Posted On 8 Febbraio 2022 By In Supply Chain With 273 Views

Supplier diversity: una strategia di tendenza

I problemi legati al Covid-19 hanno costretto le aziende a ricercare nuovi partner di produzione e approvvigionamento per far fronte alle carenze causate dalle chiusure degli impianti e da altri black out.

Disporre di una base di fornitori globale ha consentito alle aziende di rispondere rapidamente alle interruzioni della catena di approvvigionamento riducendo al minimo l’impatto sui profitti.

I nuovi scenari hanno anche spinto le aziende a ripensare le loro relazioni con i fornitori con l’annuncio di investimenti in reshoring e nearshoring per ridurre la loro esposizione a un mercato instabile a causa di spedizioni e trasporto internazionali problematici.

Le testimonianze riportate da Supply Chain Dive illustrano i modi in cui alcune grandi aziende hanno cambiato i loro processi decisionali relativi all’approvvigionamento, per affrontare le recenti disfunzioni della supply chain, evitare carenze e isolarsi dall’aumento dei costi dei materiali.

Di seguito riportiamo quelle di Procter & Gamble, Levi’s e Mattel.

1. Procter & Gamble

Nell’ultimo anno, il gigante dei prodotti di consumo si è affidato a fornitori di riserva in caso di carenze o di ritardi di spedizione che impediscono ai materiali di arrivare a destinazione in tempo.

Il direttore finanziario di P&G, Andre Schulten ha dichiarato che l’azienda continuerà anche in futuro ad avvalersi di fornitori alternativi per cercare di ottimizzare in una certa misura i costi e allo stesso tempo riformulare alcuni prodotti senza che questo abbia alcun impatto evidente per il consumatore.

“La forza delle nostre catene di approvvigionamento è principalmente guidata dalla flessibilità che possiamo creare all’interno delle stesse”, ha affermato Schulten, aggiungendo: “La maggior parte delle nostre fabbriche è in grado di eseguire prodotti per altre regioni, il che ci dà flessibilità per superare le sfide a breve termine”.

P&G, ad esempio, ha evitato gli effetti dell’attuale crisi energetica in Cina, grazie alla sua capacità di fare affidamento su un’ampia rete di fornitori alternativi.

Tuttavia, Schulten ha dichiarato che mantenere una base di fornitori globale, ha richiesto un grande sforzo e un’incredibile quantità di visibilità sulle operazioni dei fornitori di primo e secondo livello per prevedere potenziali interruzioni in anticipo.

 

2. Levi’s

Il Ceo Chip Bergh, in una recente indagine sugli utili, ha dichiarato che l’approvvigionamento di Levi’s copre 24 Paesi e che il rivenditore non rifornisce più del 20% di un prodotto nello stesso Paese.

Levi’s effettua anche il cross-source di alcuni prodotti chiave. Ad esempio, oltre il 50% del suo volume di jeans è approvato per la produzione con fornitori in almeno due diverse società di origine.

“Lo abbiamo fatto per evitare che le concentrazioni fossero meno esposte a colli di bottiglia nella capacità di produzione”, ha affermato Bergh, sostenendo: “Queste mosse ci hanno consentito di essere meno vulnerabili nei confronti delle recenti chiusure di fabbriche in Vietnam che hanno spinto i rivenditori a cercare fornitori alternativi”.

 

3. Mattel

Prima delle vacanze natalizie dello scorso anno, Mattel si è affidata prevalentemente al nearshoring per far si che i giocattoli arrivassero sugli scaffali dei grandi magazzini in tempo. A tal proposito, il Ceo Ynon Kreiz ha dichiarato: “Abbiamo sfruttato la nostra diversificata impronta manifatturiera per ottimizzare il nearshoring della produzione”.

L’azienda produttrice delle famosissime Barbie è ricorsa ad una produzione diversificata per categorie di prodotti considerati “critici”, portando avanti gli ordini e accelerando l’approvvigionamento di materie prime, per cercare di superare l’aumento della congestione portuale.

“Avevamo previsto una fornitura ridotta e tempi di consegna più lunghi e li abbiamo presi in considerazione nella nostra pianificazione con azioni di mitigazione”, ha affermato Kreiz.

Mattel ha anche bloccato la capacità e le tariffe di trasporto marittimo con largo anticipo, assicurando l’accesso a più porti e rotte marittime, una tendenza comune tra molte aziende che privilegia la sicurezza dell’approvvigionamento rispetto ai costi.

 

Gli interventi di queste grandi aziende testimoniano la tendenza sempre più comune a diversificare la base dei propri fornitori allo scopo di diminuire il rischio. Infatti, la diversificazione della catena di approvvigionamento di un’azienda attraverso la selezione di fornitori nuovi, più piccoli o innovativi consente alle organizzazioni di creare un portfolio fornitori più solido e all’avanguardia, efficace per proteggersi da fallimenti individuali e, in parte, da shock di mercato più ampi.

 

 

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