Posted On 22 ottobre 2015 By In Sustainability With 533 Views

Multe salate per chi, dal primo ottobre, non rispetta l’ambiente

Il Comune di Parigi dichiara guerra ai piccoli gesti di inciviltà. Dal primo ottobre, infatti, chi getta per terra una gomma da masticare, ma anche una cicca di sigaretta o un pezzo di carta, sarà punito con una multa di 68 euro.

L’amministrazione parigina ha infatti deciso di rincarare le sanzioni, già previste ma limitate finora a 35 euro. Secondo quanto riporta Le Parisien, nel 2014 sono state fatte più di 25.000 contravvenzioni da parte di un centinaio di ispettori sanitari. Attualmente, questi ispettori stanno distribuendo multe false per educare i cittadini alla nuova misura. Per quanto riguarda i mozziconi di sigaretta, il quotidiano ricorda che nelle strade di Parigi sono stati piazzati più di 30mila bidoni per i rifiuti dotati di portacenere e sono stati distribuiti nel periodo estivo più di 15mila posacenere portatili. Ogni anno, infatti, nella sola Parigi vengono raccolte oltre 350 tonnellate di mozziconi.

E in Italia? Dal primo luglio è vietato anche da noi gettare per terra gomme da masticare e cicche di sigaretta, con multe che variano da 30 a 150 euro, secondo quanto previsto dal “ddl Green Economy” collegato alla Legge di Stabilità 2014. Ma nelle nostre città è molto più raro incontrare un vigile che infligga una multa al cittadino incivile. Né sono state fatte campagne pubbliche ad hoc per sensibilizzare la popolazione.

I costi per ripulire le strade dalle gomme. Sebbene sia stato ingiustamente trascurato, il problema dell’inquinamento da “cicche” è reale. Basti citare un po’ di numeri. Secondo l’Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori), in Italia rimuovere 1 gomma da masticare dall’asfalto costa 1 euro e il tempo richiesto dall’operazione è pari a 2 minuti.

Cinque anni invece è il tempo di smaltimento effettivo per quella maleducazione sputata dalla bocca di molta gente che diventa una macchia nera sui marciapiedi. “In Italia si consumano circa 23mila tonnellate di gomme da masticare – spiega Primo Mastrantoni, segretario Aduc – se tutti gettassero per terra la gomma il costo per raccoglierla arriverebbe alla iperbolica cifra di 23 miliardi di euro che, ovviamente, non si spendono per la semplice ragione che fortunatamente non tutti i consumatori gettano la gomma per terra e, soprattutto, perché i Comuni non si sognano di raccoglierle. Il solo Comune di Roma, è stato calcolato, se avesse intenzione di ripulire strade e marciapiedi dalle gomme spenderebbe circa 5 milioni di euro l’anno”.

All’estero qualcuno le toglie dalle strade, ma a costi davvero esorbitanti. In Irlanda, il prezzo varia dai 3 ai 20 euro a metro quadro. In Gran Bretagna, si spendono oltre 180 milioni di sterline (circa 240 milioni di euro) all’anno di disinfettanti e sostanze chimiche per l’eliminazione delle gomme, nella sola Londra 10 milioni di sterline (13 milioni di euro). Mentre in Germania, la rimozione pesa per ben 900 milioni di euro sulle casse comuni.

Per quanto riguarda i mozziconi di sigaretta, uno studio di Enea e Ausl di Bologna mette in evidenza il potenziale inquinante delle cicche sul territorio italiano. La valutazione si basa sul numero di fumatori (13 milioni), il numero medio di sigarette fumate da ciascuno (15 sigarette al giorno), i quantitativi di alcuni agenti chimici presenti in ogni cicca e il numero complessivo di cicche immesse in ambiente ogni anno (72 miliardi di cicche/anno). Tenuto conto del potere filtrante dell’acetato di cellulosa (di cui è composto il filtro) la ricerca valuta che il carico nocivo immesso nell’ambiente è pari a 324 tonnellate di nicotina, 1872 milioni di Bq (Becquerel, l’unità di misura delle sostanze radioattive) di polonio-210, 1800 tonnellate di composti organici volatili, 21,6 tonnellate di gas tossici, 1440 tonnellate di catrame e condensato, 12240 tonnellate di acetato di cellulosa.

Si stima che a Roma ci sia una produzione giornaliera di circa 11 milioni di cicche, pari a circa 4 miliardi l’anno. Una quota consistente di queste, circa il 50%, viene abbandonata in modo illecito sulle strade della città. A tenere testa alla Capitale nel triste primato dei mozziconi a terra c’è Milano, che è una città con un’alta concentrazione di fumatori, dai 250 ai 300mila. Considerando che almeno 250mila fuma almeno 15 sigarette al giorno, significa che ogni 24 ore si producono 3 milioni 750 mila mozziconi. Di questi, almeno i due terzi finiscono sui marciapiedi, lungo le strade, sulle aiuole spartitraffico. E quindi abbiamo 2 milioni 500mila cicche al giorno che contaminano l’ambiente. Facendo due conti, in un mese nella sola Milano i mozziconi dispersi per strada sono 75 milioni, che diventano più di 900 milioni in un anno.

Prima del collegato ambientale alla Legge di Stabilità, in Italia non esistevano norme nazionali per contrastare il problema delle “cicche”. La raccolta e lo smaltimento di questo rifiuto tossico era affidato unicamente alla buona volontà delle amministrazioni locali. E così a Pollica, piccolo paese del Cilento in provincia di Salerno, la multa arrivava addirittura a 1.000 euro. A Trento la sanzione era di 500 euro, a Firenze, si pagavano 150 euro, a Parma 300, a Milano 450, a Lucca dai 30 ai 150 euro, a Ferrara 100. Ora tutti i comuni dovranno uniformarsi alla legge nazionale, in base al principio del “favor rei”, ossia l’applicazione “della pena più favorevole a chi commette una violazione”.

Per arginare il fenomeno dell’abbandono per strada dei mozziconi, c’è anche chi  ha pensato a soluzioni originali. È il caso dell’inventore romano Alessio Bertollini, 41 anni, che ha  brevettato un innovativo pacchetto-contenitore, delle stesse dimensioni di una normale confezione di sigarette, ma dotato di celle singole che permettono di inserire il mozzicone in maniera igienica e sicura nello spazio liberato dalla sigaretta appena fumata. Bertollini non ha trascurato le gomme, progettando una scatolina di cartone dotata di una geniale novità: una taschina contenente piccoli foglietti di carta in cui avvolgere i chewing-gum masticati prima di gettarli.

[Source: GoGreen Newsletter]