Nel cuore della transizione ecologica globale, l’agricoltura rigenerativa si sta affermando come una delle leve più promettenti per coniugare produttività, resilienza climatica e tutela degli ecosistemi. Sempre più aziende del settore alimentare stanno passando dalle dichiarazioni d’intenti ad azioni concrete, investendo direttamente nelle proprie filiere agricole. I progetti promossi da McDonald’s e General Mills rappresentano due esempi emblematici di questo cambiamento.
Rendere la sostenibilità una scelta praticabile per gli agricoltori
Uno dei principali ostacoli all’adozione dell’agricoltura rigenerativa è la percezione del rischio: nuovi metodi, investimenti iniziali, incertezza sui risultati. È proprio da questa consapevolezza che nasce Routes to Regen, un progetto sostenuto da McDonald’s insieme ad altri attori chiave del settore agroalimentare.
L’iniziativa è stata sviluppata all’interno del Sustainable Markets Initiative Agribusiness Hub, con un obiettivo chiaro: rendere l’agricoltura rigenerativa una scelta “ovvia”, accessibile e conveniente per gli agricoltori. Il progetto ha dato vita a un modello collaborativo che unisce supporto finanziario, assistenza tecnica, consulenza indipendente in campo e strumenti di condivisione del rischio tra aziende e produttori.
Nel 2025, il programma pilota ha coinvolto 100 aziende agricole nell’Est dell’Inghilterra. I risultati sono significativi: il 58% degli agricoltori partecipanti ha dichiarato di essere propenso a praticare un’agricoltura più rigenerativa, mentre l’82% ha indicato la collaborazione tra più aziende come fattore determinante nella decisione di aderire al progetto. Un segnale forte di come il lavoro di squadra possa abbattere le barriere al cambiamento.
Come sottolinea Keith Halstead, Executive Director del Royal Countryside Fund, Routes to Regen è stato progettato per semplificare un percorso che spesso appare complesso e scoraggiante, offrendo un unico programma integrato che rende la sostenibilità non solo raggiungibile, ma anche economicamente vantaggiosa.
McDonald’s e la resilienza delle filiere agricole
Il sostegno a Routes to Regen si inserisce in una strategia più ampia di McDonald’s, che da oltre vent’anni lavora a stretto contatto con il mondo agricolo. L’azienda ha sviluppato programmi dedicati al rafforzamento della resilienza degli agricoltori, collaborando con fornitori locali, università ed esperti per migliorare le performance ambientali lungo tutta la catena di approvvigionamento.
Investimenti in ricerca, formazione e innovazione permettono agli agricoltori di affrontare condizioni climatiche sempre più instabili e un contesto normativo in evoluzione. Come evidenziato da Beth Hart, Chief Sustainability & Social Impact Officer di McDonald’s, l’obiettivo è trasformare l’agricoltura rigenerativa da “salto nel buio” a scelta di business concreta e sostenibile nel lungo periodo.
General Mills e l’agricoltura rigenerativa su larga scala in Europa
Un approccio simile, ma declinato su un’altra filiera strategica, è quello di General Mills, che ha avviato un importante programma di agricoltura rigenerativa nella catena di fornitura del mais dolce Green Giant nel sud-ovest della Francia.
Il progetto coinvolge 250 aziende agricole situate entro 200 chilometri dallo stabilimento produttivo nella regione delle Landes, creando una filiera corta, integrata e più resiliente. In collaborazione con la cooperativa agricola Euralis, General Mills supporta gli agricoltori nel miglioramento della salute del suolo, nella gestione delle risorse idriche e nella produttività a lungo termine.
Il programma prevede supporto tecnico e finanziario mirato, tra cui il cofinanziamento delle colture di copertura per rigenerare i terreni e un percorso di formazione di 18 mesi per i tecnici agronomi, adattato alle specificità locali. L’obiettivo è ambizioso: accompagnare tutte le superfici coltivate a mais dolce Green Giant verso pratiche rigenerative entro il 2027.
Secondo Benjamin Duché, responsabile europeo per l’agricoltura rigenerativa di General Mills, il successo dell’iniziativa risiede nel mettere i produttori al centro, con strumenti pratici e una misurazione rigorosa dei progressi.
Dalla sperimentazione all’impatto sistemico
Sia Routes to Regen sia il programma Green Giant dimostrano che l’agricoltura rigenerativa può scalare solo attraverso partnership solide, condivisione del rischio e una visione di lungo periodo. Non si tratta più di progetti isolati, ma di modelli replicabili che rafforzano le filiere, migliorano la sicurezza degli approvvigionamenti e generano valore ambientale, sociale ed economico.
In un mondo segnato da instabilità climatica e pressioni crescenti sulle risorse naturali, queste iniziative mostrano come la sostenibilità non sia un costo da sostenere, ma un investimento strategico. E il futuro del cibo, sempre più, inizia dal suolo.

