Posted On 25 Ottobre 2021 By In Sostenibilità, Sustainability With 87 Views

Approvvigionamento diversificato e responsabile: verso acquisti più etici

Secondo uno studio di Accenture, azienda leader nei settori Strategy & Consulting, Interactive, Technology e Operations un numero sempre crescente di consumatori sta cercando di optare per scelte più etiche limitando gli sprechi. I clienti di tutti i settori, infatti, sono sempre più attenti alla selezione ragionata dei propri supplier e quando indagano sui fornitori, optano per organizzazioni che accordano priorità a un approvvigionamento diversificato e responsabile.

L’Harvard Business Review, definisce un “fornitore diversificato” un’azienda posseduta e gestita per almeno il 51% da un individuo o da un gruppo che tradizionalmente è considerato sotto rappresentato o sotto servito dalla società. La definizione è in continuo aggiornamento; al momento vi rientrano le piccole imprese, le imprese di proprietà di minoranze o le imprese gestite da donne.

Allo stesso modo, l’approvvigionamento responsabile è un impegno volontario delle aziende a considerare gli impatti sociali e ambientali nella gestione delle relazioni con i fornitori.

Una strategia di approvvigionamento responsabile porta con sé diversi benefici, sia in termini di vantaggi commerciali, sia sul piano della moralità, grazie all’adozione di scelte etiche e sostenibili che generano profitto per l’intera comunità.

Strategie di approvvigionamento di tipo inclusivo creano concorrenza alla base della supply chain stessa. Ciò può portare a una riduzione dei costi generali e a un miglioramento della qualità del prodotto.

Inoltre, qualora si verifichino interruzioni della catena di approvvigionamento (una situazione non più tanto inusuale, visti gli stop e le problematiche causate dalla pandemia), la disponibilità di differenti opzioni di acquisto può aumentare l’agilità, la flessibilità e la resilienza della catena di approvvigionamento durante potenziali turbolenze.

In un articolo apparso su Supplychaindive, vengono analizzate tre strade da seguire per ottimizzare il percorso di approvvigionamento di tipo etico.

  1. Dare priorità all’approvvigionamento responsabile e diversificato dall’alto

Il primo passo da compiere è quello di promuovere l’allineamento e far si che l’intera azienda sia coinvolta all’interno del processo di approvvigionamento diversificato. Un obiettivo che deve diventare prerogativa assoluta, a partire dalle più alte posizioni di leadership, per poi essere recepito all’interno di ciascun gruppo di riferimento. Ciò aumenterà le responsabilità dell’intera squadra di procurement.

In questo senso, il team leader deve tenere traccia di come la sua squadra lavora con i diversi fornitori, garantendo che per ogni RFP (Request for Proposal) ci sia almeno un fornitore diversificato da valutare, incorporando le richieste relative all’approvvigionamento responsabile in una valutazione del fornitore che avrà un impatto immediato sul processo di selezione.

  1. Dare priorità ad alcuni fattori chiave

L’approvvigionamento diversificato e responsabile deve essere un focus costante, ecco perché l’attenzione a un tipo di acquisti più sostenibili non si esaurisce una volta firmato un contratto con un nuovo fornitore. Individuare e analizzare una serie di statistiche coerenti e in linea con l’obiettivo è fondamentale per il successo della catena di approvvigionamento nel tempo. Tra i fattori chiave, troviamo:

-Costi: la spesa totale effettuata per i diversi fornitori

-Conteggio: il numero di fornitori diversificati presenti nel proprio database

-Offerte perse: il numero di volte in cui fornitori non qualificati hanno concluso una trattativa

  1. Impostare criteri interni

Infine, per aderire a un impegno di approvvigionamento responsabile e diversificato, è importante stabilire una serie di requisiti interni che contribuiscono a generare successo e ritorno economico. Tra questi si segnalano la necessità di raccogliere informazioni corrette sui potenziali fornitori per stabilire e informare sulle politiche aziendali e di attuare delle verifiche regolari. Ad esempio, un “codice di condotta dei fornitori” può rivelarsi un ottimo strumento strategico.

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