Posted On 22 Novembre 2021 By In Supply Chain With 38 Views

Stress-test per misurare la resilienza della supply chain

Comprendere l’impatto che una crisi potrebbe avere, ancor prima che si verifichi si rivela un modo estremamente efficace per aumentare la resilienza della propria catena di fornitura.

Negli ultimi anni, i professionisti dell’approvvigionamento hanno affrontato una serie di sfide globali; dai disastri naturali alle crescenti tensioni commerciali tra i principali blocchi economici, che hanno evidenziato l’importanza della mitigazione del rischio e della valutazione della resilienza delle catene di approvvigionamento.

La pandemia di COVID-19 ha portato il tema della resilienza della supply chain e del riequilibrio all’attenzione dei consigli di amministrazione. Anche brevi interruzioni hanno mostrato la vulnerabilità della catena di approvvigionamento e mentre le aziende cercano soluzioni per ridurre l’esposizione al rischio, si stima che i flussi commerciali nel settore industriale potrebbero essere riequilibrati spostando in determinati Paesi le principali destinazioni della produzione delocalizzata.

Inoltre, i progressi tecnologici e l’adozione su larga scala dell’automazione e della digitalizzazione hanno ridotto l’attenzione sul costo del lavoro, aumentando ulteriormente la necessità per le aziende di testare le proprie catene di approvvigionamento in modo olistico per quanto riguarda costi, velocità e rischi.

In recenti sondaggi condotti da McKinsey, prima e dopo la pandemia di COVID-19, la percentuale di dirigenti che affermano di voler aumentare la resilienza della propria azienda riequilibrando le proprie catene di approvvigionamento è aumentata dal 70% al 93%.

Lo stress-test di resilienza della catena di fornitura

Per le aziende è fondamentale comprendere i rischi che le loro catene di approvvigionamento devono affrontare, cercando le strategie per ridurli al minimo.

Poiché i rischi della catena di approvvigionamento sono in continua evoluzione, uno stress test di resilienza non può essere un esercizio una tantum, ma deve essere condotto dalle organizzazioni su base ricorrente.

Molte categorie sono altamente suscettibili all’interruzione della catena di approvvigionamento, come per esempio i produttori industriali.

Alcune aziende industriali hanno scoperto che lo spostamento delle sedi di produzione di alcuni componenti primari può comportare una riduzione del 20% dei costi complessivi, nonché una riduzione dei rischi logistici e commerciali. In alternativa, le stesse parti possono essere prodotte a livello nazionale con solo un aumento dei costi del 5% sfruttando l’Industria 4.0.

Uno stress test completo della catena di approvvigionamento valuta la resilienza in base a cinque fattori:

-attrattiva del settore

-resilienza aziendale

-esposizione della catena di approvvigionamento

-esposizione delle operazioni

-esposizione del cliente

L’analisi di queste variabili consentirà il confronto tra le unità aziendali e con i concorrenti.

Laddove lo stress test riveli potenziali vulnerabilità nella catena di approvvigionamento, le aziende devono identificare misure di mitigazione appropriate.

Ciò richiede una combinazione di azioni a breve, medio o lungo termine, adattate alle problematiche specifiche individuate. Le leve di risposta possono essere strutturate su cinque temi: sicurezza dell’approvvigionamento, produzione agile, diversificazione delle sedi di produzione, ottimizzazione della progettazione dei prodotti e ottimizzazione dei dati finanziari.

Condurre con successo uno stress test di resilienza della catena di approvvigionamento

Per eseguire con successo uno stress test di resilienza della catena di approvvigionamento e concordare un percorso da seguire, devono essere presenti quattro condizioni:

  1. Collaborazione interfunzionale per supportare la valutazione olistica.
  2. Capacità di sfidare le unità aziendali a mantenere lo status quo e a fissare aspirazioni elevate.
  3. Esecuzione agile basata su un progetto di stress test in un lasso di tempo da sei a otto settimane.
  4. Valutazione delle competenze e delle capacità, compresa l’accelerazione delle capacità digitali e di automazione.

Seguendo queste indicazioni è possibile condurre uno stress test di resilienza come punto di partenza nella valutazione del rischio, per lo sviluppo di una supply chain che crei opportunità e vantaggi per le aziende sin della prima mossa.

 

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