedente di 27 settimane.

Smartphone, Tablet, Computer

L’elettronica di consumo sembra più vulnerabile a un problema contrario, ovvero di offerta eccessiva, con Micron Technology Inc. che ha messo in guardia recentemente sul rallentamento della domanda di chip di memoria utilizzati in computer e smartphone. La società taglierà la spesa per nuovi impianti e attrezzature per rallentare la produzione.

Tuttavia, il balzo delle entrate trimestrali migliore del previsto di Samsung Electronics Co. è un buon segno per la domanda dei consumatori e ha innescato una gara per gli altri produttori di chip asiatici. Secondo Counterpoint Research, anche la produzione di chip utilizzati nei dispositivi 5G premium e mid-tier ha superato la domanda. La maggior parte di questi chipset per smartphone, come processori applicativi, chipset system-on-chip e bande base, sono prodotti da Qualcomm Inc., Apple Inc., MediaTek Inc. e la stessa Samsung. Qualcomm è in calo del 31% quest’anno e MediaTek è crollato del 47%.

Data Center, IA

La domanda di processori ad alta potenza utilizzati nei data center è stata finora più resiliente rispetto ai chip per smartphone e tablet, ma è ancora fragile. «Non sappiamo quanto sia stabile la domanda aziendale per i data center, o come sia la domanda di chip automobilistici/industriali», ha affermato Jordan Klein, amministratore delegato e analista tecnologico di Mizuho Securities.
Nvidia Corp., Advanced Micro Devices Inc., Micron e Intel producono praticamente tutti i chip per data center. Anche le unità di elaborazione grafica (GPU) per l’intelligenza artificiale potrebbero resistere meglio di altre aree. Meta Platforms Inc. richiederà ancora cinque volte più GPU per le sue iniziative di intelligenza artificiale, nonostante i venti contrari più ampi affrontati dall’azienda. Il prossimo catalizzatore per il settore è la stagione degli utili, in cui gli investitori cercheranno indizi sulle sfide della domanda e dell’offerta.

Le azioni prese dalle diverse aziende di questo settore sono da leggere all’interno dei contesti delle contromisure nazionali e internazionali, tema che andremo a trattare nella quarta parte dello speciale sui semiconduttori!

 

Fonti:

From microchips to medical devices, semiconductors as an essential industry during the covid-19 pandemic, Semiconductor Industry Association. Fall 2020.

G. Attinasi, R. De Stefani, E. Frohm, V. Gunnella, G. Koester, A. Melemenidis, M. Tóth, The semiconductor shortage and its implication for euro area trade, production and prices, ECB Economic Bulletin, Issue 4/2021.

Patel, Why the global chip shortage is making it so hard to buy a PS5, The Verge, Aug 2021.

Stellantis will halt production at 2 French plants, Automotive News Europe, Jun 2022.

From Smartphones to Cars, Chip Supply Woes Baffle Investors, Supply Chain Brain, Juy 2022.

Anche gli elettrodomestici soffrono la carestia di chip, Wired Italia, aprile 2021.

Semiconductors: Compressing Valuations and Mounting Risks – Now What?, CFRA Research, March 2022.

La crisi dei microchip è quasi finita, Wired Italia, luglio 2022.

Da auto a elettrodomestici, incubo consegne: ecco perché, Qui Finanza, luglio 2022.

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