Posted On 11 Dicembre 2019 By In Supply Chain With 87 Views

Made in Italy: come tracciarlo con la blockchain

made in italy come tracciarlo con la blockchain

Il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) in collaborazione con IBM ha realizzato uno studio di fattibilità sulla tracciabilità del Made in Italy, nel settore tessile, tramite blockchain. Alla base del progetto la volontà di rendere la tecnologia a registri distribuiti la chiave per una trasparenza nell’offerta di produzioni italiane ai consumatori. Ma non solo. La blockchain permette anche di valorizzare la qualità e l’eccellenza delle proprie produzioni.

Il progetto è volto a creare una risorsa condivisa a disposizione di tutta la filiera. Ciò a cui si auspica è la creazione di un nuovo modello di lavoro che identifichi soluzioni a problematiche reali, e così è stato.

Perché la blockchain per tracciare il Made in Italy?

Tutto è iniziato dalla necessità di comprendere i problemi intrinseci al Made in Italy.  Attraverso un lavoro condiviso, si è identificata la blockchain come una soluzione vincente. La sperimentazione  ha sottolineato che per infondere nuovamente linfa vitale al made in italy basta ricordare ciò che lo ha reso eccellente a livello internazionale: capacità manifatturiera, creatività, abilità artigianale, competenze, cultura e capacità di fare sistema. 

La blockchain in questo scenario può essere la tecnologia abilitante per rafforzare la capacità di fare sistema attorno ai nostri valori. Questo perché, come già accennato, con questa tecnologia le attività di controllo sono automatiche. Gli attori della filiera hanno la possibilità di verificare ogni transazione nello stesso momento, a vantaggio del monitoraggio della qualità complessiva del prodotto.

Utilizzare la blockchain significa:

  • Disponibilità: la blockchain è condivisa, aggiornata ad ogni transazione e resa disponibile ai partecipanti in tempo reale
  • Sicurezza e privacy: la segregazione degli accessi e le tecniche di crittografia implementate impediscono l’accesso non autorizzato alla rete e assicurano che i partecipanti siano coloro che affermano di essere
  • Consenso: affinché una transazione sia valida, tutti i partecipanti al network devono concordare sulla sua validità. Questo avviene tramite algoritmi di consenso che implementano i requisiti contenuti negli Smart Contracts che regolano le interazioni tra attori
  • Trasparenza e controllo: i partecipanti a una transazione hanno accesso agli stessi record, possono convalidare le transazioni e verificare identità o proprietà senza l’intervento di terze parti.
  • Provenienza: le catene di blocchi informativi possono essere ripercorse a ritroso, dall’ultimo blocco aggiunto fino al primo, consentendo quindi di identificare la provenienza degli asset
  • Immutabilità: nessun partecipante può modificare una transazione dopo che è stata registrata. Se si commette un errore, è necessario utilizzare una nuova transazione per correggerlo
  • Inappellabilità: le transazioni eseguite sono definitive e non possono essere contestate
  • Flessibilità: dato che le regole di business e le condizioni contrattuali possono essere definite direttamente sulla piattaforma, esse possono evolvere al trasformarsi dei processi di business che supportano.

Le fasi del progetto del MISE

La collaborazione di diverse aziende ha permesso di rappresentare i diversi soggetti della filiera del tessile e la loro partecipazione a tutte le fasi ha permesso di  definire i requisiti per gli step successivi. Questo percorso ha puntato sulla collaborazione per individuare le priorità su cui si deve lavorare. 

  1. FASE 1: definizione del settore, delle aziende e della tecnologia. Attraverso un questionario alle aziende si sono estratti alcuni dati di riferimento e in alcuni casi si è chiesto il grado di conoscenza sulla blockchain, sull’adozione e se fossero interessate. Dopo questa prima fase si è organizzato un workshop sulla blockchain per condividere benefici e analizzare casi d’uso di successo.
  2. FASE 2: analisi e definizione esigenze e requisiti. Dopo l’identificazione delle aziende più rappresentative della filiera, si è avviato un workshop di Design Thinking con l’obiettivo, al di là di numeri e statistiche, di comprendere i problemi e i bisogni dei protagonisti della filiera stessa. Sono nate proposte di miglioramento su processo e attività
  3. FASE 3: sperimentazione. La sessione di design thinking ha portato alla redazione di un documento con riflessioni e informazioni nate dal workshop. Le più idonee sono incluse nella fase di sperimentazione per la realizzazione di una Proof of Concept (Prova di Fattibilità). 
  4. FASE 4: analisi di fattibilità

Le qualità della blockchain per valorizzare il Made in Italy

Grazie ai workshop si sono identificati i requisiti che una soluzione basata su blockchain dovrebbe avere per rispondere ai bisogni di tracciabilità e supporto del made in italy. Tramite la prova di fattibilità , le aziende hanno implementato (in parte) queste funzionalità. La PoC si è realizzata tramite il framework Hyperledger Fabric disponibile su Cloud per essere accessibile alle aziende. 

