L’International energy agency (Iea) ha affermato che gli investimenti in rinnovabili continuano ad aumentare. Secondo PwC, insieme a questi sta aumentando anche la consapevolezza tra i Ceo della necessità di un cambio di passo per affrontare la crisi climatica. Un cambiamento che è necessario a 360 gradi.
Energie positive
Secondo l’International energy agency la capacità mondiale di generare elettricità rinnovabile si sta espandendo rapidamente. Ciò offre una reale possibilità di raggiungere l’obiettivo di triplicare la capacità globale entro il 2030, che i governi hanno fissato alla conferenza sui cambiamenti climatici COP28 a Dubai. Il rapporto Renewables 2023 afferma che la quantità di capacità di energia rinnovabile aggiunta ai sistemi energetici di tutto il mondo è cresciuta del 50% nel 2023 fino a quasi 510 gigawatt (GW), con il solare fotovoltaico che rappresentano tre quarti dell’aumento. La crescita maggiore si è verificata in Cina, che nel 2023 ha commissionato una quantità di energia solare fotovoltaica pari a quella del mondo intero nel 2022.
Il rapporto prevede che la capacità globale di energia rinnovabile salirà a 7.300 GW tra il 2023 e il 2028 con il fotovoltaico e l’eolico che rappresenteranno il 95% dell’espansione. Nonostante la crescita, l’IEA sottolinea che serve triplicare la capacità entro il 2030 poiché mantenere queste promesse sarà fondamentale per la possibilità di limitare l’aumento della temperatura globale all’obiettivo di 1,5°C fissato dall’Accordo di Parigi.
Cosa pensa il top management
Il sondaggio dei CEO di PwC rivela crescenti timori sulla sostenibilità aziendale in un contesto di crescenti rischi climatici, che questi investimenti in rinnovabili cercano di mitigare. Oltre 2.000 amministratori delegati dei 4.700 intervistati da PwC affermano di temere che la loro azienda non sarà sostenibile entro i prossimi 10 anni a causa delle pressioni dei cambiamenti climatici e dell’intelligenza artificiale.
La survey rivela in generale che gli amministratori delegati sono meno preoccupati per le questioni a breve termine come l’inflazione e la crescita economica nel 2024 rispetto a quanto lo sia per l’impatto a lungo termine dei cambiamenti climatici e dell’intelligenza artificiale sulle loro attività. Una consapevolezza che deriva da una visione strategica.
La crisi climatica guida il cambiamento
Il cambiamento climatico è infatti un fattore dirompente del settore che porta con sé opportunità nella ridefinizione del business, ma anche rischi. In questo senso il 2024 potrebbe essere un altro anno di trasformazione dove questi rischi saranno mitigati grazie a una maggiore consapevolezza.
Secondo PwC sono necessari maggiori progressi sul clima in tutte le aree aziendali, ma ci sono alcune aree più carenti altre. L’area in cui si registrano i maggiori progressi è quella delle emissioni, in cui due terzi delle aziende sta investendo i maggiori sforzi. Tuttavia, solo il 10% riferisce di aver raggiunto i propri obiettivi climatici. In un articolo dell’aprile 2023 PwC h stimato che il Pil globale dipende dalla natura per il 55%, ovvero circa 58mila miliardi di dollari. Il rapido declino degli ecosistemi naturali può essere inteso anche come minaccia al benessere globale e non solo delle aree colpite.
Oltre il marketing
Supply chain digital riporta che quasi due terzi (64%) delle organizzazioni concordano sul fatto che il costo della mancata azione supera di gran lunga il costo dell’implementazione di iniziative ecologiche.
Un report di Gartner di due anni fa già registrava quanto alcuni professionisti della supply chain vedessero come la comunicazione dei loro responsabili in materia di sostenibilità non fosse in linea con ciò che stava effettivamente accadendo nella propria catena di approvvigionamento. Alla luce del percorso che viene fatto da un punto di vista generale nella produzione di energia, di cui abbiamo parlato all’inizio, e anche della maggiore consapevolezza diffusa nei Ceo, i messaggi inviati dai leader della supply chain e in generale dalle aziende devono oggi essere sempre più accurati. Questo non solo perché le accuse di greenwashing possono avere un grave impatto sulla reputazione di un marchio, ma soprattutto per riuscire ad attirare anche talenti, clienti e un’audience più giovane

