Posted On 29 aprile 2016 By In Sustainability With 596 Views

Un italiano su tre non è attento ai consumi dell’acqua

Lo scorso mese, in occasione della giornata mondiale dell’acqua istituita dall’ONU, l’Istat ha presentato una panoramica sui consumi, con gli ultimi dati statistici.

Il 2010 è stato l’anno più piovoso del periodo 2001-2014 (996,4 mm) mentre il 2007 è quello in cui è piovuto di meno (553,0 mm). Tra il 2001 e il 2014 la precipitazione totale media annua nei comuni capoluogo di regione è stata di 740,8 mm, l’1,1% in meno rispetto al valore climatico relativo al periodo 1971-2000.

I giorni piovosi, con almeno 1 mm di precipitazione, nel periodo in questione, sono stati mediamente 80 l’anno, sostanzialmente stabili rispetto al 1971-2000.

Ha piovuto di più a Trento (115 giorni di pioggia), mentre la città più “secca” è stata Cagliari, con 57 giorni di pioggia. In media, si sono registrati 12 giorni di pioggia in meno a Milano, 8 in più a Palermo.

I giorni di precipitazione “molto intensa” (con almeno 20 mm) sono stati in media 9, in linea col dato climatico. Il maggior numero di giorni di precipitazione intensa si è registrato a Genova (17) e il minore a Cagliari (3). I giorni di precipitazione “estremamente intensa” (con almeno 50 mm) si verificano, in media, un giorno all’anno senza particolari differenze nel confronto col valore climatico.
Fa eccezione Genova che ha registrato il valore più alto dell’indicatore, in media pari a 3 giorni l’anno: nel capoluogo ligure ci sono stati 9 giorni di precipitazione estremamente intensa nel 2014. I giorni consecutivi senza pioggia sono stati mediamente 25, con un massimo di 31 a Palermo.

Nel 2015, l’erogazione dell’acqua nelle abitazioni viene indicata come irregolare dal 9,2% delle famiglie italiane, percentuale in leggero aumento rispetto al 2014 (8,7%). Il problema è avvertito soprattutto dalle famiglie residenti nelle isole e al sud, con il maggior disagio lamentato in Calabria (37,7%), Sicilia (24,1%) e Sardegna (21,1%).

Il volume di acqua erogata agli utenti delle reti di distribuzione dell’acqua potabile è di 5,2 miliardi di metri cubi nel 2012, che corrisponde a un consumo giornaliero di 241 litri per abitante, 12 litri al giorno in meno rispetto all’ultimo dato censito nel 2008. L’erogazione dell’acqua ad uso potabile è in sostanza eterogenea sul territorio italiano: con 280 litri per abitante al giorno, il nord ovest è la ripartizione territoriale in cui è maggiore l’erogazione di acqua potabile pro capite. Ai residenti delle isole vengono erogati giornalmente 210 litri per abitante; mentre, fra le regioni, Toscana e Puglia presentano il valore più basso, di poco inferiore ai 200 litri per abitante.

La scarsa fiducia a bere acqua di rubinetto continua a essere un fenomeno abbastanza diffuso tra le famiglie italiane, anche nel 2015: tre famiglie su dieci (30%), poco meno di una su tre, hanno manifestato questa preoccupazione, contro il 28% dell’anno precedente e in controtendenza rispetto al trend registrato negli ultimi anni. La quota più bassa di famiglie che non si fidano a bere acqua di rubinetto si registra al nord est, la più alta nelle isole (52,3%). A livello regionale, la sfiducia è molto elevata in Sardegna (60,3%), Calabria (49,4%) e Sicilia (49,4%).

Non sempre, però, si è attenti ai consumi. Un italiano su tre non fa attenzione agli sprechi, semplicemente non ci fa caso. Il dato emerge da uno studio di In a bottle (www.inabottle.it) condotto sempre in occasione della giornata mondiale dell’acqua su circa 1300 italiani, uomini e donne di età compresa tra i 20 e i 55 anni di età. Ad essere molto attento è solo il 13% mentre un italiano su 2 (51%) presta poca attenzione o nulla. Dall’igiene alla cura delle piante, l’ignoranza sul risparmio idrico tocca tutti gli ambiti possibili e immaginabili. In bagno, ad esempio, ci si affida più alla comodità e non sul consumo d’acqua.

A cura di [GoGreen]