Con la tecnologia che cambia a un ritmo frenetico all’interno di quella che secondo alcuni studiosi è la sesta ondata dell’innovazione, i prodotti e i componenti possono diventare rapidamente obsoleti, portando a scorte eccessive, spreco di risorse e perdita di profitti. Una gestione efficace dell’obsolescenza richiede un approccio proattivo, che consideri l’intero ciclo di vita del prodotto.

Il problema dell’obsolescenza

In un lasso di tempo che sembra quasi sfuggire alle nostre mani, l’umanità ha attraversato millenni di storia e l’evoluzione tecnologica ha accelerato il suo sviluppo. Da quando il telegrafo ha abbreviato le distanze comunicative e il container ha rivoluzionato il modo in cui trasportiamo merci accorciando i tempi di consegna, questi progressi sono divenuti la norma e hanno creato un mondo connesso e dinamico, dove il passato e il futuro si fondono in un continuum di cambiamenti continui. Ma in un periodo di innovazioni in rapida successione la gestione dell’obsolescenza è una sfida continua in alcune supply chain. Adottando previsioni basate sui dati, gestione agile dell’inventario, tecniche di estensione della durata di conservazione e migliorando la visibilità, le aziende possono ridurre significativamente gli impatti negativi di questi problemi.

Una gestione efficace dell’obsolescenza è una componente fondamentale di una supply chain efficiente. Ma si tratta anche di essere consapevoli che esistono diverse e specifiche forme di resilienza che non tendono a riportare la supply chain a come era prima di qualche evento traumatico, bensì a riprogettare una strategia tramite nuovi investimenti. Oppure, tramite l’acquisizione di nuove competenze, adatte ai contesti complessi, dove è necessaria una forte leadership in grado di gestire e comunicare il cambiamento.

Organizzazione, previsione e pianificazione

Un modello di business è talvolta paragonato al Dna cellulare: difficilmente cambia quando l’organizzazione è ben consolidata. Per questa ragione, le aziende devono implementare strategie organizzative originali che consentano loro di identificare i rischi di obsolescenza – di prodotti, ma anche di processi – per ridurre i costi e mantenere la soddisfazione dei clienti.

Tra queste strategie è ovviamente centrale una corretta previsione e una lungimirante pianificazione. Previsioni e pianificazione accurate sono fondamentali per un’efficace gestione dell’obsolescenza. Le aziende devono analizzare le tendenze del mercato, la domanda e i cicli di vita dei prodotti per determinare quando diventeranno obsoleti, e i loro processi per ridisegnarli secondo le esigenze contingenti a partire da una base strutturata. Questo può contribuire alla riprogettazione o la sostituzione dei prodotti e a ridurre al minimo l’impatto dell’obsolescenza sulla supply chain.

Tra inventario e fornitori

Il monitoraggio dei livelli di inventario, l’identificazione di scorte in eccesso e l’implementazione di misure per ridurre i costi è un altro argomento di cui si parla costantemente. Ad esempio, le aziende possono implementare la gestione dell’inventario just-in-time che prevede l’ordinazione e la ricezione dell’inventario solo quando è necessario, per ridurre il rischio di mantenere l’inventario in eccesso. Ma non sempre questo è possibile.

Per questo motivo la collaborazione con fornitori, partner e clienti è fondamentale per una gestione efficace, perché questi possono fornire informazioni preziose sul ciclo di vita dei loro prodotti e componenti, ma anche feedback sulle prestazioni e sulla domanda. Questo può aiutare le aziende a identificare tempestivamente i potenziali rischi di obsolescenza e a sviluppare strategie in tempo per mitigarli.

Per un approccio proattivo di ecosistema

In un contesto competitivo che sembra diventare protezionistico e vede poche imprese dominare settori strategici – si pensi a Nvidia, Intel, AMD, Asml, TSCM per il settore dei semiconduttori o anche solo a Tesla per le auto elettriche – sempre più aziende sentono la necessità di collaborare per timori di non reggere la competizione (non necessariamente con queste aziende, ma nel mercato legato ad AI e nuove tecnologie in cui si muovono). Provare a ritardare l’obsolescenza di alcune componenti o prodotti potrebbe aiutare a limitare l’impatto sulla supply chain derivante da tensioni geopolitiche, ma ciò comporta l’utilizzo di principi di progettazione modulare, che consentono di sostituire o aggiornare facilmente i componenti e la progettazione di prodotti con un ciclo di vita più lungo.

Se volgiamo lo sguardo alle nuove tecnologie, è chiaro come la corsa alla supremazia abbia implicazioni significative per il futuro del commercio globale, perché prodotti come i chip consentiranno lo sviluppo di applicazioni di intelligenza artificiale più potenti, e nuovi sviluppi tecnologici dell’IA influenzeranno la traiettoria stessa dell’innovazione. Essere consapevoli di questo contesto per agire di conseguenza, prevendendo carenze future, è una delle più grandi sfide del nostro tempo. Serve un approccio proattivo e collaborativo, definibile di ecosistema, che consideri tutte le componenti di filiera e l’intero ciclo di vita del prodotto.