Sono trenta le aziende italiane incluse nella A List 2025 di CDP (ex Carbon Disclosure Project), l’organizzazione internazionale no‑profit considerata il gold standard nella misurazione e rendicontazione degli impatti ambientali su clima, acqua e foreste. La lista, aggiornata a fine 2025 e pubblicata ufficialmente a inizio 2026, raccoglie le migliori imprese globali per trasparenza aziendale e performance ambientale nei processi strategici e operativi.
Tra le italiane si distinguono Astm, Autostrade per l’Italia, Brembo, Cementir Holding, Chiesi, Coesia, Enav, Enel, Erg, Ermenegildo Zegna, Fedrigoni, Golden Goose, Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, Hera, Intesa Sanpaolo, Inwit, Iren, Italgas, Italmatch Chemicals, Iveco Group, Leonardo, Marcegaglia Steel, Moncler, Mundys, Nexi, Open Fiber, Prysmian, Salvatore Ferragamo, Snam e Webuild.
CDP valuta ogni anno decine di migliaia di aziende: nel 2025 oltre 22.100 società hanno reso pubbliche informazioni ambientali, un numero che rappresenta più della metà della capitalizzazione di mercato globale. Di queste, circa 20.000 sono state valutate per gli A score.
Ottenere una “A” significa entrare in un’élite globale che dimostra rendicontazione completa, governance ambientale matura e impegni concreti verso la resilienza ambientale e la transizione climatica. La metodologia CDP è strettamente allineata al framework TCFD (Task Force on Climate‑related Financial Disclosures), valutando non solo la qualità dei dati ma anche rischi climatici, gestione delle risorse idriche, impatti su foreste e natura.
I numeri della A List 2025
Secondo il rapporto ufficiale CDP:
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877 aziende nel mondo hanno ottenuto un posto nella Corporate A List, pari al 4% delle società valutate.
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23 imprese hanno raggiunto il riconoscimento “Triple A”, ovvero eccellono simultaneamente su clima, foreste e acqua.
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La presenza di A List è particolarmente significativa in Asia ed Europa, con mercati come Giappone, Turchia, Taiwan, Francia, Portogallo e Spagna tra i più performanti in percentuale sul totale valutato.
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Rispetto al 2023 è cresciuto il numero di aziende riconosciute in ciascuna categoria: ad esempio nel clima da 346 a 751 A score e nella sicurezza idrica da 101 a 263 A score.
Questa espansione indica una convergenza tra reporting e azione concreta, con molte aziende che ormai integrano criteri Esg nei loro piani industriali e decisionali.
Le italiane: conferme, novità e storie di miglioramento
Moncler e Inwit: conferme di leadership
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Moncler conferma ancora una volta la valutazione “A”, dimostrando continuità nella gestione dei rischi climatici e nella trasparenza delle strategie ambientali.
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Inwit ottiene per il secondo anno consecutivo il punteggio massimo nella categoria Climate, sottolineando l’integrazione delle priorità Esg nelle proprie infrastrutture digitali e nella governance ambientale delle torri di comunicazione.
Astm e Leonardo: miglioramenti tangibili
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Astm è entrata nella A List 2025 confermando un significativo miglioramento rispetto al 2024 grazie a un Climate Transition Plan integrato nel business plan di Gruppo e alla gestione dei rischi climatici su lunga scala.
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Leonardo ha migliorato il proprio posizionamento da A‑ ad A grazie alla pubblicazione di un Transition Plan strutturato, che pone l’accento su economia circolare, efficienza energetica e coinvolgimento della catena di fornitura.
Hera: primo ingresso importante sul clima
Il Gruppo Hera è stato inserito nella Climate A List 2025 per la prima volta, grazie a politiche di decarbonizzazione ambiziose e un piano di transizione climatica che punta alla neutralità carbonica entro il 2050, con tracciabilità degli obiettivi Scope 1, 2 e 3.
Webuild, Snam e altre italiane
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Webuild figura tra i nuovi ingressi grazie a una strategia climatica integrata e strutturata.
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Snam ha registrato un netto miglioramento nella gestione dei rischi ambientali, passando da punteggi inferiori ad A.
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Aziende come Italgas, Prysmian, Iveco Group, Chiesi, Brembo e molte altre confermano la presenza italiana nella leadership globale per Esg.
Brembo: doppia A per clima e acqua
Tra le italiane, Brembo si distingue per aver ottenuto la doppia A nelle categorie Clima e Water Security, sulla base dei propri dati di rendicontazione più recenti e delle pratiche di gestione idrica e emissioni.
Contesto globale: cosa dicono gli altri mercati
Al di là dell’Italia, numerose aziende internazionali spiccano per la loro performance:
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NTT DATA è stata inclusa nella A List per l’impegno su clima e Water Security, con un approccio integrato alla gestione idrica nei data center e trasparenza nelle strategie Esg.
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Fujitsu Limited ha annunciato oggi che il Gruppo Fujitsu è stato selezionato per l’A List 2025 del CDP per il cambiamento climatico, ottenendo il punteggio più alto nella valutazione del CDP delle attività aziendali di risposta al cambiamento climatico. Questa è l’ottava volta che il Gruppo Fujitsu riceve questo riconoscimento.
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FUJIFILM Holdings è stata riconosciuta per leadership su clima e Water Security, con obiettivi di net‑zero per le emissioni operative entro il 2040.
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Aziende come SCA e altri gruppi globali sono saliti nella A List anche grazie a pratiche di gestione forestale sostenibile.
In Asia, un recente rapporto Reuters indica che le imprese giapponesi guidano la classifica di climate leadership con una maggiore percentuale di obiettivi convalidati dal Science Based Targets initiative (SBTi), evidenziando un crescente legame tra governance climatica e leadership finanziaria.
Il valore strategico dei punteggi CDP
Ottenere un punteggio A in CDP non è solo un riconoscimento tecnico: significa che una società ha integrato i rischi e le opportunità ambientali nelle strategie di business, supportato la riduzione delle emissioni, implementato governance robusta e definito obiettivi ambiziosi allineati con criteri scientifici. Gli A score sono oggi utilizzati da investitori con oltre 127 trilioni di dollari in asset per prendere decisioni informate su portafogli Esg e strategie di lungo periodo.
La CDP A List 2025 conferma che trasparenza, ambizione e performance ambientale stanno diventando un elemento centrale nel mondo corporate e nei mercati globali. Per le italiane incluse significa non solo un riconoscimento di leadership, ma anche una forte capacità di attrarre capitali, innovare e rispondere alle sfide della crisi climatica con strategie concrete e misurabili.

