Posted On 21 novembre 2018 By In Top 5 With 43 Views

Sustainable Fashion 2018 – time is now!

sustainable fashion

The Procurement Magazine è stato media partner del convegno organizzato da SC Italia in Assolombarda

«Negli ultimi anni si è dimostrato che la sostenibilità ha un fondamento non solo etico, ma anche economico e che vi è una diretta correlazione tra una buona governance aziendale e i risultati di lungo periodo per gli azionisti. La sostenibilità implica scelte fondamentali per il business, decisioni impegnative che tuttavia alcune aziende leader hanno già affrontato.

Ora, anche per le aziende di dimensioni minori, è arrivato il momento per agire con determinazione. Siamo convinti che il tema della sostenibilità nella catena di fornitura, pur avendo molti tratti comuni, possa essere meglio affrontato per settori e abbiamo deciso di iniziare questo cammino con quello della moda per l’importanza che riveste nel sistema Italia».

Così Paolo Zaza, socio fondatore di SC Italia e Country Manager di CIPS Italy, ha aperto i lavori della prima edizione del Sustainable Fashion 2019.

Il convegno si è tenuto in Assolombarda, la sede di Confindustria di Milano Monza e Brianza.

Il settore della moda è stato ben rappresentato da Kering, LVMH e Luxottica, i primi tre gruppi al mondo per capitalizzazione, mentre quello delle tecnologie per la sostenibilità da CIPS e IBM, due grandi leader storici, e da Ecovadis, un’azienda più giovane, ma in fortissima crescita.

Il fatto che dei 103 partecipanti il 28% fosse composto da rappresentanti dell’alta direzione (board members, Ceo e Direttori generali) è indicativo dell’interesse che questo tema ha iniziato a rivestire per il massimo livello decisionale delle organizzazioni.

La sostenibilità in azienda ha fatto negli ultimi tre anni passi da gigante. Oggi fare Company Social Responsibility (CSR) non significa più promuovere singole iniziative filantropiche spinti da una sensibilità personale a certe tematiche, ma implica un approccio a 360 gradi con attenzione agli aspetti patrimoniali legati al valore reputazionale del brand. Il prossimo passo sarà quello di mettere la sostenibilità a fondamento delle proprie strategie di business, per conquistare un vantaggio competitivo e diventare leader di sostenibilità nella propria filiera.

Secondo questo nuovo approccio, denominato Company Social Leadership (CSL), i responsabili di business sono coinvolti in prima linea nell’individuare opportunità e prendere decisioni. L’area operativa si allarga, non limitandosi al coinvolgimento di persone, processi e progetti interni all’azienda, ma estendendosi all’esterno, con il coinvolgimento della sua catena di fornitura.

Dopo il discorso di benvenuto di Alessandro Turetta, Presidente del Club TI e Presidente e Ceo di Nexid, che ha presentato il Club TI sottolineando come la sua missione sia anche quella di promuovere occasioni formative su tematiche di digital transformation, la parola è passata a Massimo Bergamin, Industrial operations & corporate Italy security director di Kering.

Nel suo intervento il manager ha illustrato l’evoluzione avvenuta in Kering nella gestione della sostenibilità e nella difesa del valore reputazionale del marchio, con riferimento alla catena dei fornitori. Inizialmente, Bergamin ha posto l’enfasi sul grande valore economico della reputazione per un’azienda. Lui, in particolare, ha iniziato a sviluppare una metodologia per gestire la sostenibilità nella catena di fornitura in Bottega Veneta, azienda del Gruppo Kering. Gli ottimi risultati ottenuti hanno fatto sì che nel 2015 gli sia stata estesa la responsabilità a tutte le attività del gruppo.

La situazione di partenza di Kering era caratterizzata da:

  • processi di selezione e valutazione della sostenibilità dei fornitori indipendenti per ogni brand;
  • scarsa condivisione delle informazioni sulla sostenibilità tra i brand del gruppo;
  • poca sinergia negli

Partendo, quindi, da una situazione di forte autonomia dei vari brand, Kering si è data obiettivi comuni, ha definito criteri standard di selezione dei fornitori, stabilito le responsabilità, definito le procedure di controllo, i principi di escalation e i target dei sistemi informativi. Ha quindi messo in atto una trasformazione, sia dal punto di vista della gestione dei processi che dell’allineamento dei sistemi informativi di supporto, che oltre a portare molta efficienza ha consentito un incremento quasi esponenziale del numero dei fornitori gestiti in ottica sostenibile.

