Federmanager, la Federazione nazionale che rappresenta dirigenti e manager dell’industria e dei servizi, ha istituito una Commissione Nazionale sull’Intelligenza Artificiale con l’obiettivo di supportare il mondo manageriale nell’interpretazione e nel governo dell’impatto dell’AI sui modelli organizzativi, decisionali e di leadership. La Commissione, coordinata da Francesca Boccia, è impegnata nello sviluppo di strumenti, linee guida e riflessioni strategiche per accompagnare le imprese in un percorso di innovazione tecnologica consapevole, orientata al valore e coerente con i principi etici e normativi.

In questo contesto si inserisce la recente nomina di Stefano Attolico come componente della Commissione Nazionale sull’Intelligenza Artificiale di Federmanager.

Manager con una consolidata esperienza nei processi di procurement, nella trasformazione digitale e nei modelli data-driven, Attolico ha costruito il proprio percorso professionale lavorando sull’integrazione tra dati, tecnologia e governance dei processi di acquisto. Nel tempo si è occupato di innovazione organizzativa, digitalizzazione del procurement e sviluppo di modelli decisionali capaci di trasformare la funzione acquisti in una leva strategica per la creazione di valore. 

Il suo profilo porta all’interno della Commissione di Federmanager una visione fortemente orientata all’applicazione concreta dell’Intelligenza Artificiale, con particolare attenzione al ruolo dei dati, alla trasparenza dei processi e alla responsabilità manageriale nell’adozione delle nuove tecnologie.

 

 

Attolico ha partecipato all’ultima edizione del Procurement & Innovation Congress a Roma, e ha contribuito in passato alla nostra rivista con un articolo dal titolo ” Dal data lake alla governance dei dati: un nuovo mindset”.

 

 

 

 


A seguire, l’intervista esclusiva rilasciata da Stefano Attolico a The Procurement.

Quale contributo concreto pensi di portare ai lavori della Commissione, anche sulla base della tua esperienza sul campo?

Penso che il mio contributo possa essere orientato alle applicazioni di AI al procurement ed in particolare alla governance dei processi di procurement attraverso i dati, tema su cui, come ricorderai dalle precedenti interviste/interventi, ho maturato esperienza diretta. In particolare:

  • Approccio data-driven: promuovere l’adozione di modelli decisionali basati su analisi avanzate e Kpi, per garantire trasparenza e tracciabilità in tutte le fasi del ciclo di acquisto
  • Digitalizzazione dei processi: proporre soluzioni per automatizzare attività ripetitive (es. qualificazione fornitori, analisi clausole contrattuali), liberando risorse per attività strategiche
  • Integrazione ecosistemica: favorire la connessione tra unità aziendali e partner esterni, sfruttando piattaforme collaborative e sistemi di Business Intelligence per migliorare la resilienza della supply chain 

Questi elementi sono già stati sperimentati in iniziative come il modello di data driven procurement, che punta a trasformare la funzione acquisti in una leva strategica per la creazione di valore.

Come immagini il ruolo dell’intelligenza artificiale nel medio-lungo periodo: supporto operativo o leva di trasformazione dei modelli decisionali e di leadership?

L’intelligenza artificiale sarà, a mio avviso, entrambe le cose, ma con un impatto crescente come leva di trasformazione:

  • Supporto operativo: automazione intelligente di attività complesse, analisi predittiva e monitoraggio continuo, per ridurre errori e aumentare efficienza
  • Trasformazione strategica: evoluzione dei modelli decisionali verso logiche data-driven, con sistemi capaci di interpretare scenari complessi e proporre azioni basate su evidenze. Questo implica un cambiamento culturale nella leadership, che dovrà integrare competenze tecnologiche e capacità di governance etica 

Qual è la competenza chiave che manager e funzioni come il procurement devono iniziare a sviluppare oggi per affrontare questa evoluzione?

La competenza chiave è la data literacy, ovvero la capacità di:

  • Interpretare e utilizzare i dati per decisioni strategiche, andando oltre la logica, ad esempio, del semplice saving
  • Comprendere le tecnologie AI e i loro impatti sui processi, per governare il cambiamento in modo consapevole
  • Gestire la compliance normativa e i rischi associati all’uso di algoritmi, integrando aspetti etici e di sicurezza 

In parallelo, occorre sviluppare soft skill come pensiero critico e collaborazione interfunzionale, indispensabili per sfruttare appieno il potenziale delle soluzioni AI-driven nel procurement e nella leadership.

La nomina di Stefano Attolico nella Commissione Nazionale sull’Intelligenza Artificiale di Federmanager rappresenta un riconoscimento del valore di un approccio che mette al centro competenze, visione e responsabilità manageriale nell’adozione dell’AI. Un contributo che si inserisce pienamente nel dibattito su come l’innovazione tecnologica possa e debba essere guidata, governata e trasformata in opportunità concrete per le imprese. 

A Stefano va un grande in bocca al lupo da parte di tutta la community di The Procurement, con l’augurio di buon lavoro e di un percorso ricco di confronto, collaborazione e impatto reale sui modelli di leadership e di procurement del futuro.