Nella nuova puntata del podcast di Art of Procurement, il dibattito si concentra su un tema sempre più centrale per le organizzazioni globali: come sta cambiando il procurement in un contesto di forte instabilità, accelerazione tecnologica e crescente pressione sui costi.

Il confronto, intitolato “Procurement Under Pressure: Disruption, AI, and the New Operating Model”, analizza come le funzioni acquisti stiano evolvendo da ruoli prevalentemente operativi a veri e propri centri strategici di gestione del rischio e dell’innovazione.

Un contesto meno stabile, meno lineare

Le supply chain globali operano in uno scenario profondamente diverso rispetto al passato recente. Crisi geopolitiche, inflazione, instabilità energetica e fragilità logistiche hanno reso evidente il limite di un modello costruito quasi esclusivamente sull’efficienza.

Oggi le pressioni si sommano: volatilità dei mercati, rischio di interruzione delle forniture, complessità normativa ed Esg. In questo quadro, il procurement diventa sempre più una funzione esposta alle dinamiche strategiche dell’impresa, con un ruolo diretto nella continuità operativa.

AI: da automazione a decision making

L’intelligenza artificiale è già dentro i processi di acquisto, soprattutto su analisi predittiva, automazione e monitoraggio dei fornitori. Ma il punto non è tecnologico in senso stretto: è organizzativo. L’AI cambia la velocità e la qualità delle decisioni, spostando il procurement da una logica reattiva a una predittiva, in cui i dati diventano un elemento strutturale del processo decisionale. Non sostituisce il lavoro umano, ma ne modifica profondamente il ritmo.

Dal cost saving alla risk intelligence

Il cambiamento più rilevante è però nella logica di fondo della funzione. Il procurement sta passando dal controllo dei costi alla gestione del rischio, con un focus sempre più forte sulla resilienza.

Questo si traduce in una trasformazione concreta: diversificazione delle supply chain, rafforzamento delle relazioni con i fornitori, integrazione dei criteri Esg e maggiore capacità di identificare vulnerabilità prima che si trasformino in disruption. Il procurement non è più solo un centro di costo, ma un abilitatore della continuità aziendale.

Un modello operativo sempre più ibrido

Questa evoluzione si riflette anche nell’assetto organizzativo: il procurement si sta progressivamente integrando con finance, operations e sustainability, diventando una funzione più trasversale e connessa, mentre cambia anche il set di competenze richieste, con crescente centralità di data analysis, strumenti digitali e visione strategica.

Allo stesso tempo, il podcast sottolinea come il fattore umano resti decisivo: le tecnologie accelerano e supportano i processi, ma non sostituiscono elementi come negoziazione, gestione delle relazioni, lettura del contesto geopolitico e leadership del cambiamento. Il risultato è un modello sempre più ibrido, in cui tecnologia e competenze umane non si sostituiscono, ma si sovrappongono e si rafforzano reciprocamente.