In seguito, ha preso la parola Stefano Orsini, Group risk, compliance and asset protection director di Luxottica Group, che ha illustrato l’approccio integrato del gruppo per la prevenzione dei rischi reputazionali, di business interruption e di contraffazione e le nuove tecnologie in fase di introduzione per migliorare la tracciabilità dei prodotti.

Orsini ha spiegato come il Gruppo Luxottica abbia intrapreso da anni un percorso di enterprise risk management che, partendo dalla individuazione e valutazione dei rischi, si è focalizzato nella gestione di alcuni di essi in via prioritaria. Relativamente alla BI (business interruption), la continua ricerca di efficienza e rapidità ha accresciuto negli anni la rilevanza e l’attenzione a questo tema. Il commercio digitale ad esempio, e la dipendenza da servizi IT sempre più interconnessi e centralizzati non solo hanno reso più ampie e rilevanti eventuali interruzioni, ma hanno portato eventuali impatti direttamente al consumatore finale con conseguenti riflessi anche reputazionali. A proposito di contraffazione, il manager ha spiegato come, grazie allo sfruttamento di nuove tecnologie, sia oggi possibile per l’azienda identificare e tracciare larga parte dei prodotti commercializzati. La tecnologia, unita a un esteso e intenso programma di mistery shopping, ha consentito e consente di contrastare con buoni risultati quelle forme di falso più insidiose: il prodotto venduto a prezzi elevati e in contesti idonei a ingannare i consumatori.

La serata è proseguita con l’intervento di David Bagnara, Group purchasing director di Loro Piana (gruppo LVMH) sulla trasformazione che hanno realizzato sia in termini di cambiamento strutturale che di processi, oltre che di organizzazione e di strumenti IT. Ad ottobre è stata messa in linea una nuova piattaforma, il “Loro Piana Official Suppliers Portal”, che permette di gestire in maniera integrata tutti gli aspetti della qualifica e della performance del fornitore. Nella balanced scored card vengono valutati anche gli score relativi alla Corporate Social Responsibility, come l’adesione al codice etico e il rispetto delle linee guida sulla sostenibilità stabilite dal Gruppo LVMH, oltre ai tradizionali KPI relativi a qualità, servizio e solidità finanziaria e patrimoniale.

Successivamente ha preso il via la seconda parte del meeting e la parola è passata ad aziende leader nelle soluzioni per la sostenibilità basate sulla digital transformation.

Fabio Malosio (Blockchain solution leader di IBM Italia) e Ascanio Baldeschi (consigliere ClubTI di Milano e specialista di blockchain) hanno parlato di blockchain e trasparenza come vantaggio competitivo per la sostenibilità.

Si è visto come la tale tecnologia garantisca valori fondamentali in relazione alla sostenibilità, quali: trasparenza, immutabilità, certificazione della provenienza – in una sola parola, trust (fiducia).

Blockchain permette di tracciare sia la storia, intesa come susseguirsi di eventi che riguardano un bene (asset) seguito nel corso del proprio ciclo di vita, sia i dati che lo rappresentano e i documenti che ne certificano la sostenibilità.

Oltre al concetto di sostenibilità si è anche discusso di come la tecnologia blockchain possa essere efficacemente utilizzata nei campi dell’anticontraffazione, della tutela di un brand o, meglio ancora, nella tutela del Made in Italy.

A seguire, Julien Carboni, Business development executive di Ecovadis, ha illustrato come trasformare il rischio in opportunità grazie al portale di gestione e rating dei fornitori di Ecovadis.

Negli ultimi dieci anni, l’importanza dello sviluppo sostenibile è cresciuta considerevolmente. La diversità, i diritti umani, l’etica e la protezione ambientale sono diventati temi molto importanti per la maggior parte delle aziende, compresi i dipartimenti per gli appalti pubblici. Il ruolo del Direttore acquisti è cambiato, le organizzazioni si affidano all’approvvigionamento per generare valore oltre che per conseguire un’ottimizzazione in termini di qualità, costi e tempo.

