Posted On 10 marzo 2016 By In Technology With 553 Views

Le minacce tecnologiche del XXI secolo

Lo sapete qual è la minaccia digitale più temuta dalle aziende? Sono senza dubbio i malware, cioè quei programmi progettati ad hoc per creare dei danni al computer o ai dati che vi sono custoditi all’interno.

Questo è quanto emerge dal “Business Survey sulla Cybersecurity”, ovvero uno studio condotto da una società leader nella sicurezza informatica con sede a Bratislava ovvero la ESET che in questo sondaggio ha coinvolto dipendenti di 1700 imprese sparse tra Europa, Medio Oriente e Africa.
Secondo ESET tra le minacce digitali non ci sono solo i malaware ma trovano spazio anche altre forme di imperfezioni/insidie informatiche tra cui troviamo truffe, phishing e social engineering, ovvero la capacità dei cyber malintenzionati di utilizzare le proprie abilità di persuasione per ingannare altre persone. Un altro grosso limite è senza dubbio la vulnerabilità dei software e dei sistemi operativi di aziende/uffici e di privati.
A tal proposito è interessante soffermarsi sui numeri di questo fenomeno. È intrigante sapere che nel 2015 il 79% degli intervistati ha dovuto affrontare almeno una problematica legata alla cybesecurity. Le insidie arrivano precisamente per il 59% dei casi da malware, la cui insidia dilaga sotto forma di ransomware che non è altro che un malware che minaccia l’utente, chiedendo generalmente denaro o informazioni. Nel 38% dei casi le insidie si identificano in social engineering, truffe e phishing per terminare nello sfruttamento delle vulnerabilità e degli attacchi DDos in cui gli aggressori mettono in piedi un network di computer per fare ripetute richieste a un singolo dispositivo, in modo da provocarne il rallentamento o da mandarlo ko. L’obiettivo principale adesso è quindi quello di sensibilizzare tutti gli utilizzatori di pc, smartphone e Tablet sull’importanza di questa nuova forma di insidia. Adesso infatti non si truffa più solamente scassinando porte e finestre ma anche e soprattutto tramite reti informatiche.
Dai numeri di questo sondaggio si evince come i criminali sul web non si fermano anzi diventano sempre di più aumentando giorno dopo giorno i loro colpi in rete, sfruttando le modalità a volte lacunose con cui le organizzazioni imprenditoriali si proteggono.
Attualmente le soluzioni più sfruttate sono gli antivirus (91%), seguiti da firewall (85%) e backup (77%). Molto comuni sono anche gli antispam e l’autenticazione degli utenti on-line. Quello che impressiona negativamente e invece sapere che Tablet e smartphone, ovvero gli strumenti più acquistati ed utilizzati negli ultimi 5 anni  – contenitori in molti casi di parecchi dati sensibili, sono attualmente molto vulnerabili e possono facilmente veicolare infezioni e malware che possono portare alla tragica perdita di tutti i nostri dati (documenti, rubrica, foto ecc.).