La Cina sta rafforzando i legami con il continente africano attraverso investimenti e iniziative commerciali, mentre l’Occidente cerca di bilanciare sicurezza e relazioni economiche. Il continente africano offre un enorme potenziale economico, ma richiede miglioramenti infrastrutturali e la cooperazione tra UE, imprese e istituzioni locali sarà fondamentale per superare sfide logistiche e politiche, promuovendo lo sviluppo sostenibile delle supply chain africane.
La frontiera cinese
La Cina sta rafforzando i suoi legami con l’Africa attraverso migliori condizioni commerciali, investimenti più consistenti e addestramento militare, con l’obiettivo di consolidare la propria posizione nella competizione geoeconomica con gli Stati Uniti. Durante il Forum sulla cooperazione Cina-Africa a Pechino, il presidente Xi Jinping ha annunciato nuove iniziative, tra cui l’esenzione dai dazi per le importazioni da 33 paesi africani meno sviluppati e l’apertura di maggiori accessi al mercato cinese, segnalando l’importanza strategica dell’Africa per la Cina.
Negli ultimi dieci anni, la Belt and Road Initiative ha contribuito a un boom infrastrutturale in Africa. Nonostante una pausa dovuta alla pandemia, l’iniziativa ha ripreso slancio dal 2022, nonostante gli stati africani chiedano una maggiore cancellazione del debito e rapporti commerciali più equilibrati. Nel 2023, il surplus commerciale della Cina con l’Africa ha raggiunto i 64 miliardi di dollari, con esportazioni cinesi pari a 173 miliardi, mentre le importazioni africane hanno iniziato a rallentare. La Cina si sta anche affermando come partner commerciale per lo sviluppo delle energie rinnovabili, esportando pannelli solari in un continente che fatica a garantire energia affidabile.
La centralità del continente africano nelle supply chain
Con una popolazione giovane in rapida crescita, il continente africano offre un potenziale economico elevato ma ancora scarsamente sfruttato. La creazione di una zona di libero scambio africana (AfCFTA) è una delle principali iniziative dell’Unione Africana per aumentare la prosperità, ma il suo potenziale non è ancora stato pienamente sfruttato. Migliorare la connettività delle catene di approvvigionamento in Africa è fondamentale per sbloccare il grande potenziale economico del continente. Investendo in infrastrutture e tecnologia, si può promuovere l’innovazione, aumentare l’efficienza e creare nuove opportunità di crescita. L’Africa, spesso definita l’ultima frontiera per l’espansione economica, offre un ampio ventaglio di possibilità per le imprese disposte a navigare in questo mercato complesso. Tuttavia, l’infrastruttura logistica sottosviluppata rappresenta uno degli ostacoli principali per il commercio efficiente.
L’integrazione delle catene di approvvigionamento è essenziale per il successo dell’espansione dei mercati africani. Collegare le diverse regioni attraverso reti logistiche migliorate e infrastrutture di trasporto, come strade, ferrovie e porti, può facilitare il flusso di beni e promuovere la crescita economica. Anche le tecnologie digitali giocano un ruolo cruciale: blockchain, IoT e altre soluzioni digitali possono aumentare l’efficienza e la trasparenza nelle operazioni commerciali, favorendo il commercio transfrontaliero.
Le relazioni UE-Africa
Sono passati più di due anni dal vertice Unione Africana-Unione Europea e dall’annuncio del Global Gateway Africa – Europe Investment Package da 150 miliardi di euro, ma non è ancora chiaro se questo porterà un cambiamento significativo nei rapporti con l’Africa. Sebbene il Global Gateway rappresenti un tentativo di ridefinire le relazioni UE-Africa incentrandole su commercio e investimenti piuttosto che sugli aiuti allo sviluppo, rimangono sfide politiche e logistiche da affrontare. Ad oggi, 225 progetti sono stati annunciati, di cui 102 focalizzati sull’Africa sub-sahariana, ma non è sempre evidente come questi si integrino con le strategie nazionali e regionali dei paesi africani. Inoltre, vi sono preoccupazioni sul coinvolgimento delle autorità locali, della società civile e del settore privato nei progetti, e dubbi sul loro reale impatto per lo sviluppo.
Le relazioni tra UE e Africa sono state messe ulteriormente alla prova da eventi globali come la pandemia di Covid-19 e la guerra in Ucraina, che hanno evidenziato tensioni su temi come la risposta europea alla crisi energetica e il meccanismo CBAM. Nonostante il Global Gateway rappresenti un importante cambiamento di direzione, non può sostituire il dialogo politico ed economico profondo necessario per risolvere le differenze e migliorare la cooperazione. Per sfruttare appieno il potenziale dell’iniziativa, sarà essenziale sviluppare progetti allineati con le strategie di sviluppo locali e rafforzare il dialogo politico ed economico tra UE, UA e gli stakeholder africani.
Essere all’altezza delle nuove sfide
Nonostante le opportunità, le sfide rappresentate dal continente africano non mancano. Corruzione, instabilità politica e deficit infrastrutturali rappresentano ostacoli significativi. Tuttavia, attraverso strategie mirate, investimenti nelle infrastrutture e nella formazione locale, e accordi regionali come l’AfCFTA, è possibile superare le sfide e accogliere le opportunità. Con una popolazione giovane e dinamica, e mercati in rapida crescita, l’Africa è destinata a diventare un attore di rilievo nel commercio globale, e a offrire numerose possibilità di espansione per le aziende che puntano su catene di approvvigionamento integrate ed efficienti.
Per cogliere queste opportunità e prevenire i rischi, le imprese italiane ed europee devono collaborare con le istituzioni per investire in infrastrutture e tecnologie digitali, migliorando l’efficienza delle catene di approvvigionamento. È fondamentale creare partenariati con governi e attori locali, rispettando le normative e promuovendo lo sviluppo sostenibile. Allineare gli investimenti con le strategie europee, come il Global Gateway, e coinvolgere gli stakeholder locali garantirà un impatto economico positivo e una crescita equilibrata, facilitando il superamento delle sfide logistiche e politiche.

