Man mano che le richieste dei consumatori cambiano e i prodotti si evolvono, le supply chain diventano ancora più complesse e comportano maggiori livelli di rischio.
Rapid Ratings ha identificato 3 sfide principali in questo settore in continua trasformazione e offerto diversi spunti per affrontarle.
Globalizzazione
Secondo il paper (che è un misto tra un’analisi delle problematiche e uno strumento commerciale) i vantaggi economici del global sourcing derivanti dalla globalizzazione non possono essere ignorati; tuttavia, questi stessi vantaggi offerti da nuovi mercati comportano maggiori rischi e un aumento della concorrenza in un contesto in via di frammentazione, dove la competizione tra Stati aumenta.
Molti paesi con costi di manodopera e produzione bassi tendono anche ad avere valute instabili e complesse questioni geopolitiche. Queste condizioni determinano fluttuazioni valutarie e improvvisi cambiamenti normativi o politici che possono interrompere le forniture generando ritardi per quegli stakeholder che non hanno la stabilità finanziaria per adattarsi.
Quando si entra in nuovi mercati o si tratta di ricercare e collaborare con fornitori in più sedi, è fondamentale comprendere quanto essi siano in salute o siano soggetti esposti a quelle fluttuazioni. La trasparenza sulla loro salute (finanziaria e non solo) consente di prevedere con precisione se sono in grado di resistere all’impatto delle fluttuazioni valutarie e dei cambiamenti economici, o se la sottocapitalizzazione avrà un impatto sulle loro operazioni e, in ultima analisi, interromperà la loro attività.
Multisourcing e outsourcing
Le aziende spesso scelgono di concentrare le risorse sulle loro aree di competenza principali e di esternalizzare altre esigenze o funzioni aziendali a fornitori e venditori specializzati. L’outsourcing di parti della supply chain consente di innovare prodotti e servizi migliori, rafforzare le relazioni con i clienti e implementare strategie di crescita, sostiene il paper. Le aziende diventano, di conseguenza, estremamente dipendenti dai loro fornitori.
Questo è il motivo per cui c’è stato un crescente spostamento verso il multi-sourcing, una strategia che prevede la ricerca di più fornitori per una parte critica della società per ridurre l’eccessiva dipendenza da un’unica fonte e quindi limitare i rischi. La soluzione richiede un duplice approccio: una valutazione iniziale per individuare quali aspetti differenziare seguita da un’esigente due diligence per garantire la migliore opzione.
Customer experience e gestione dell’inventario
L’arrivo dell’era digitale ha cambiato le aspettative del consumatore di oggi e le loro esigenze. I siti di confronto istantaneo dei prezzi e le strategie di prezzo dei volumi stanno creando ulteriori pressioni sui costi per rivenditori e produttori. In questo ambiente iper-competitivo, sostiene il paper, i produttori non possono fare solo il minimo indispensabile. Devono lavorare in modo interfunzionale per innovare e differenziare i loro prodotti dalla concorrenza, ridurre i costi di produzione per proteggere i margini di profitto e disporre di una solida catena di approvvigionamento e operazioni logistiche per far si che tutto funzioni. Ciò richiede la costruzione di fiducia e la ricerca di nuovi fornitori, in grado di guidare l’innovazione e mantenere i costi ragionevoli, garantendo al contempo che il livello delle scorte (quindi la gestione dell’inventario) possa soddisfare le esigenze di produzione e distribuzione.
Per quest’ultimo aspetto Rapid Ratings sottolinea la necessità dei dati per una migliore supervisione organizzativa dei punti caldi all’interno della supply chain. Ma anche un mezzo per valutare le opportunità con nuovi fornitori. Da tutti e tre questi aspetti emerge la necessità che le aziende proteggano la loro catena di approvvigionamento per mantenere un vantaggio competitivo, funzionare in modo efficace e pensare ai ricavi. Qualità, innovazione, reputazione e successo dipendono enormemente dalla solidità e dall’efficacia della supply chain.

