Secondo il Global Gender Gap Report del World Economic Forum, nel 2022 il divario di genere globale è stato colmato al 68,1%. Mantenendo questo andamento, ci vorranno 132 anni per raggiungere la piena parità: un leggero miglioramento rispetto alla stima del 2021, quando gli anni previsti erano 136.
Sottorappresentazione e iniziative in Italia
Sebbene nessun paese abbia ancora raggiunto la piena parità di genere, le prime dieci economie hanno colmato almeno l’80% del loro divario, con l’Islanda (90,8%) in testa alla classifica. L’Italia occupa il 63° posto, avendo colmato il 72% del divario.
Il 14 ottobre sono scaduti i termini per l’invio, da parte delle Pmi con più di 50 dipendenti, del Rapporto periodico sulla situazione del personale maschile e femminile, che si riferisce all’obbligo per queste aziende di presentare un resoconto sulla situazione interna del personale.
Una legge del 2021 ha abbassato da 100 a 50 la soglia minima di dipendenti sopra la quale è obbligatoria la redazione del rapporto, «in relazione allo stato di assunzioni, della formazione, della promozione professionale, dei livelli, dei passaggi di categoria o di qualifica, di altri fenomeni di mobilità, dell’intervento della Cassa integrazione guadagni, dei licenziamenti, dei prepensionamenti e pensionamenti, della retribuzione effettivamente corrisposta».
Differenze di settore
Il Global Gender Gap Index 2022 offre un’istantanea della rappresentanza femminile in ruoli di leadership, in base ai diversi settori. I dati mostrano che solo alcuni hanno livelli vicini alla parità di genere, come le organizzazioni non governative e associative (47%), l’istruzione (46%), i servizi alla persona e il wellness (45%). All’estremità opposta si collocano i settori dell’energia (20%), della produzione (19%) e delle infrastrutture (16%).
Inoltre, mentre la percentuale di donne in posizione di leadership è aumentata nel tempo, non tutti i settori hanno assunto donne in egual misura. In media, dice il rapporto, le assunzioni maggiori per i ruoli di leadership sono avvenuti all’interno di quei settori in cui la figura femminile era già altamente rappresentata.

Strategie migliorative
L’espansione della forza lavoro femminile potrebbe contribuire a determinare un impatto significativo anche nel settore degli approvvigionamenti. Per raggiungere la parità, tuttavia, è necessario un cambiamento culturale in molti settori, come ad esempio la logistica, che rimane prevalentemente maschile.
Secondo il report Women in the Workplace 2022 di McKinsey, per compiere progressi significativi e sostenibili verso l’uguaglianza di genere, le aziende dovrebbero prendere in considerazione la possibilità di concentrarsi su due obiettivi generali: portare più donne in posizioni di leadership e valorizzare le donne leader già presenti all’interno dell’organizzazione. Questo perché le aziende con una migliore rappresentanza di donne offrono ai loro dipendenti una varietà di vantaggi che migliorano la vita aziendale e le esperienze lavorative quotidiane delle donne, tra cui flessibilità, prestazioni di assistenza all’infanzia di emergenza e supporto per la salute mentale.
Considerando la mancanza di rappresentanza femminile nella logistica, le aziende devono iniziare a prendere misure più proattive per incoraggiare le donne a candidarsi anche in questo ambito, dai ruoli manageriali e di servizio clienti, ai ruoli di magazzino e centro di distribuzione. Un rapporto PwC, inoltre parla di un legame diretto tra una forza lavoro più equilibrata in termini di genere nella logistica e maggiori rendimenti finanziari.

