Posted On 8 gennaio 2016 By In Technology With 539 Views

Anche gli oggetti hanno un’anima

A volte, per godersi di più la vita, basta organizzarsi.

I nostri oggetti possono venirci in aiuto per gestire meglio il nostro tempo. Come? Con Letlife, l’applicazione creata da AD2014 che consente di dare un’anima digitale alle proprie cose così da poterle avere sempre nel proprio smartphone e comunicare con loro.
L’automobile, la cassaforte, la borsetta, l’elettrodomestico, la collezione di fumetti, l’animale domestico, i ricordi di famiglia: con LetLife le cose a cui teniamo ci parlano.
 Serve un promemoria che ricordi di pagare il bollo dell’automobile? Grazie a LetLife l’anima digitale ci ricorda le scadenze del bollo e dell’assicurazione, suggerisce dove si trovano il gommista più vicino, il carrozziere più conveniente, il rivenditore di pezzi di ricambio più comodo.
Si possiede un cane, un gatto o un altro animale domestico? Con l’app si può generare la sua anima digitale dentro la quale custodire il numero di telefono del veterinario, le date in cui fare le vaccinazioni, tutte le informazioni utili legate alla sua vita e anche le fotografie di quando era cucciolo, e quelle dei più bei momenti trascorsi insieme, per rivivere ricordi ed emozioni, come in un flashback.
L’anima digitale rappresenta dunque un luogo privato e inaccessibile in cui ognuno può inserire tutti i dati più segreti: dalle password del bancomat al codice della cassaforte. Tutto sarà sempre al sicuro.
Scansionando il lifecode, inoltre, si può dare un’anima digitale agli oggetti a mano a mano che si acquistano. Così le aziende produttrici ci potranno inviare informazioni, aggiornamenti, suggerimenti d’uso e proposte commerciali.
Tutti gli accessori che interagiscono con l’utente nel mondo dell’Internet of Things sono dotati al loro interno di un chip. LetLife invece ha deciso di eliminare ogni sorta di hardware dagli oggetti. Mettendo in rete qualsiasi cosa appartenga alla vita di ciascuno, dalle opere d’arte ai gioielli, dai mobili della casa alle automobili, punta a trainare il mondo dell’Internet of things verso un nuovo scenario: l’“Internet for everything”. L’orizzonte in cui i chip sono sostituiti da un codice, frutto di algoritmo proprietario, che identifica in modo univoco e incontraffabile gli oggetti. Una vera e propria rivoluzione.