Le normative sulla decarbonizzazione stanno catalizzando una profonda riorganizzazione delle catene di fornitura, spingendo Cpo e Scm a rivedere radicalmente le loro strategie verso i fornitori. Questo cambiamento è motivato dalla complessità e dal rischio crescente derivante dalla crisi climatica, che richiede una risposta agile e resiliente per adattarsi a un ambiente normativo sempre più rigoroso. Le iniziative aziendali evidenziate includono l’avanzamento verso l’uso di acciaio a basso impatto di carbonio e l’adozione di standard per ridurre le emissioni. Tuttavia, il rifiuto delle proposte di sostenibilità da parte degli azionisti suggerisce una resistenza interna a ulteriori trasformazioni.
Decarbonizzazione e rilocalizzazione
Le normative sulla decarbonizzazione stanno catalizzando una profonda riorganizzazione delle catene di fornitura, spingendo CPO e SCM a rivedere radicalmente le loro strategie verso i fornitori. Questo cambiamento è motivato dalla complessità e dal rischio crescente derivante dalla crisi climatica, che richiede una risposta agile e resiliente per adattarsi a un ambiente normativo sempre più rigoroso ed esigente.
La recente evoluzione delle normative sulle emissioni sta accelerando una tendenza verso il nearshoring e la protezione ambientale nelle decisioni di acquisto con valutazioni verso i fornitori maggiormente rigorose. Le aziende stanno riorientando i loro approvvigionamenti per ridurre rischi come tempi di consegna prolungati e incertezze geopolitiche, implementando strategie di acquisto più vicine ai mercati di consumo. Questo cambiamento strutturale implica significativi investimenti e una ristrutturazione aziendale per affrontare le nuove sfide normative e climatiche globali.
Visibilità verso i fornitori e lavoro forzato
Un recente impegno dell’Unione Europea per migliorare la trasparenza nelle catene di fornitura globali e prevenire il lavoro forzato potrebbe portare a miliardi di investimenti in tecnologie di visibilità entro il 2029. Verdantix prevede che il mercato del software per la sostenibilità della supply chain raggiungerà i 7 miliardi di dollari globalmente, con un focus predominante su iniziative etiche e responsabili promosse da aziende manifatturiere e di vendita al dettaglio dell’UE.
Questi investimenti includeranno l’adozione diffusa di intelligenza artificiale per monitorare e valutare i rischi associati al lavoro forzato e all’approvvigionamento da regioni critiche, migliorando così la gestione predittiva del rischio e rafforzando la resilienza delle future supply chain.
Iniziative sostenibili
Il Leaderboard Report del 2024 di Lead the Charge rivela che le case automobilistiche stanno avanzando nella decarbonizzazione dell’acciaio e dell’alluminio per migliorare la sostenibilità delle loro catene di approvvigionamento. Il rapporto indica un calo significativo delle aziende con punteggi inferiori al 10% e dello 0% rispetto al 2023, evidenziando l’efficacia della pressione da parte di società civile, investitori e regolatori nel promuovere cambiamenti urgenti nell’industria.
Tuttavia, persiste un divario notevole tra i leader come Volvo, che ha ottenuto il punteggio più alto del 47% nella decarbonizzazione dell’acciaio, e General Motors, al fanalino di coda con il 17%. Mentre alcuni produttori stanno adottando misure concrete, molti devono ancora sviluppare una strategia coerente per ridurre l’impatto ambientale della loro filiera di approvvigionamento. Il rapporto suggerisce che le case automobilistiche possono migliorare adottando le migliori pratiche dei leader del settore per avanzare verso obiettivi più sostenibili, come dimostrato dall’iniziativa di divulgazione delle emissioni di Tesla nella sua filiera di approvvigionamento.
I limiti degli azionisti
Gli azionisti di General Motors hanno recentemente respinto a larga maggioranza proposte sulla sostenibilità nella supply chain dei veicoli elettrici, inclusa la verifica del lavoro minorile e la trasparenza sui rischi. Nonostante il voto contrario, GM continua a implementare strategie per migliorare la sostenibilità della sua filiera, avanzando verso l’uso di acciaio a basso impatto di carbonio e adottando standard per ridurre le emissioni. Le proposte sul lavoro minorile e sull’estrazione mineraria in acque profonde sono state rigettate con 741 e 747 milioni di voti contrari, rispettivamente.
Analogamente, la proposta di un rapporto sui rischi di sostenibilità è stata respinta con 737 milioni di voti contrari. Nonostante le critiche sulla trasparenza dei rischi ambientali come la deforestazione e le emissioni associate all’approvvigionamento di materiali come gomma e pelle, GM ha difeso le sue pratiche di rendicontazione e rafforzato l’impegno per un approvvigionamento più sostenibile.


