Posted On 22 settembre 2016 By In Srm, Top 5 With 685 Views

Le conseguenze del fallimento di Hanjin in ambito procurement e supply chain

È notizia recente quella della bancarotta di una tra le più grandi compagnie di trasporto marittimo: mercoledì 7 settembre la Hanjin Shipping, prima compagnia di trasporto di container della Corea del Sud, e settima a livello mondiale, ha dichiarato fallimento. È immaginabile il caos che si è creato in questi giorni nei porti internazionali di tutto il mondo – perché le implicazioni non riguardano ovviamente solo la Corea del Sud – e i disagi e le preoccupazioni che coinvolgono i diversi attori protagonisti del mercato globale delle spedizioni e scambio merci.

Ma quali saranno le conseguenze del crollo di Hanjin sulle spedizioni? Si preannuncia una crisi dell’intero sistema di trasporti marittimi? E soprattutto in che misura saranno colpiti gli stakeholder coinvolti nella filiera del trasporto marittimo?

Ritardi e conseguenze non solo per shipper Hanjin

Innanzitutto, è bene chiarire che il trasporto merci è una delle principali attività dell’economia globale e che il 95% dei trasporti avviene per mare. Ne consegue logicamente che se la nutrita flotta di 141 navi portacontainer della Hanjin viene improvvisamente a mancare – di fatto negli scorsi giorni le navi della compagnia non sono state autorizzate ad attraccare in quasi tutti i porti – a risentirne sono sia i brand che fino ad oggi si serviti di Hanjin per le proprie spedizioni, sia altri shipper conseguentemente coinvolti nel congestionamento e nei ritardi della rete marittima. Basti pensare ai marchi occidentali che hanno case di produzione in Cina e nel Sud Est Asiatico o al trasporto di materie prime e derrate agricole: merce che non arriva a destinazione, ritardi nelle spedizioni, consegne cancellate.

È dunque più chiaro come questo evento colpisca le aziende e i processi di procurement con gravi conseguenze sulla filiera produttiva. Per far fronte a simili situazioni diventa fondamentale per le aziende, di qualsiasi settore, avere delle forti divisioni di logistica e supply chain che rivestono una posizione di primo piano tra le priorità dell’organizzazione.

Molto importante in questi casi è anche il continuo aggiornamento del database dei fornitori e il loro monitoraggio a più livelli di gerarchia, per poter eventualmente intervenire in tempi brevi nella sostituzione di fornitori di qualità.

Infine, occorre curare con attenzione la comunicazione interna – ma anche esterna – e le relazioni con tutti i nodi della filiera produttiva. Una comunicazione efficiente permette di allineare tutta l’azienda al momento di crisi e di coordinarne il lavoro ottimizzando i tempi.

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Opportunità nel mercato marittimo globale

A fronte di una crisi di tale portata, occorre prendere provvedimenti immediati per far fronte per esempio alla diminuzione della disponibilità di spazio: se per la spedizione di container non è più possibile contare sulle grandi navi Hanjin, è necessario ripiegare su altre compagnie che coprano le medesime tratte. Ed ecco che per la Hyundai Merchant Marine, gruppo sud-coreano che copre parte delle rotte di Hanjin, si presenta l’opportunità di  mettere a disposizioni più portacontainer, di fatto ampliando la propria flotta navi. La Hyundai Merchant Marine ha messo a disposizione nell’immediato tredici navi, ma si vocifera della possibilità di acquisizione o fusione con la Hanjin.

Altra opportunità che ne deriva, sempre per le compagnie marittime, è la possibilità di aumentare le tariffe dei noli: a fronte del carico disponibile in eccesso rispetto alla scarsità di spazio, le spese di nolo dalla Corea del Sud verso gli Stati Uniti sono salite del 50%. In questo modo molte compagnie vedono uno spiraglio per riprendersi dalle perdite dovute al crollo dei noli di qualche mese fa.

Senza contare infine, che molte navi portacontainer della Hanjin potrebbero essere vendute, o svendute, ad altre compagnie marittime.

Tutto questo, oltre che portarci ad interrogarci sulla solidità e l’efficienza del sistema di spedizioni marittimo, mette in evidenza l’importanza per qualsiasi azienda di avere una divisione Procurement ben strutturata a tutti i livelli della filiera produttiva. Essenziale per far fronte a eventuali imprevisti che, seppur apparentemente non riguardano il proprio core business, potrebbero causare serie problematiche aziendali. È nel momento di crisi che le realtà ben organizzate e preparate a intervenire nell’immediato si differenziano tra le altre, trasformando una criticità in opportunità.

 

 

 

 

Fonti: blomberg, internazionale, sole24ore