Le aziende del settore automobilistico sono più fiduciose nella loro capacità di affrontare le future crisi della supply chain.
È quanto emerge dal report The automotive supply chain: Pursuing long-term resilience di Capgemini. Sono riuscite a ridurre gli ordini arretrati del 61% annuo nel 2023 e prevedono un’ulteriore riduzione del 39% per il 2024.
Nuove trasformazioni e priorità
L’aumento della produzione di veicoli elettrici, le nuove politiche in materia ambientale e la domanda crescente di semiconduttori per le tecnologie Adas (Advanced driver assistance system), comporterà nuove trasformazioni per il settore.
Ma lo scenario che emerge dal report The automotive supply chain: Pursuing long-term resilience del Capgemini Research Institute, svolto su 1.004 aziende in 10 Paesi tra giugno e luglio 2023 è che nonostante la sostenibilità sia considerata uno dei temi chiave per la resilienza futura dell’automotive, solo il 37% dei dirigenti intervistati la considera una priorità.
Solo il 13% ha implementato pratiche su larga scala di questo tipo nella propria azienda. Gli investimenti degli Oem (Original manufacturer equipement) nel campo sono invariati rispetto al 2022, mentre quelli dei fornitori sono diminuiti del 17%. Pesano la carenza di fornitori di prodotti riciclati e dei materiali stessi, oltre ai costi alti. I dati dovrebbero guidare la trasformazione, ma solo il 53% delle società basa le proprie decisioni su un sistema standardizzato e trasparente di analisi della produzione.
La percentuale di fornitura ottenuta da località offshore è diminuita del 22% negli ultimi due anni. Il 70% degli intervistati afferma di ottenere attualmente la maggioranza dei semiconduttori da Cina, Taiwan, Giappone e Corea. 13% la percentuale media della base di fornitori Tier-3 monitorata per il rischio.
Resilienza automotive
La catena di fornitura automobilistica ha visto sconvolgimenti senza precedenti negli ultimi anni a causa di forti imprevisti, dalla pandemia ai recenti shock geopolitici. Le aziende automobilistiche devono reinventare il loro intero modello di supply chain e l’organizzazione e le piattaforme tecnologiche che ne sono alla base.
La futura catena di approvvigionamento deve essere intelligente e basata sui dati per affrontare le numerose sfide che il settore vedrà negli anni a venire.
È importante sottolineare che anche la catena di approvvigionamento deve incorporare la circolarità, che è una sfida difficile su cui ancora non si punta abbastanza. Le case automobilistiche ce la faranno solo se le loro funzioni di supply chain saranno in grado di creare fiducia, collaborare in modo efficace e diventare più agili nel nome della sostenibilità. Una supply chain connessa e intelligente e sostenibile potrebbe diventare il più grande vantaggio competitivo.

