Posted On 14 dicembre 2015 By In Sustainability With 544 Views

L’impresa sociale che fa l’impresa

Buona parte delle cooperative e imprese sociali in Italia devono ancora colmare un gap in termini di approccio autenticamente imprenditoriale al mercato. Ben sapendo che si tratta di una necessità non più eludibile.

a cura di  Luca Guzzabocca | General Manager Right Hub

Una delle questioni principali che si devono analizzare in quest’ottica è se, come e quanto il fatto di essere impresa a tutti gli effetti viene vissuto all’interno dell’organizzazione. Di contro, va analizzato se, come e quanto ciò viene comunicato all’esterno o comunque utilizzato per competere. Con altre realtà dell’economia sociale e col profit.

«Non ci presentiamo mai come cooperativa sociale, per dire che siamo buoni dentro: ci presentiamo come una società che fa un lavoro, che dev’essere fatto bene e deve stare con certi tempi e modi sul mercato. Poi, essendo un’impresa sociale, cerchiamo di coniugare entrambe le cose». La riflessione, semplice ma significativa, è di Edgardo Galletta, presidente e direttore generale di Alboran, cooperativa sociale di tipo B di Peschiera Borromeo che opera dal 1994 in particolare nei settori della logistica e spedizioni, cartotecnica, pulizie. Alboran fattura circa 1,5 milioni di euro l’anno e lavora da sempre soprattutto col settore privato, benché fra i suoi clienti figurino anche enti pubblici. Dal 2004 realizza il bilancio sociale, con uno storico da far invidia a molto imprese profit, anche quotate.

Fra i suoi clienti ci sono nomi e marchi di alto livello: Fastweb, Lindt e Caffarel, la multinazionale statunitense delle fibre ottiche Oclaro, Salmoiraghi & Viganò, Lusofarmaco-Gruppo Menarini. C’è poi un cliente in particolare, TvMania, il cui nome forse può non dire molto ma che commercializza prodotti che entrano nelle case di mezza (o tutta) Italia, vale a dire capi di abbigliamento col brand Hello Kitty, insieme a quelli di altri brand del mondo dei comics.

Il rapporto con TvMania dura da dieci anni. Si tratta di uno dei principali clienti di Alboran, che vale da solo il 30-40% del fatturato per la logistica. Ma soprattutto tre anni fa TvMania è stata acquisita da una multinazionale cinese: i nuovi proprietari chiesero ad Alboran di presentarsi, sia come impresa, sia come organizzazione con una missione sociale. Evidentemente rimasero e sono soddisfatti, anche perché in seguito la relazione con TvMania ha prodotto per la cooperativa ulteriori contatti interessanti. Alboran venne a sapere che nella valutazione dei nuovi proprietari il suo orientamento sociale ebbe un peso. Non c’è controprova, ma senza la qualità e l’affidabilità del lavoro su cui si poggiava, forse anche quel peso non sarebbe stato sufficiente a spostare la bilancia dalla parte di Alboran. Galletta è il primo a esserne consapevole: «La multinazionale – dice – non ci tiene come fornitori perché siamo buoni, ma perché siamo bravi, lavoriamo bene».