Posted On 27 luglio 2018 By In Supply Chain With 180 Views

Sanzioni: un fornitore di Tesla interrompe la supply chain del cobalto

Bandiera Cuba

Panasonic, il produttore delle batterie di Tesla, ha interrotto la propria supply chain con un fornitore canadese, Sherritt International, perché non era in grado di determinare quanto del cobalto utilizzato venisse estratto a Cuba, da oltre 50 anni sottoposta a embargo economico e finanziario, confermato con forza dal presidente Trump, dopo il tentativo di Barack Obama di porvi fine nel 2014.

Anche se la Sherritt non ha nominato direttamente Panasonic, l’azienda ha confermato di essersi rifornita di cobalto e nickel da Cuba e di averli lavorati in Canada prima di consegnarli ai propri clienti in Europa e in Asia.

Panasonic ha dichiarato di non poter determinare quanto cobalto estratto a Cuba sia stato usato nel mercato americano «a causa della miscela di risorse da parte dei suoi fornitori in molte fasi dei processi produttivi».

Le batterie Panasonic sono usate solo in una parte delle auto Model S e Model X di Tesla, prodotte a febbraio 2018 o successivamente. Non vengono invece utilizzate nella berlina Model 3, prodotta nella super fabbrica di Tesla in Nevada.

I produttori di auto elettriche e di batterie stanno affrontando la sfida della fornitura di minerali estratti eticamente. Una delle principali fonti di cobalto è la Repubblica Democratica del Congo, già al centro di uno scandalo suscitato da un report di Amnesty International che aveva denunciato l’impiego di bambini nelle miniere. Circa la metà della fornitura mondiale di cobalto proviene dalla Repubblica Democratica del Congo, mentre da Cuba proviene il 4%.

Panasonic, riporta Reuters, ha richiesto assistenza all’Ufficio del Controllo sui Beni Stranieri del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti, chiedendo la sua interpretazione dell’estensione del divieto statunitense sulle importazioni da Cuba. Tesla non ha dichiarato nulla sulla possibilità che l’uso di cobalto proveniente da Cuba venga considerata una violazione delle sanzioni. Invece, si è espressa sulla volontà di ridurre a zero l’uso del cobalto nel futuro prossimo.

La Sherritt produce cobalto nella miniera di Moa a Cuba, in una joint venture al 50% con la cubana General Nickel Company, di proprietà dello Stato.

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