Posted On 13 Giugno 2022 By In Supply Chain With 57 Views

Supply chain e gas naturale: azioni concrete e strategia europea

Lunedì 30 maggio il consiglio di amministrazione di Snam, principale operatore europeo nel trasporto e nello stoccaggio di gas naturale rispettivamente tramite le società operative Snam Rete Gas e Stogit, ha approvato l’acquisto della prima di due navi rigassificatrici galleggianti.

Le navi di questo tipo, che sono meno di sessanta al mondo, risultano strategiche in un momento in cui il nostro paese si vuole sganciare dalla dipendenza del metano russo che passa per i gasdotti. Queste navi, chiamate Floating storage and regasification unit (Fsru) permettono di importare Gnl dai produttori anche in assenza di collegamenti.

Molto più di una nave

In una nota pubblicata il 1° giugno Snam ha annunciato di aver acquisito il 100% del capitale sociale della società Golar Lng Limited, il cui unico asset è la nave rigassificatrice Golar Tundra, per circa 330 milioni di euro.

La Golar Tundra può operare sia come nave metaniera per il semplice trasporto del gas naturale liquefatto (Gnl), sia per lo stoccaggio e la rigassificazione (ovvero riportare il gas dallo stato liquefatto a quello gassoso prima di immetterlo nella rete di metanodotti). Ha una capacità di stoccaggio di 170.000 metri cubi e una capacità di rigassificazione continua di 5 miliardi di metri cubi l’anno, che le permetteranno di soddisfare da sola il 6,5% del fabbisogno nazionale di energia e di portare la capacità di rigassificazione dell’Italia a oltre il 25% della domanda. Su mandato del governo italiano, sarà ormeggiata nel porto di Livorno o in quello di Ravenna e operativa a partire dalla primavera del 2023.

Strategia italiana

Dati del 2019 (pre-pandemia) dell’International Energy Agency (IEA) sottolineano come il gas sia al primo posto tra le fonti energetiche italiane – solo per il 3-4% estratto in Italia – coprendo il 35% dei consumi di energia primaria e rivestendo un ruolo fondamentale negli scenari energetici di sviluppo fino al 2040.

Le azioni relative al trasporto e stoccaggio del gas via mare e i progetti di Snam si inseriscono nella strategia di diversificazione del governo italiano, che sta portando avanti le trattative con numerosi paesi per l’approvvigionamento di gas in vista di una sempre maggiore indipendenza da Mosca. Algeria, Qatar, Congo e Angola sono stati recentemente visitati dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio e dall’Amministrato Delegato di Eni Claudio Descalzi proprio per accelerare questo processo.

Il piano dell’Ue

Dal punto di vista regionale anche l’Unione europea sta cercando di aumentare le importazioni di gas naturale liquefatto (Gnl) al fine di affrancarsi dal gas russo. L’iniziativa REPowerEU della Commissione Europea mira a rimpiazzare 50 miliardi di metri cubi di gas russo entro la fine del 2022 grazie a maggiori importazioni proprio di Gnl.

Tra i vari paesi, a giocare un ruolo centrale è il poco nominato Qatar, che ha espresso la sua disponibilità a contribuire al rafforzamento della sicurezza energetica europea e potrebbe aumentare le proprie esportazioni nel medio/lungo periodo.

Il crescente ruolo del Qatar

Il Qatar ha recentemente avviato una strategia di espansione della capacità di esportazione, riaprendo l’importante giacimento North Field dopo dodici anni di studi sull’impatto dell’aumento della produzione. Grazie alla sua riapertura è previsto un aumento della produzione del 67% entro il 2027.

Increased LNG production can provide the world with a cleaner, safer, more reliable and flexible energy supply. Achieving global energy security will lead to market stability and reduce the economic effects of the current energy crisis”, ha affermato l’Emiro del Qatar,Tamim Bin Hamad Al Thani al World Economic Forum di Davos.

Rispetto ad altri paesi a cui è stata rivolta attenzione e sforzi diplomatici per la diversificazione dell’approvvigionamento energetico alla luce della guerra della Russia all’Ucraina, il Qatar presenta un contesto politico più stabile. Terminato l’embargo a Doha da parte del Gulf Cooperation Council (Gcc) nel gennaio 2021, le prospettive economiche del Qatar sono stare rafforzate grazie alla futura maggiore cooperazione economica regionale e internazionale.

Forte di grandi riserve finanziarie per gli investimenti, un fabbisogno domestico minore rispetto ad altri competitors e della maggiore vicinanza alle coste europeo rispetto a fornitori statunitensi e australiani, il Qatar si candida a nuovo stakeholder di punta sul mercato del Gnl tra Asia, Medio Oriente e Europa.

 

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