Posted On 3 Giugno 2019 By In Supply Chain With 71 Views

Nestlé ottimizza il procurement e la produzione

barrette di cioccolato-Nestlé

Il programma ha come obiettivo una riduzione dei costi e ha già ottenuto un risparmio di 1,2 miliardi di franchi svizzeri

Nestlé ha già raggiunto circa la metà degli obiettivi di risparmio fissati al 2020, nell’ambito di uno sforzo di taglio dei costi incentrato sull’aumento dell’efficienza e sull’accentramento del procurement.

Lo riporta il Wall Street Journal in un articolo di Nina Trentmann, dove il Cfo François-Xavier Roger spiega che l’azienda alimentare svizzera ha lanciato nel 2016 un’iniziativa che prevede l’analisi della capacità manifatturiera, il consolidamento della funzione Acquisti e la semplificazione delle proprie ricette, con lo scopo di generare dai 2 ai 2,5 miliardi di franchi svizzeri di risparmi. Di questi, sono già stati raggiunti 1,2 miliardi di tagli, con un’attenzione in particolare alla razionalizzazione del procurement e delle attività di back office.

Mentre lato procurement i risparmi generati ammontano già al 65% del totale pianificato, in ambito manifatturiero ne è stato raggiunto solo il 35%. Questo nonostante l’azienda abbia chiuso 24 stabilimenti negli ultimi due anni (uno al mese), stia riqualificando alcune delle fabbriche e trasferendo le funzioni manifatturiere da uno stabilimento all’altro. Secondo l’articolo, l’azienda non ha fornito previsioni circa i tagli di posti di lavoro.

Bloomberg, invece, riporta alcuni dati relativi ai soli Stati Uniti, dove Nestlé lascerà a casa circa 4mila dipendenti. Infatti, l’azienda smetterà di consegnare pizza surgelata e gelati direttamente ai negozi, nell’ambito di una transizione verso un modello di magazzino che sta diventando uno standard tra le grandi aziende del Food che cercano di tagliare i costi.

Il cambiamento, annunciato nel corso di una riunione degli azionisti ad Arlington, in Virginia, significa l’eliminazione di un’operazione che include al momento 230 strutture, 1.400 camion e 2mila itinerari.

Inoltre, l’azienda ha in programma di vagliare le opportunità di risparmio offerte dal concentramento di una maggior percentuale degli acquisti su una delle tre centrali di acquisto in Europa, Centro America e Asia, da cui proviene il 60% degli acquisti di Nestlé.

L’ottimizzazione della funzione procurement in Nestlé va dal cambiamento di strategia al taglio dei fornitori, riferisce Emma Cosgrove in un articolo per Supply Chain Dive. Il numero complessivo dei fornitori dell’azienda è diminuito del 10% dal 2016: da 150mila a circa 132mila. «Lo ridurremo ulteriormente in modo da avere meno persone e da comprare di più dalle stesse a condizioni migliori», ha affermato Roger.

Le spese in conto capitale come percentuali di vendita sono scese dal 5,9% del 2012 al 4,2% lo scorso anno, mentre il capitale circolante, misurato come percentuale delle vendite, è diminuito fino all’1,4% rispetto all’8,5% del 2012. Il ritorno di investimento è aumentato dal 10,8% del 2014 al 12,1%.

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