Il settore alimentare sta vivendo una trasformazione fondamentale: le decisioni di approvvigionamento non sono più guidate solo da costi e disponibilità, ma anche da valori come nutrizione, sostenibilità ed etica. Secondo il nuovo rapporto del World Business Council for Sustainable Development (WBCSD), Building an Inclusive Procurement Strategy, le aziende hanno un ruolo chiave nel rendere le filiere alimentari più responsabili, migliorando al tempo stesso la salute dei consumatori e riducendo l’impatto ambientale.

Nutrizione e sostenibilità: un legame indissolubile

L’approvvigionamento alimentare influenza direttamente la qualità dei prodotti disponibili sul mercato, con ripercussioni su salute pubblica e ambiente. Secondo la Food and Agriculture Organization (FAO), il 70% dei costi nascosti del sistema alimentare globale è legato a problemi sanitari derivanti da diete poco equilibrate. Questo dato sottolinea la necessità di integrare scelte nutrizionalmente valide nelle politiche di acquisto.

Inoltre, come evidenziato dal Tilt Collective, una transizione verso diete più ricche di alimenti vegetali entro il 2050 potrebbe generare benefici significativi:

  • Riduzione del 40% della perdita di biodiversità
  • Taglio di un terzo delle emissioni di gas serra
  • Diminuzione del consumo globale di acqua
  • Salvaguardia di 150 milioni di anni di vita sana a livello globale

Nonostante questi vantaggi, molte aziende e istituzioni faticano ad adottare un approccio nutrizionalmente sostenibile per una serie di sfide legate ai costi, alla gestione decentralizzata e alle preferenze dei consumatori.

Le principali barriere all’integrazione della nutrizione nelle strategie di acquisto

Molte organizzazioni incontrano difficoltà nell’integrare la nutrizione nelle loro strategie di approvvigionamento. Alcune delle principali barriere includono:

  • Costo percepito: La convinzione diffusa che cibo più sano sia inevitabilmente più costoso porta molte aziende a optare per alternative meno nutrienti ma economicamente vantaggiose. Tuttavia, studi dimostrano che un’alimentazione più equilibrata può ridurre i costi sanitari a lungo termine, generando benefici economici su scala globale.
  • Strutture di approvvigionamento decentralizzate: In grandi aziende, scuole e ospedali, le decisioni di acquisto sono spesso frammentate tra diversi dipartimenti, rendendo difficile un coordinamento efficace per promuovere scelte più sane e sostenibili.
  • Comportamento dei consumatori: Sebbene sempre più persone dichiarino di voler mangiare in modo più sano e sostenibile, nella realtà molti consumatori continuano a privilegiare alimenti convenienti e dal gusto familiare. Questo frena le aziende dal modificare radicalmente le loro offerte.

Strategie per un approvvigionamento più sano e sostenibile

Per superare questi ostacoli, il WBCSD propone diverse strategie che le aziende possono adottare per rendere le loro pratiche di approvvigionamento più inclusive e in linea con obiettivi nutrizionali ed etici:

  1. Definire obiettivi nutrizionali chiari: Stabilire linee guida precise per garantire che la nutrizione diventi una priorità nei processi di acquisto.
  2. Utilizzare dati e analisi: Monitorare e valutare l’impatto nutrizionale e ambientale delle scelte di approvvigionamento per prendere decisioni più informate.
  3. Collaborare con i fornitori: Lavorare a stretto contatto con i produttori per garantire pratiche di produzione etiche e sostenibili.
  4. Promuovere l’innovazione culinaria: Sviluppare piatti e prodotti che siano sia nutrienti sia attraenti per i consumatori, per favorire una transizione graduale verso scelte più salutari.
  5. Formare i team di approvvigionamento: Offrire ai responsabili acquisti competenze specifiche per integrare considerazioni nutrizionali nelle loro scelte.
  6. Educare e coinvolgere i consumatori: Informare il pubblico sui benefici di una dieta più equilibrata e sostenibile per aumentarne l’accettabilità.

Buone pratiche: cosa stanno facendo le aziende

Alcune realtà hanno già avviato un percorso di trasformazione verso un approvvigionamento più sostenibile. Marriott International, ad esempio, ha collaborato con la MAD Academy di René Redzepi per promuovere l’uso di ingredienti locali e stagionali, riducendo l’impatto ambientale della ristorazione e valorizzando la biodiversità.

Un altro esempio è Google, che attraverso il proprio team di food service sta riformulando le politiche di acquisto per garantire che la nutrizione sia un elemento chiave delle offerte aziendali. Come afferma Chavanne Hanson, Food Choice Architecture and Nutrition Manager di Google: “Allineare l’approvvigionamento agli obiettivi di sostenibilità e nutrizione non è solo un’opzione, ma un potente strumento di cambiamento”.

Il futuro dell’approvvigionamento sostenibile

L’approvvigionamento sta diventando un elemento centrale nelle strategie di sostenibilità aziendale. Oltre a rispondere alle crescenti aspettative dei consumatori e degli investitori, un approccio più attento a nutrizione ed etica può contribuire a trasformare il sistema alimentare globale.

Come sottolinea Jackie Schulz, Senior Director of Global Nutrition di Griffith Foods: “Se vogliamo un cambiamento reale, dobbiamo integrare la nutrizione in ogni fase del processo decisionale, incluso l’approvvigionamento”.

Il settore dell’approvvigionamento alimentare ha davanti a sé un’opportunità unica: contribuire in modo significativo alla creazione di un sistema alimentare più sano e sostenibile. Superando le barriere attuali e adottando strategie innovative, le aziende possono trasformare il modo in cui il cibo viene acquistato, distribuito e consumato. Non si tratta solo di una scelta etica, ma di una necessità per garantire un futuro più sano per le persone e per il pianeta.