Posted On 8 Marzo 2018 By In Supply Chain With 1280 Views

Realtà aumentata e realtà virtuale rivoluzionano la supply chain

Il processo per cui i prodotti arrivano dalla fabbrica alle case è più complesso di quanto comunemente si  pensi, e bisogna renderlo il più possibile efficiente, rapido e a prova di errore. La chiave per raggiungere questo traguardo potrebbe essere l’uso nella supply chain di realtà aumentata e realtà virtuale.


Ecco alcuni casi di applicazione concreta.

La realtà aumentata migliora il processo di prelievo dell’ordine

In DHL i dipendenti sono stati dotati di strumenti di realtà aumentata: occhiali e lenti smart permettono di vedere con precisione dove posizionare gli articoli sui carrelli mentre si raccoglie l’ordine, così come di avere sempre davanti agli occhi la lista degli articoli da prelevare e il percorso più breve attraverso il magazzino. Rispetto al metodo ordinario, che prevede l’uso di un foglio di carta o di uno scanner portatile, l’uso della realtà aumentata riduce gli errori e aumenta la velocità dell’operazione di picking. Un ulteriore vantaggio è che non è necessaria una formazione dei dipendenti intensiva. Questo è un fattore rilevante, soprattutto in una categoria occupazionale composta principalmente da lavoratori temporanei e neo assunti (si pensi ai periodi di grande richiesta come le festività invernali).

Realtà virtuale e aumentata permettono modelli predittivi

Amazon o altri attori della grande distribuzione hanno spesso centri manifatturieri, centri di distribuzione e magazzini distribuiti in tutto il Paese o anche all’estero, perciò i manager devono conciliare l’impossibilità di essere sempre presenti con la necessità di avere comunque la situazione sotto controllo. Usando strumenti di realtà virtuale o aumentata, possono avere una visione in diretta di qualsiasi area in qualsiasi momento, e assicurarsi che i processi si stiano svolgendo come previsto. Questo è particolarmente importante quando
disastri naturali o altri problemi creano interruzioni nella gestione della supply chain e chi ha un ruolo chiave non è sul posto.

Il processo di consegna è più sicuro ed efficiente con la realtà virtuale

Gli autisti della distribuzione devono assicurarsi che i prodotti arrivino nei negozi, nelle case e nei centri di distribuzione in tempo e senza venir danneggiati. Attualmente a questo scopo usano sistemi di navigazione e controllano manualmente la merce. Questo processo già di per sé delicato si complica ulteriormente con i carichi a temperatura controllata, e spesso le soluzioni sono dispendiose in termini di tempo e di attenzione, con il conseguente rischio di incidenti.

La realtà virtuale può sensibilmente migliorare questi processi: per esempio, può essere usata per imprimere informazioni importanti direttamente sul parabrezza, così che gli autisti vedano strade alternative, vie bloccate e ingorghi senza guardare un dispositivo che tengono in mano. Possono essere visualizzate senza doversi fermare anche le informazioni relative al carico: per esempio, un autista che sta trasportando un carico a temperatura controllata può vedere se c’è un problema con il termostato e se la temperatura si sta avvicinando a una predeterminata fascia di pericolo.

Anche sul luogo di consegna la realtà virtuale può giocare un ruolo importante, perché gli imballaggi possono essere codificati con immagini scansionabili contenenti informazioni relative al peso e al contenuto dell’imballaggio e le istruzioni per maneggiarlo. Questo significa che, prima ancora di scaricare il pacco, il dipendente saprà se è particolarmente pesante, fragile, se richiede una firma e se deve essere consegnato all’ingresso posteriore.

Realtà virtuale e riconoscimento facciale per identificare il destinatario

Quando è particolarmente importante consegnare la merce a una specifica persona, attualmente si verifica l’identità e si raccoglie una firma. Con la cooperazione e l’approvazione del cliente, la realtà aumentata può facilitare le cose: una foto del cliente viene scansionata e conservata nei database dell’azienda. Poi, al momento della consegna, la realtà virtuale e la tecnologia di riconoscimento facciale vengono usate per controllare che il volto del cliente corrisponda alla foto nel database. Un sistema molto più sicuro dell’uso di documenti di identità o firme, facilmente falsificabili.

Facilitare i clienti nel processo di acquisto

Nel 2012 Ikea ha lanciato una app che permette ai clienti di visualizzare i prodotti all’interno dei punti vendita usando la realtà virtuale. Di recente è stata aggiornata con Ikea Place, che permette ai clienti di visualizzare tramite la fotocamera del cellulare l’oggetto del catalogo selezionato in qualsiasi punto della stanza in cui si trovano. Altre aziende usano cuffie di realtà virtuale per permettere ai clienti di navigare attraverso le corsie dei punti vendita e dei magazzini.

Molti passaggi della supply chain possono trarre vantaggio dall’utilizzo della realtà aumentata e virtuale, e non si tratta più di un cambiamento del futuro, ma di un passo indispensabile per le aziende che non vogliono rimanere indietro rispetto ai loro competitors.

Fonte: Andrew Arnold, Forbes.

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