L’intelligenza artificiale sta rivoluzionando il mondo del procurement, portando promesse di automazione, efficienza e decisioni più rapide e precise. Tuttavia, in un mercato affollato di provider e soluzioni emergenti, non è sempre facile distinguere tra ciò che è hype e ciò che porta davvero risultati concreti. Per i team di procurement, la sfida non è semplicemente adottare la tecnologia più avanzata, ma integrare soluzioni che creino valore reale e misurabile per l’organizzazione.

Nel podcast Art of Procurement intitolato “Separating AI Hype from Digital Procurement Value”, Andy Warzecha, Christopher Sawchuk e Rick Gardner di The Hackett Group affrontano proprio questa sfida, discutendo come il procurement possa distinguere tra il clamore mediatico e i benefici concreti dell’AI.

Dal confronto emerge che il vero valore non risiede nelle funzionalità più appariscenti o nelle promesse di marketing dei provider, ma nel modo in cui la tecnologia viene implementata e integrata nei processi aziendali. Chris Sawchuk sintetizza questo concetto con chiarezza:“Non si tratta solo di fornire tecnologia, ma di proporre soluzioni che generino reale valore. I provider hanno la responsabilità di garantire che implementazione e adozione funzionino, perché l’impatto è duraturo.”

Dove l’AI sta cambiando il procurement

L’intelligenza artificiale offre oggi applicazioni concrete che possono trasformare il lavoro dei team di procurement:

  • Assistenti virtuali per semplificare attività quotidiane e gestione dati

  • Guided buying, strumenti che supportano decisioni d’acquisto più informate e conformi alle policy

  • Supplier risk rating, che automatizzano valutazione e mitigazione dei rischi dei fornitori

  • Accounts payable automation, per velocizzare flussi contabili e ridurre errori

  • Smart coding, algoritmi intelligenti che sostituiscono regole fisse

  • Prevenzione delle frodi, rilevando comportamenti sospetti e potenziali rischi

Questi strumenti, se integrati correttamente, incrementano efficienza e performance, liberando i professionisti del procurement dalle attività operative più ripetitive per concentrarsi su strategie e decisioni ad alto valore.

Digital literacy e impatto sui team di procurement

L’adozione dell’AI non è solo una questione tecnologica: richiede competenze digitali specifiche e capacità organizzative adeguate. I relatori evidenziano come l’introduzione dell’AI possa avere un impatto significativo sui team di procurement nei prossimi cinque anni, influenzando non solo i ruoli operativi, ma anche le competenze richieste. Alcune attività potrebbero essere automatizzate, mentre nuove responsabilità legate all’analisi dei dati e alla gestione dei sistemi AI richiederanno riqualificazione e aggiornamento continuo del personale.

Bilanciare nuove capacità AI e integrazione nei processi

Un punto centrale emerso dal podcast riguarda il bilanciamento tra le nuove capacità offerte dall’AI e l’integrazione reale nei processi aziendali. Non basta introdurre strumenti sofisticati: per produrre valore, la tecnologia deve diventare parte integrante dei processi quotidiani, senza generare frammentazione o complicazioni aggiuntive.

Anche qui, il rischio è lasciarsi catturare dalle funzionalità più appariscenti o dalle promesse di “automazione totale”, perdendo di vista gli obiettivi fondamentali del procurement, come velocità, visibilità e controllo dei costi. Una valutazione consapevole delle soluzioni AI richiede di considerare quanto le nuove capacità rafforzino realmente i processi e gli obiettivi già esistenti.

In questo modo, l’AI può diventare uno strumento utile e coerente con la strategia dell’organizzazione, integrandosi nel flusso operativo senza creare nuove complessità.