Posted On 25 ottobre 2016 By In Srm With 489 Views

Smart Procurement per ridurre i costi nelle PMI

Affinare le ricerche e le valutazioni sui fornitori, piattaforme tecnologicamente più avanzate per la gestione dei processi d’acquisto e il ruolo del CPO integrato nei processi di decision making. Questi i tre focus su cui concentrarsi per ottimizzare le spese e ridurre i costi delle PMI.Il suggerimento giunge da oltremanica, emerso dall’indagine realizzata da Tungsten Network su un campione di 1000 business decision maker di PMI britanniche. Sembrerebbe infatti che secondo gli intervistati, grazie agli accorgimenti di smart procurement di cui sopra, le PMI britanniche potrebbero risparmiare qualcosa come 106 miliardi di sterline.

Ovviamente i numeri non sarebbero gli stessi per l’Italia, la quale vede un numero molto maggiore di PMI ed un’applicazione dell’innovazione ai processi aziendali ancora piuttosto acerba rispetto al Regno Unito.

Nonostante il 69% delle imprese intervistate stia prestando maggior attenzione agli aspetti legati agli acquisti di servizi e prodotti più di quanto non facesse due anni fa, attualmente non esiste un approccio sistemico di analisi del proprio parco di fornitura.

A dimostrazione, i dati emersi dall’indagine: il 42% delle imprese effettua una sola analisi all’anno sui propri fornitori, solo il 29% effettua un controllo due o tre volte l’anno e addirittura nel 19% dei casi l’analisi avviene solo a seguito di richieste specifiche o di insoddisfazione. Insomma, scarsa valutazione e monitoraggio praticamente assente dei fornitori.

L’11% dei responsabili business intervistati è convinto che con un affinamento della ricerca e valutazione dei fornitori si potrebbero risparmiare oltre a 100mila sterline, il 15% pensa che risparmierebbe fino a 50mila sterline, mentre il 28% ritiene di poter risparmiare da 5mila a 20mila sterline. Secondo tali stime, ciascuna singola azienda risparmierebbe in media 19.663 sterline all’anno.

Inoltre, grazie agli analytics, alle soluzioni informatiche per la sicurezza e la moltitudine di tools applicati, il CPO (Chief Procurement Officer) ha le competenze e tutti gli strumenti per partecipare attivamente ai processi decisionali aziendali, contribuendo a snellire le procedure e soprattutto ad abbattere i costi.

In realtà, in UK solo in un’azienda su cinque è il CPO ad avere l’ultima parola sugli acquisti, e solo nel 33% dei casi partecipa attivamente ai processi di decision making. Ciononostante il 42% ritiene che il CPO dovrebbe avere un ruolo di top management e partecipare alle riunioni strategiche del board.

Fonte: digital4.biz