La rete si compone di due nodi su cui agiscono le 5 tipologie di attori per l’ecosistema (semplificato):

  •  il coltivatore della materia prima (spesso non localizzato in Italia)
  •  l’autorità certificatrice
  •  l’azienda manifatturiera
  •  il brand
  •  il consumatore finale

Ai partecipanti è stato chiesto di testare la soluzione realizzata. Il caso di riferimento è quello di un’azienda che emette al suo fornitore un ordine per un lotto di lino, verifica che la fibra sia certificata come biologica e ne realizza delle camicie per un particolare brand. A valle della sessione di test, sono emerse dalle aziende delle considerazioni per indirizzare possibili sviluppi futuri.

I partecipanti hanno espresso la volontà di implementare una soluzione basata su blockchain che:

  • semplifichi le interazioni tra aziende e certificatori per la condivisione di dati e documenti
  • garantisca ad ogni attore di avere immediato accesso alle informazioni di origine e qualità associate al prodotto
  • dovrà interfacciarsi, secondo logiche di integrazione, direttamente con i sistemi gestionali delle aziende, sincronizzando le informazioni necessarie su prodotti/processi.
  • preveda lo scambio di informazioni quasi in tempo reale, in modo da essere compatibile con le logiche aziendali, senza che la necessità di validazioni online  implichi un rallentamento delle operazioni logistiche a causa dei tempi di attesa per le autorizzazioni. 
  • dovrà essere sufficientemente scalabile per accogliere nuovi attori, come i terzisti e i laboratori d’analisi
  • dovrebbe presentare al consumatore tutte le informazioni sul prodotto per procedere ad un acquisto consapevole
  •  permetta di dare visibilità ed eventualmente di ricompensare con riconoscimenti anche di natura economica gli attori più virtuosi all’interno della filiera. 
  • che implementi logiche di segregazione dei dati disponibili, distinguendo tra i ruoli diversi ricoperti da coloro che si collegano alla blockchain e, tra diverse filiere

La realizzazione di una piattaforma basata su blockchain che implementi tutti i requisiti emersi è raggiungibile solo attraverso un percorso di crescita graduale. A partire da una serie di servizi core, si potrebbero poi, in base alle evoluzioni dell’ecosistema stesso, creare dei servizi aggiuntivi attivabili on demand. 

Tale impostazione permette di affrontare alcune condizioni strutturali e caratterizzanti della filiera che richiedono un necessario tempo di transizione per raggiungere la configurazione desiderata. 

I concetti principali evidenziati dal progetto

  • La conoscenza sulle tecnologie emergenti da parte delle aziende è ancora limitata.  Le aziende ritengono che occorrono benefici ed incentivi al fine di favorire l’adozione di queste tecnologie e la partecipazione dei diversi attori della filiera.
  • Di norma le informazioni sul prodotto sono distribuite tra attori diversi. Serve una strategia di coordinamento complessiva 
  •  La filiera non può essere chiusa: è necessario garantire l’interoperabilità tra reti blockchain diverse e consentire l’accesso a tutte le parti interessate
  • Molti processi sono ancora tradizionali. Servono linee guida, standard contrattuali e linguaggi comuni  non solo per ridurre i costi di implementazione ma anche per un approccio alla digitalizzazione.
  • fondamentale sarà garantire sicurezza e privacy nella gestione delle informazioni, utilizzando standard e stabilendo linee guida su come condividerli e come trasformarli in nuovo valore per le aziende e per il sistema
  • la qualità dei dati  è un elemento decisivo del processo di digitalizzazione della filiera cui l’uso combinato di standard, blockchain e soluzioni applicative leggere può dare un contributo decisivo.

Il progetto ha dimostrato l’efficacia della tecnologia blockchain rispetto alle problematiche emerse. La Proof of Concept (PoC) ha dimostrato che i processi di lavorazione si possono tracciare, rendere trasparenti verso tutti gli attori della filiera del tessile (inclusi eventuali Certificatori) e  fornire tutte le informazioni rilevanti per il consumatore al fine di un acquisto consapevole. 

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