Posted On 25 novembre 2015 By In Sustainability With 613 Views

Made in Italy ancora più glamour quando «si veste» di sociale

Luca Guzzabocca | General Manager Right Hub

Da un lato uno dei marchi leader mondiali nelle calzature, continuamente focalizzato su qualità del prodotto, innovazione, tecnologia all’avanguardia. Dall’altro un “marchio sociale”, la cui missione è favorire l’inserimento lavorativo di persone con sindrome di Down e disabilità intellettiva.

Cosa ha unito Geox, eccellenza del made in Italy, e Valemour, marchio della Fondazione Più di un Sogno Onlus? Semplicemente la volontà e la capacità di trasformare, insieme, una buona azione in un’azione buona. Con un’operazione di business responsabile e di successo. O, probabilmente, di successo proprio perché responsabile.

Da questa collaborazione è nata infatti “Geox for Valemour”, una linea di business di Geox fatta di colore, libertà, creatività. Un’operazione che ha dato vita a qualcosa di unico, creando un’opportunità di lavoro reale per persone disagiate attraverso la realizzazione di una vera collezione, in edizione limitata.

Presentata nei negozi Geox nella primavera-estate 2014, Geox for Valmour ha avuto un grande successo di vendita, anche online. Tanto da proseguire con una nuova “Capsule Collection” per l’autunno-inverno 2014. E poi anche nella primavera-estate 2015, con la presentazione di una nuova “Capsule Collection”, con nuovi colori e nuovi materiali: 6500 i teli canvas dipinti a mano e 40 i ragazzi di Valemour coinvolti, in diversi laboratori di cooperative sociali (a Cosenza, Cuneo, Padova, Palermo, Rimini, Taranto, Torino, Verona). Il che ha significato 40 diverse interpretazioni, nessuna ovviamente uguale all’altra perché ciascuna riflette l’unicità della persona che l’ha espressa, la sua storia e la sua creatività.

I teli colorati sono stati trasformati in calzature, borse, sciarpe. Tutti pezzi unici, ognuno con le sue sfumature, non standard proprio perché manuali. Che hanno dato vita a una collezione unica. Divenuta subito di culto.

A far scoccare la scintilla che ha dato origine al progetto è stato un incontro tra due persone, un sognatore coi piedi ben piantati per terra e un creativo che sui sogni lavora: Marco Ottocento, di Valemour, e Fulvio Luparia, artista del colore. Due genitori di ragazzi con disabilità. Due professionisti del mondo della moda.

Marco Ottocento sostiene che spesso i sogni nascono dalla condivisione dei valori. Parafrasandolo, e provando a interpretare la realtà attraverso i miei occhi di manager di lungo corso, io sostengo che è solo dalla condivisione dei valori che nasce il vero business duraturo. Cioè un’attività che coniuga social impact e business impact. Un sogno anche questo. Che però può diventare realtà.