Sebbene lo sviluppo sostenibile sia stato considerato in passato (e in molte aziende anche nel presente) come un “costo”, oggi è indiscutibile come esso sia un elemento essenziale per la crescita e la continuità del business. Investire in programmi di CSR correttamente implementati migliora i risultati finanziari, attenua i rischi reputazionali, migliora l’innovazione e aiuta ad attrarre e trattenere i migliori talenti in tema di risorse umane. La CSR è però spesso percepita come un argomento complesso, con molti standard e regole conosciute solo da pochi addetti ai lavori. Nell’ultimo decennio, con l’intento di semplificare e rendere più fruibile l’approccio alla CSR in relazione alla supply chain, EcoVadis ha sviluppato un sistema in grado di mappare migliaia di fornitori, misurare il rischio e le buone prestazioni e definire obiettivi per incoraggiare i miglioramenti della CSR da parte degli stessi fornitori. Una situazione vantaggiosa per tutti. In sintesi, EcoVadis è uno strumento affidabile per la valutazione della sostenibilità dei fornitori, grazie a una piattaforma collaborativa che collega oltre 300 aziende e quasi 50mila fornitori in 150 paesi, per aiutare l’ufficio acquisti non solo nella gestione dei rischi, ma anche nel miglioramento delle prestazioni della sua catena di approvvigionamento.

Infine, Justin Calver e Paolo Zaza hanno presentato CIPS e il suo ruolo nel promuovere la sostenibilità e hanno approfondito il concetto di CSL (Company Social Leadership). Hanno anche presentato il “Cammino della CSL”, un programma sviluppato da SC Italia con CIPS per supportare in modo veloce ed efficace le aziende verso una gestione sostenibile dei propri fornitori, ricavandone un vantaggio competitivo che si traduce anche in un migliore ritorno economico per gli azionisti. La soluzione è molto pratica e prevede dieci passi che partono dallo stakeholder engagement per poi passare al miglioramento strutturale della funzione acquisti (passi 2, 3, 4, 5 e 6), al rating dei fornitori, alla definizione dei piani di categoria, alla selezione e gestione dei fornitori in ottica CSL, alla certificazione della funzione acquisti. Il cammino è modulare e le tempistiche di realizzazione si adattano alle esigenze di ogni singola azienda.

Nella terza parte della serata le aziende specializzate in soluzioni per la sostenibilità hanno guidato tre focus group paralleli, che hanno consentito al pubblico di approfondire maggiormente i seguenti temi:

  • Fabio Malosio (IBM) ha parlato della soluzione di IBM per usare blockchain per ottenere maggiore trasparenza, che si traduce in vantaggio competitivo e sostenibilità.

Per maggiori informazioni potete chiederci la presentazione o scrivere a fabio_malosio@it.ibm.com

  • Julien Carboni, Nicolas Dusset (Senior sales manager di Ecovadis) e Camille Messer (Senior client success manager) hanno guidato un workshop su supply chain sustainability “Beyond the Audit”, presentando attraverso l’analisi di casi concreti i servizi di

Per maggiori informazioni potete chiederci la presentazione o scrivere a jcarboni@ecovadis.com.

  • Paolo Zaza ha descritto in maggior dettaglio i passi del “Cammino della CSL”. Will Beattie (Head of international business development di CIPS ha presentato “The Future of Procurement and Supply Management”, uno studio condotto con le Università di Liverpool e di Birmingham su come sarà tra 15 anni la professione del buyer. Sono stati evidenziati due scenari. Nel primo, definito dei Titani, i “Tech Titans” (Amazon, Facebook, Apple, Google, Microsoft) usando la digital transformation avranno automatizzato la maggior parte delle attività transazionali, creando grandi efficienze e concentrando tanto potere da poter aggirare le regole di sostenibilità definite dai singoli paesi. Il secondo scenario, definito “Networked”, riflette un contesto caratterizzato da una minore concentrazione di potere di mercato. In questo scenario prevarrà la capacità di creare relazioni strategiche tra le organizzazioni e la sostenibilità sarà un fattore determinante.

Per maggiori informazioni potete chiederci la presentazione o scrivere a paolo.zaza@scitalia.net.

La serata si è conclusa con un piacevole cocktail, creando un’ottima occasione di networking.

 

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