Posted On 4 Ottobre 2021 By In Supply Chain With 46 Views

Siamo alla fine del just in time?

La crisi arrivata e indotta durante la pandemia di Covid-19 è stata solo l’ultima di una lunga lista di momenti di incertezza e disequilibri che non possiamo non tenere in conto. Vicende simili, più o meno intense, saranno frequenti e quello a cui ci si deve preparare è un cambiamento di mentalità e di evoluzione.  L’idea di avere più scorte  non è la risposta giusta: si deve costruire resilienza e flessbilità, cambiare le modalità in cui si fa procurement e lavorare sulla collaborazione con i fornitori. Fondamentale non è tanto il cambiamento di strumenti e tecnologie, quanto quello di mentalità.

“Eliminare gli sprechi è positivo, ma l’inventario non  funziona come gli sprechi. Eliminare troppo inventario, aggiunge il rischio. In breve, dobbiamo ripensare al significato di JIT (just in time) e ai compromessi”. Con queste parole Wendy Tate, professoressa all’Università del Tennesse in supply chain management si inserisce nel report di GEP sulla catena di approvvigionamento Just in time in cui ci si interroga su a che punto siamo e soprattutto come si dovrà rispondere.

In primis una delle prime considerazioni portate all’attenzione del lettore sta nel consigliare di non concentrarsi sui buffer di inventario ma trovare delle strategie alternative per proteggere le proprie supply chain. Dunque Jan Godsell, professore di operazioni e strategia della catena di approvvigionamento presso l’Università di Warwick, indica una serie di soluzioni: migliore pianificazione della catena di approvvigionamento, migliore visibilità, migliore collaborazione, migliore gestione del buffer e maggiore flessibilità di approvvigionamento. E sottolinea come le aziende si dimentichino di come l’inventario sia solo uno dei buffer a loro disposizione.

Un altro aspetto per portare maggiore flessibilità e resilienza nella propria suppy chain consiste nella scelta dei fornitori che non devono essere quelli più convenienti a livello economico. Se stai cercando resilienza, selezionare in base a flessibilità e adattabilità può essere una strategia migliore.

La sfida oggi consiste nell’assicurare un impegno a lungo termine del management con visibilità e altre iniziative che promuovono la resilienza. Il modo in cui vengono gestite le catene di approvvigionamento deve cambiare: le aziende continueranno a fornire Just In Time ai propri clienti, ma lo faranno in un modo diverso.

4 azioni da mettere in campo

  • Metti alla prova le tue catene di approvvigionamento. Non è una questione di se ci sarà un’interruzione futura della catena di approvvigionamento, è questione di “quando”.
  • Accetta che “più inventario” non è la risposta all’interruzione della catena di approvvigionamento. Le aziende devono lavorare di più per essere più intelligenti, creare una base di fornitori più reattiva e flessibile e  aumentare la visibilità dell’inventario.
  • Punta sulla collaborazione: costruire rapporti di supply chain ricchi di dati.
  • Crea e promuovi resilienza, agilità e flessibilità.

 

 

 

 

 

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