Posted On 1 aprile 2016 By In Technology With 643 Views

Come cambia il lavoro

Viene definito agile perché la prestazione effettuata dai lavoratori dipendenti si svolge fuori dai locali aziendali, soprattutto da casa. Al via una nuova modalità di lavoro…

È in dirittura d’arrivo una legge collegata al DDL Stabilità che, in nove articoli, dovrebbe disciplinare le prestazioni degli smart workers.
In realtà, nel nostro Paese sono oltre 100 mila i dipendenti che applicano una sorta di smart working nell’informatica, nelle banche e nel manifatturiero.

Nel 2015, il 17 % delle grandi imprese ha messo a punto progetti di Smart Working (nel 2014 era l’8 %). E un’impresa su due ha adottato iniziative tese a creare maggiore flessibilità: orari e spazi di lavoro, supporti tecnologici, revisione del layout degli uffici o interventi sugli stili di leadership.

Il tratto distintivo dello smart working è che il dipendente non viene valutato per il numero di ore che mette a disposizione dell’azienda, ma per i risultati che è in grado di garantire. Di conseguenza, al datore di lavoro non interessa più quando si timbra il cartellino, ma se a fine mese il lavoratore ha raggiunto obiettivi.

Gli strumenti tecnologici più utilizzati per abilitare lo smart working sono device mobili e i sistemi di social collaboration. Tra le funzioni aziendali predisposte ad avviare sperimentazioni e progetti pilota spiccano ICT, acquisti e amministrazione. A opporsi, invece, sono i dirigenti di livello intermedio che temono di perdere ruolo e identità non avendo più personale in ufficio da controllare in modo diretto. Quindi, per fare davvero Smart Working bisogna rivoluzionare cultura e modelli organizzativi.

Per i dipendenti il lavoro intelligente fa risparmiare il tempo che solitamente si impiega nei trasferimenti casa-ufficio ed è più semplice far fronte a imprevisti o incombenze familiari. Una ricerca dell’università la Sapienza di Roma sul lavoro smart di 42 dipendenti del Comune di Torino ha evidenziato due effetti da non trascurare. L’effetto Stackanov: i lavoratori agili sono talmente preoccupati di dimostrare la loro produttività che spesso lavorano ben oltre le richieste dell’impresa. E l’effetto “Nido”: che ha investito soprattutto le donne le quali si caricano di ulteriori incombenze familiari, trasformando la loro giornata in un inferno.

Per le aziende, in termini di economie e produttività ci sono vantaggi non indifferenti: dai buoni pasto a permessi e giorni di malattia che si riducono, perché chi lavora da casa ne chiede meno. Anche gli spazi si riducono: quando in media il 20 per cento del personale a rotazione è a casa, può rimpicciolire gli uffici e quindi c’è un risparmio su affitti, riscaldamento e luce.