Posted On 16 febbraio 2016 By In Sustainability With 583 Views

Le emissioni di CO2 nell’automotive

a cura di Enzo Imperiale*.

Il problema del livello di emissioni della CO2 da parte degli autoveicoli è ritornato fortemente in auge a causa della vicenda che ha visto come prima protagonista la Volkswagen.

Il caso VW, così come quelli a seguire, sono solo espressioni di pseudo furberie volte ad aggirare le normative e mantenere sempre più alto il profitto, senza rinunciare neanche alle briciole: si sarebbe infatti evitato questo scandalo solo con un po’ di coscienza in più e senza la solita ossessione “make more money”. Non basta dire “Quality is free”: occorre applicare il concetto a prescindere da valutazioni di puro profitto e solo sulla scorta di una reale volontà d’applicare il concetto. Ma qui si rischierebbe di divenire troppo retorici. Perciò, cerchiamo di essere concreti. E allora non può non essere taciuto che la vicenda si riferisce ad una defaillance annunciata, in quanto il settore automotive non ha mai sviluppato concretamente sinergie né attività di ricerca e sviluppo veramente connesse ad una consolidata volontà di risolvere il problema. La riduzione delle emissioni di CO2 è di fatto un argomento molto più complesso di quanto gli articoli in materia riescano descrivere: certamente validi sono i provvedimenti volti alle restrizioni – come il traffico limitato, il traffico a targhe alterne e così via – ma si tratta comunque di palliativi, non di soluzioni definitive. Nella fattispecie, non esiste un reale piano tecnico a riguardo, ma solo una dichiarata volontà di “voler fare qualcosa”. Tutto questo è insufficiente poiché il progetto non ha un detailed action plan a supporto, un W5 esemplificativo di “chi fa che cosa, quando, perché e dove”. Dal punto di vista puramente tecnico, nonché immediato, il dito andrebbe puntato su argomenti strettamente connessi alla progettazione dei veicoli, e in particolare alla riduzione di tutti quegli elementi che non consentono la massimizzazione del rendimento: le “power waste main root cause”. Entrano quindi in gioco innanzitutto gli attriti presenti nel veicolo in moto o in fase di stazionamento a motore acceso: dal coefficiente di rotolamento dei pneumatici al wattaggio delle luci, dalla rumorosità del motore al surriscaldamento di molteplici parti della vettura, dal peso del veicolo, dalla scelta dei materiali, dall’integrazione di più parti e così via. Vi sono chiare evidenze di quanto si possa fare nel settore trasmissione di potenza (“power transmission”) in termini di riduzione degli sprechi: per esempio le innovazioni validamente introdotte dai produttori di chain (catene) come dai produttori di timing belt (cinghie sincrone), i primi con l’introduzione della silent chain e i secondi con l’introduzione della timing belt in oil anche se, mi permetto di dire “ovviamente”, con l’intento di proporsi l’una come soluzione più efficace dell’altra. Nel caso specifico, entrambe le soluzioni hanno evidenziato interessanti riduzioni dei consumi e quindi, di conseguenza, delle emissioni. Come si può desumere, i problemi tecnici da affrontare sono innumerevoli e non è dato conoscere con precisione se e come si stiano affrontando, e con quali metodologie o tempistiche. Peraltro va segnalato un problema di base: oggi i tier one sono il reale valore aggiunto della filiera di assemblaggio di una vettura. Se le soluzioni innovative (che si vorrebbero proporre all’introduzione di ogni nuovo prodotto sul mercato, ma spesso comportano costi aggiuntivi) non sono approvate appieno dal cliente finale, ovvero dalla direzione della casa automobilistica, non vengono introdotte affatto o vengono “negoziate” a livello economico. “More Feature/Less Price”: è possibile? A mio parere no, semplicemente perché il problema che abbiamo di fronte non si affronta con la logica e con l’approccio della negoziazione, ma con le sinergie e gli accordi necessari, e con la sempre invocata ma mai completamente perpetrata “Ricerca e Sviluppo”.

*Consulente con pluriennale esperienza negli acquisti maturata in contesti internazionali, in particolare nel settore automotive